ACCPI. BASTA CHIACCHIERE, FERMIAMO QUESTA STRAGE

LETTERA APERTA | 11/12/2018 | 16:00

Due giorni fa Paolo Simon, ieri Samuele Manfredi, e oggi a chi toccherà finire falciato mentre sta pedalando? Magari non a un atleta professionista che in bici ci va per lavoro, ma a un bambino che usa le due ruote per andare a scuola, a una mamma che è diretta in centro per acquistare i regali di Natale o a un padre di ritorno dal lavoro. Dopo una decrescita fino al 2016, le morti sulle strade italiane hanno ricominciato ad aumentare. Nel 2017 sono morti 254 ciclisti su un totale di 3.378 decessi. Praticamente ogni giorno muoiono 10 persone in Italia sulla strada e ogni 34 ore muore un ciclista.

L'Associazione Corridori Ciclisti Professionisti Italiani urla tutto il suo dolore e la sua rabbia per la quotidiana strage che si consuma sulle nostre strade e, sempre più spesso, coinvolge chi è in sella alla propria bicicletta. 
«Nei giorni scorsi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha commentato la tragedia avvenuta nella discoteca di Corinaldo dicendo: "Non si può morire così". Mentre uno dei nostri ragazzi a soli 18 anni lotta per la vita, lasciandoci con il fiato sospeso, riprendo le parole del capo dello Stato per ricordare che la violenza stradale è la causa maggiore di morte per i giovani sino a 30 anni» afferma Cristian Salvato, presidente ACCPI. 
«Al funerale di Michele Scarponi le massime autorità del nostro paese e del mondo dello sport avevano promesso un intervento concreto perché tragedie del genere fossero ridotte al minimo e invece, a distanza di quasi due anni, nulla è cambiato. Anzi, la situazione se possibile è peggiorata. Chi non ha mantenuto gli impegni che si era assunto è un delinquente, così come è un assassino chiunque firma per la realizzazione di una nuova strada senza pensare a chi la solcherà in bici o a piedi» aggiunge riferendosi alla legge 366/1998 sulla mobilità ciclistica, che obbliga il proprietario o gestore della strada a prevedere sempre una pista ciclabile quando viene costruita una nuova strada o viene effettuato un intervento di manutenzione straordinaria. Normativa regolarmente disattesa perchè non presenta sanzioni per i trasgressori. Un Paese civile non può permetterlo.

«Se per fermare la vostra stupida violenza alla guida occorre una rivoluzione, la avrete» commenta Marco Cavorso, delegato alla sicurezza del sindacato dei ciclisti, che ben conosce la materia avendo perso il figlio Tommaso, proprio a causa di un incidente mortale che lo ha portato via a soli 14 anni. «Siamo davvero stufi. Non è più tempo di parole, ma di fatti concreti. Nei prossimi giorni inizieremo una raccolta firme perchè una "legge salvaciclisti" diventi effettiva. Non possiamo più permettere che i nostri ragazzi vengano buttati giù come birilli per mancata precedenza, velocità elevata o una banale ma fatale distrazione. Il sorpasso con una distanza minima di sicurezza deve diventare obbligatorio, l'uso del cellulare al volante deve essere pagato con il ritiro della patente, un omicidio stradale deve essere trattato alla pari di qualsiasi altro assassinio. Gli utenti deboli meritano rispetto e tutele adeguate. La vita è sacra».


 


Nella foto ©BettiniPhoto Samuele Manfredi in azione ai mondiali di Innsbruck 2018

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COMMENTI
LEGGE
11 dicembre 2018 17:23 bernacca
sono con Voi... ricordo di aver scritto un mio post in cui prevedevo che dopo i funerali di Scarponi la politica non si sarebbe preoccupata di onorare gli impegni presi in quanto veniva a mancare la visione pubblica. Ridicoli

manifestazione
11 dicembre 2018 19:03 Cavoli
Purtroppo se davvero si vuole ottenere qualcosa o succede un incidente a qualcuno che conta o bisogna organizzare una manifestazione a livello nazionale, dove tutti i ciclisti scendono in strada a chiedere regole severe come in olanda o paesi dove la bici e rispettata.

Blardo77
11 dicembre 2018 20:23 blardone
Omar19

Chiacchere
11 dicembre 2018 20:30 blardone
Purtroppo avete solo tante chiacchiare per farvi pubblicita ' ..'le cose capitano siamo sulla strada .io ho perso un ragazzo di 19 anni per colpa di un automobilista incosciente ..... pero' la colpa non e solo la loro ... punto uno abbiamo amatori in tre in una corsia e se suoni ti mandano in quel paese ... sono stato corridore e ricordo di avere fatto tante cazzate in discesa e mi e sempre andate bene .... purtroppo la strada e di tutti e bisogna rispettare tutti ... purtroppo ogniunio a il suo destino e questo non si combatte con articoli o pubblicita ... Blardone Andrea

3 Volte
12 dicembre 2018 09:24 pagnonce
Tutte 3 le volte che sono stato investito viaggiando con la mia bici da solo sulla mia destra la colpa è sempre stata per automobilisti distratti,dalle assicurazioni ho sempre avuto il giusto per il corretto rispetto del codice stradale.Quello che voglio dire che dopo vari periodi dagli incidenti,e andando sempre in bici vedo tanti automobilisti sempre più scorretti,se poi con il fischietto che portò al collo lì riprendo,mi fanno brutti gesti.Dicembre 2018,dal primo incidente nulla,si peggiora.

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