| 02/07/2007 | 00:00 La lunghissima confessione di Jörg Jaksche ha suscitato evidentemente delle reazioni.
«Solo menzogne hanno risposto alcuni mentre Vinokourov ha accusato il tedesco di «essere avaro. È facile raccontare storie quando ti offrono centomila euro».
Mentre Jaksche offre la sua collaborazione all’Uci e alla Wada in cambio di uno sconto di pena, il suo connazionale Jens Voigt assicura che «non esiste doping in seno alla CSC».
Dopo Stanga, altri due manager come Riis e Godefroot hanno definito «prive di fondamento» le accuse di Jaksche.
Sul fronte opposto, la Federciclismo tedesca apprezza le parole di Jaksche e Rudolf Scharping assicura che non c’è altro mezzo per vincere il doping se non quello di scoperchiarlo dall’interno. Ed il noto esperto antidoping Werner Franke ritiene Jaksche meritevole di un sensibile sconto di pena.
(todociclismo.com)
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