GIRO D'ITALIA A GERUSALEMME: POESIA DA 12 MILIONI

GIRO D'ITALIA | 19/09/2017 | 19:16
Nel nome della Pace, ma anche dei dané. Nel nome di Gino Bartali, ma anche dei quattrini. Tanti, tantissimi, una montagna, che nella ultra centenaria storia del Giro non ha precedenti. Nel nome di quell’inguaribile toscanaccio che molto spesso diceva che era “tutto sbagliato tutto da rifare”, prima di passare nell’olimpo degli Eterni, per aver fatto tanto e tutto molto bene, e per molti.
Il Giro d’Italia 2018 partirà da Gerusalemme. Per la prima volta nella storia, una corsa ciclistica di questa portata scatterà lontano dal Vecchio Continente. Lo farà per nobili messaggi di Pace e fratellanza, per onorare la memoria di Gino il Pio, che in tempo di guerra ha salvato centinaia di ebrei, trasportando nei tubi della sua bicicletta documenti che avrebbero permesso a decine di perseguitati di fuggire e di salvarsi. Per questo, qualche anno fa, gli israeliani hanno inciso il suo nome sul muro dello Yad Vashem, il memoriale della Shoah.

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COMMENTI
Va tutto bene ma, non prendiamoci in giro.
19 settembre 2017 20:27 Bastiano
E' comprensibile che di fronte ad una montagna di Euro, si decida una partenza così lontana e suggestiva ma, utilizzare il nome di Bartali per farci credere che sia stata decisa per fini molto più nobili, non ci sta proprio.
Va da solo che ora ci dovremo sorbire un ridicolo team Israeliano che toglie posto agli italiani ma, chiedo ad RCS, lo sapete che il Tour quando parte dall'estero, non si lascia imporre gli inviti?
Va tutto bene ma, dal Tour distate anni luce, in tutto e per tutto.

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