Vinokourov: «Cercano di farci paura, ma io sono tranquillo»
| 22/06/2007 | 00:00 Alexandre Vinokourov si sente sicuro e diche a chiare lettere di non essere fra i 'Men in black', i tre ciclisti inseriti in un gruppetto di 6 o 7 professionisti di spicco che secondo l'Uci sono risultati "non negativi" ad una prima analisi dopo una serie di test a sorpresa. Il campione kazako lo ha detto in un'intervista a L'Equipe: "Cercano di farci paura, ma sono tranquillo, non dobbiamo rimproverarci nulla", ha detto Vinokourov. "Fermiamo le fantasticherie. Se indosso una maglia nera in allenamento e solamente in Costa Azzurra, dove abito, è per evitare di essere riconosciuto dai cicloturisti. Non posso allenarmi per il Tour con una ventina di persone a ruota per ore, e non sono l'unico a comportarmi così. Anche Paolo Bettini preferisce non indossare la maglia di campione del mondo".
Vinokourov ha poi messo in dubbio la serietà dei controlli antidoping dell'Uci raccontando un test a sorpresa sostenuto all'inizio del mese. "Vennero a casa mia, a Montecarlo, e quel giorno mi dissero che dovevano eseguire otto controlli spiegandomi che ero l'unico ad essere stato rintracciato. Quando alcuni evitano un controllo a sorpresa come quello di inizio mese nessuno lo dice, mentre se uno si sottopone ai test molto gentilmente, come ho fatto io, ecco che iniziano i sospetti. Io non capisco l'interesse dell'Uci nel divulgare queste informazioni: è una situazione che potrebbe ritorcersi contro di loro. Ma chi mi vuole distruggere deve sapere che io sono duro a morire, non mollerò mai.
Fin qui la notizia, l'egenzia rilanciata in Italia dalla Adnkronos. Questo un fatto, accaduto lo scorso mese di settembre, alla Vuelta di Spagna. Era il 10 settembre e quindici corridori delle squadre Astana e Ag2R Prevoyance iscritte alla Vuelta di Spagna venivano sottoposti a controlli antidoping tra le 7.30 e le 8 di mattina. Tutti i ciclisti sottoposti ai test dell'Unione Ciclistica Internazionale sono stati dichiarati idonei a prendere parte alla 15.ma tappa.
Due soli corridori non si sono sottoposti a controlli, i kazaki Andrey Kashechkin e Alexandre Vinokourov, che erano già partiti con il motorhome. Giustificazione dei dirigenti dell'Astana: «Il trasferimento era lungo e loro sono partiti prima sul motorhome, perchè amano viaggiare sdraiati». Che dire?...
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