L’ANDRONI GIOCATTOLI SIDERMEC E UN GIRO ECCEZIONALE

GIRO D'ITALIA | 04/06/2019 | 09:00

Un Giro d’Italia assolutamente eccezionale. Bisogna definirla così la corsa rosa dell’Androni Giocattoli Sidermec che ieri l’altro nel giorno di chiusura, all’interno del suggestivo palcoscenico dell’Arena di Verona, è salita per ben due volte sul podio finale.


Conviene partire dall’inizio, però, per racontare la massima corsa nazionale del team campione d’Italia che ha chiuso al 9° posto la classifica a squadre, davanti a ben dieci formazioni World Tour: una vittoria di tappa, con Masnada nell’esaltante giorno di San Giovanni Rotondo, due secondi posti, con Cattaneo (bravissimo anche a crono) a Como e lo sfortunatissimo Vendrame a San Martino di Castrozza, e un terzo sempre con Masnada nella tappa del Mortirolo e via di seguito. Già, perché vanno aggiunti, poi, una serie di piazzamenti nelle top ten di tappa dove a rotazione sono entrati oltre ai tre già citati anche Belletti (sempre bravo negli sprint), Montaguti e Gavazzi. Impossibile scordare, infine, le fughe di Marco Frapporti, all’attacco senza soluzione di continuità. E qualche azione l’ha provata pure il colombiano Florez, l’ottavo di un team che, solo come un pugno di altri, ha concluso al completo l’avventura iniziata a Bologna l’11 maggio.


Alla fine sul podio finale di Verona, dove hanno sfilato Carapaz, Nibali e Roglic e tutte le maglie del Giro, sono arrivate anche le premiazioni per le vittorie nella classifica della combattività e dei traguardi volanti di Fausto Masnada, uno dei corridori che ha saputo guadagnarsi l’attenzione, il tifo e la simpatia generale.

Un Giro, dunque, emozionante per l’Androni Giocattoli Sidermec (guidata in ammiraglia dal team manager Gianni Savio e dai diesse Giovanni Ellena e Alessandro Spezialetti, cui ha dato il cambio nell'ultima settimana Giampaolo Cheula) che una volta di più ha saputo entusiasmare i suoi tanti tifosi, ritagliandosi uno spazio di primissimo piano nella “corsa più dura del mondo nel paese più bello del mondo” come recitava lo slogan del Giro numero 102. Quello assolutamente eccezionale per l'Androni Giocattoli Sidermec.

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