SOCIETA' | 09/11/2017 | 07:20 Autunno 1947 e a Forlì, presso il circolo del dopolavoro delle Officine Forlanini, in via Vittorio Veneto 45, nasce l’Unione Ciclistica “SCAT” che indirizza la propria attività per favorire, diffondere e sostenere il ciclismo per i giovani della popolosa città, del “Zitadon”, detto in romagnolo, ossia “il Cittadone”, a motivo dell’essere stata a lungo la più popolosa città della Romagna.
Nella bella e documentata pubblicazione a cura di Maurizio Ricci che celebra l’importante anniversario “70° al fianco dei giovani per pedalare i viali del ciclismo” la copertina presenta, quali petali di un fiore, varie immagini della straordinaria carriera di Ercole Baldini che contornano quello che si può definire il centro che presenta un giovanissimo Baldini, il fiore all’occhiello dl ciclismo forlivese, con la maglia della SCAT, la prima della sua straordinaria carriera.
E proprio nella spaziosa abitazione di Ercole Baldini, a Villanova di Forlì, che ospita anche una grande raccolta dei cimeli, delle maglie, delle coppe, delle medaglie, delle biciclette, dei libri che hanno accompagnato la sua carriera, alla fine di settembre, è stata celebrata la festa che è visibile anche sul canale “Youtube”.
“SCAT” non è un acronimo, una sigla commerciale ma è un nome di pure fantasia individuato e frutto dell’immaginazione di un giovane, la radice del termine scatola. Adotta i colori sociali “neutri”, giallo e blu, per evitare ogni implicazione o fraintendimento di qualsiasi tipo. Nel 1949 scende in strada la prima formazione della SCAT, composta di sei allievi. Alla fine del 1950, nella categoria allievi, indossa la maglia giallo blu un giovanissimo Ercole Baldini che nel 1951 conseguì sei vittorie e numerosi piazzamenti. Nel 1952 lascia la SCAT perché la società non aveva squadra nella categoria superiore. Rimane sempre comunque legato affettivamente alla sua prima società.
La pubblicazione presenta una dettagliata carrellata di corridori, direttori sportivi, collaboratori che, nel tempo, hanno dato il proprio contributo alla SCAT arricchendo il palmarés con la conquista di dieci maglie tricolore. La celebrazione dei settant’anni ha impegnato tutti, in prima fila Gino Garoia, personaggio di peculiare passione per le due ruote che ha sempre militato nella SCAT in ogni ruolo. Non ha mai corso in bici ma corre sempre, nonostante il fisico imponente, per i corridori della SCAT. Ora ne è il presidente, un factotum entusiasta e trascinante, con la sua dirompente attività e il suo profondo vocione. Un “cuore romagnolo” nella più piena accezione del termine che si ricorda anche per l’amicizia e l’impegno profuso nel ravvivare, una ventina d’anni fa, il ricordo del grande Charly Gaul, il famoso “angelo della montagna” lussemburghese, un fuoriclasse della salita (ma non solo) che l’impegno di Gino Garoia ha riproposto all’attenzione e all’affetto degli sportivi delle due ruote italiani e base poi di una solida amicizia.
Corridori di ieri e di oggi della zona di Forlì hanno partecipato alla festa dell’anniversario, molti dei quali – e fra questi il Commissario Tecnico degli under 23 Marino Amadori – non abbiano mai rivestito la maglia del sodalizio. La SCAT a Forlì, e pure per il ciclismo italiano, rappresenta un valore di spessore per molteplici aspetti, anche aldilà di quello sportivo, un’entità fattiva, propositiva, con passione spiccata per il ciclismo giovanile.
E’ una bella storia che dura da settant’anni e che lotta sempre per tenere fede al suo prezioso essere e operare in favore delle due ruote, dei giovani, superando ostacoli di varia natura che si presentano sul cammino.
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