IL PASTO AL GIRO. L'ALTRO BALDINI

STORIA | 11/06/2018 | 07:25
Una cena di corridori. Gianni Bugno domanda a Giancarlo Ferretti quale, di tutti i corridori che ha conosciuto, fosse il più forte. Ferretti, a sorpresa, indica uno lì che, agli occhi di Bugno, non dice nulla. “E chi è?”. “E’ uno che in pianura non lo staccavi, in salita era sempre l’ultimo a mollare, in discesa ti veniva a prendere, e in volata non lo battevi”. Bugno rimane senza parole. Ferretti ne ha altre sei-sette: “Però con la testa non c’era”.

Nome e cognome: “Adriano Baldini”. Parente di…? “Nessuna parentela”. Anagrafe? “Nato il 24 agosto 1949, a Fusignano”. La Fusignano di Arrigo Sacchi? “Ero suo amico, collaboravo quando allenava il Fusignano, fornivo lo shampoo e in cambio facevo il guardalinee, finché Sacchi non venne esonerato”. Studi? “Quinta elementare, poi qualche lavoro secondario, quindi 39 anni agente di commercio Wella, per parrucchieri”. E la bici? “La bici è un romanzo”. Chissà se Ferretti lo conosceva, allora, chissà se a Bugno interessa, adesso.

Primo capitolo: “La prima bici una Rivola, da corsa, verde, avevo 15 anni. La prima squadra il Pedale Fusignanese, eravamo in cinque-sei, avevamo una maglia bianca, nera e arancione, l’allenatore – Federici – era così appassionato che faceva anche lo sponsor, metà dello stipendio andava alla famiglia, l’altra metà alla squadra. La prima corsa subito, a Bologna, avevo 15 anni, arrivai con i primi. La prima vittoria a Cotignola, la Coppa Caduti del Senio, per distacco”.

Secondo capitolo: “Vincevo. Una volta, in fuga per un traguardo volante, insistemmo, c’erano quattro salite, sull’ultima venni staccato da Pancaldi, poi lo raggiunsi e in volata lo battei, lui non se l’aspettava, pensava che fossi morto. Un’altra volta, a Coriano, 90 km di fuga, con gli scalatori che mi inseguivano, invano. Un’altra volta ancora, a Pavullo nel Frignano, con tutta la Gris 2000 che mi dava la caccia, volata a due con Dallai, vincente. Un’altra volta, e poi basta, a Ferrara, volata generale, in 150, vinsi per distacco. Un’altra volta, e poi basta veramente, Vito Ortelli voleva vedermi vincere in volata, perché mi aveva preparato una bici speciale, da strada ma con misure da pista per facilitarmi nelle curve, riunione notturna, prima la velocità, e la vinsi, poi l’individuale, ero in fuga da solo quando arrivò Ortelli, allora alla campana mi fermai, aspettai il gruppo, feci la volata e la vinsi. Vincevo su strada e anche in pista: chilometro, individuale, inseguimento a squadre, azzurro, avrei dovuto fare l’Olimpiade di Monaco, e invece”.

Terzo capitolo: “Caddi al Vigorelli, presi un’infezione alla gamba, andai a correre il Giro del Friuli, mi venne l’appendicite, riuscii ancora a entrare nella compagnia atleti, ma ormai ero finito. E andai a lavorare. Però il ciclismo è un mondo che, se lo conosci, non lo abbandoni più. Da corridore a direttore di corsa, assistente alle premiazioni per le miss, autista, anche adesso, al Giro d’Italia Under 23, con il team di Orfeo Casolari. Perché il bello della bici è l’aria pura, perché il bello del ciclismo è la sua popolarità, perché il bello del pedalare è che, dalle nostre parti, prima ti mettevano in bici e poi ti davano un pallone”.

Quarto capitolo: “Mai fatto la vita da atleta. Ero un patacca: se c’era da andare a fare baracca, andavo. Una volta ballai fino alle 2 di notte, dormii un paio di ore, mio padre mi accompagnò alla corsa, la partenza era alle 9, finii terzo perché due erano scappati, mio padre si imbufalì pensando che, se avessi dormito un altro paio di ore in più, avrei vinto anche quella. Ma non mi pento di nulla, perché se potessi, se avessi, se tornassi…, rifarei tutto quello che ho fatto, altrimenti non avrei mai avuto le stesse soddisfazioni. La vita è così, siamo qui in prestito, non conosciamo la data di scadenza, meglio prendersi le cose belle e lasciare agli altri quelle brutte: gelosie, invidie, ingordigia”.

Quinto capitolo: “Correre, trombare e mangiare: era la mia filosofia. Correre, da tempo non corro più. Rimangono trombare e mangiare. E siccome trombo poco, per compensare mangio molto. In altre parole: dalla gnocca allo gnocco fritto. Io, davanti a un piatto di cappelletti, sono capace di commuovermi”.

E se Bugno domandasse quale, di tutti i corridori che ha conosciuto, fosse il più forte? “Oscar Zamagni, della Rinascita Ravenna, completo, una forza della natura, peccato che smise presto”. Dai. “Ce n’era un altro, che andava come una moto. Chi è quel pazzo là davanti?, chiesi, sbalordito. Uno della Bottegone, mi risposero, un certo Francesco Moser”.
 
Marco Pastonesi
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Colpo di scena al termine della prova donne elite dei Campionati Europei di Ciclocross. Marie Schreiber, prima sul traguardo al termine di una tiratissima volata a due con la campionessa del mondo Lucinda Brand, è stata infatti retrocessa...


Aubin Sparfel si prende la corona continentale del Ciclocross. Il portacolori della Decathlon CMA-CGM Team ha conquistato il titolo europeo della categoria Under 23 al termine di una gara intensa e combattuta fino agli ultimi metri. Il talento francese...


Il Ristorante “La Casa dei Gelsi” di Cusinati di Rosà, in provincia di Vicenza, sarà domenica 8 novembre il meraviglioso scenario della 50^ edizione del Ritrovo delle Glorie del Ciclismo Triveneto voluto dall’Associazione che raccoglie i corridori appartenenti alle regioni...


Con la vittoria della belga Lentel Huys hanno preso il via a Zeddam, nei Paesi Bassi, i Campionati Europei di Ciclocross che si concluderanno nella giornata di domani. Il primo titolo continentale assegnato, quello riservato alla categoria donne juniores, è...


Restano in Emilia Romagna i modenesi dell’Ale CX Team che domenica 8 novembre saranno in gara a Casalecchio di Reno nel Bolognese. L’appuntamento è con la settima edizione della gara nazionale Ciclocross d’Autunno, valida come terza e penultima prova del...


Lutto tra le fila del ciclismo marchigiano. È arrivata la triste notizia della scomparsa di Emanuele Senzacqua: tesserato come giudice di gara nel 2006, ha ricoperto l'incarico di ispettore nazionale antidoping, fino a guidare come presidente la commissione regionale giudici...


Tadej Pogacar è il campione più forte del mondo, un dato questo che nessuno può mettere in dubbio. Ma quali sono i suoi valori? Quante ore dorme la notte durante un grande giro? Quanti sono i suoi battiti a riposo?Tutto...


Si sono sfidati molte volte nel corso della stagione e lo faranno ancora questa domenica. Li abbiamo visti confrontarsi alla Strade Bianche, al Tour de France, al GP de Montréal, ai Mondiali e poi a Il Lombardia: Paul Seixas e...


Correre in Italia per diventare un campione del ciclismo. È quello che accadde a Soren Lilholt, ciclista danese di tante belle speranze lanciato, come molti suoi connazionali, da Ivano Fanini. Per Lilholt il trasferimento in Toscana segnò un cambiamento radicale:...


Gulp! Mentre va in scena il Tour du Faso, decana (37ª edizioni) delle corse ciclistiche africane, l’indiscrezione offerta dal solitamente ben informato sito africarising riguarda il calendario del 2027. Già, perché si annuncia una sorprendente, salutare avanzata in termini di...


TBRADIO

-

00:00
00:00
SONDAGGIO
OSCAR TUTTOBICI 2026. SCEGLIETE IL MIGLIOR TECNICO ITALIANO DELL'ANNO
Dodici candidati, tocca a voi assegnare il Gran Premio Fondazione Iseni y Nervi





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra