Rogers: gli obiettivi ora diventano Vuelta e Mondiale
| 17/07/2007 | 00:00 Michael Rogers è rientrato nella sua abitazione di Montecarlo (Principato di Monaco) insieme alla moglie Alessia, dopo la brutta caduta (e il conseguente ritiro) avvenuta nella discesa del Cormet de Roselend, durante la seconda tappa alpina del Tour de France: «Sono deluso e contrariato. Le prime visite mediche che ho sostenuto hanno riscontrato una lussazione alla spalla destra, fortunatamente non ci sono fratture. Quando mi sono rialzato dopo il “volo” non ho avuto particolari problemi: il brutto è iniziato non appena la strada ha cominciato nuovamente a salire… Il dolore è diventato presto insopportabile e così ho dovuto gettare la spugna, vanificando mesi di duro lavoro finalizzato ad essere protagonista al Tour». Alla base del capitombolo fatale occorso al popolare “Dodger” sembra ormai accertato che ci sia stato lo scollamento del tubolare della ruota anteriore: «Quando ho urtato Arroyo stavo già perdendo il controllo della bicicletta, non mi sono quasi reso conto di cosa stesse accadendo. E non ho sbagliato la traiettoria in discesa poiché non stavamo procedendo ad una velocità elevata». Il rimpianto del leader australiano della T-Mobile è comunque grande: «Sono persuaso che Rasmussen avrebbe vinto la tappa e che io avrei indossato la maglia gialla. La tattica studiata a tavolino stava dando i frutti sperati, non mi avrebbero ripreso. Peccato, adesso è meglio pensare al prossimo anno, quando tornerò al Tour con la convinzione di poter finalmente salire sul podio finale di Parigi. Lo prometto ai miei tifosi». In settimana Rogers tornerà in Germania per sostenere alcune visite a cura dello staff medico della T-Mobile, ma i tempi di recupero non dovrebbero essere molto lunghi. I suoi obiettivi stagionali diventano così la Vuelta di Spagna e il mondiale su strada di Stoccarda.
Stefano Fiori
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