Popovych: «Una vittoria che dedico a Cindy e al piccolo Jason»

| 17/03/2007 | 00:00
Ci voleva una bella vittoria da dedicare alla dolce Cindy ed al piccolo Jason, nato meno di due mesi fa. Yaroslav Popovich non si è fatto attendere. Ieri pomeriggio, sul traguardo di Manosque, nella quinta tappa della Parigi-Nizza, il corridore ucraino ha concluso solitario una lunga galoppata iniziata al mattino, quando era riuscito ad affiancarsi ad altri corridori, nel tentativo di portare via una fuga da lontano. «Era previsto che attaccassi io o Leipheimer -racconta il corridore della Discovery Channel, a meno di un’ora dalla partenza della penultima tappa a tuttobiciweb -. L’attacco era previsto nelle ultime fasi di corsa. Quando però ho visto alcuni corridori andar via, mi sono messo alla loro ruota ed una volta lì, non potevo certo tirarmi indietro. Ho continuato con loro ed insieme abbiamo preso un po’ di vantaggio.Poi, ha girato tutto al meglio e mi è andata davvero molto bene». È sereno e felice Yaroslav Popovych, il mattino successivo alla vittoria. Non nasconde la stanchezza, ma il morale è alto ed oggi c’è un’altra tappa molto impegnativa, ideale per sferrare un novo attacco al leader Rebellin. «Bisogna cercare il risultato pieno – ribadisce il corridore ucraino -. Ieri la squadra di Rebellin ha lavorato moltissimo nel tentativo di ricucire. Saranno sicuramente molto stanchi e bisogna sicuramente inventare qualcosa nelle due tappe che ci restano. Dipenderà anche da come si muoveranno le altre squadre ma, per quanto mi riguarda, vedrò come risponderanno le gambe, ma la mia intenzione è di provarci ancora». La condizione di Popovych è buona, il morale pure. LaParigi-Nizza è la seconda gara alla quale l’atleta ucraino ha preso parte nel corso di questa stagione e, rispetto alle primavere un po’ più stentate degli ultimi anni, adesso sembra che tutto giri per il verso giusto. «Lo avevo detto alla squadra durante lo stage di gennaio: il mio primo obiettivo è quello di vincere una tappa alla Parigi-Nizza. Ci sono riuscito e questo è per me motivo di grandissima soddisfazione. Sono sicuro che anche in squadra saranno molto contenti». Una vittoria nata da una fuga a lunga gittata. Poi, vedendo il gruppo che si stava avvicinando, Popovych ha sciolto le riserve ed ha cercato la soluzione solitaria. «Il gruppo ci teneva sempre sotto controllo. Il vantaggio oscillava tra i tre minuti ed i tre minuti e mezzo. Avevo capito che quanto alla maglia di leader, sarebbe statomolto difficile. Almeno la vittoria di tappa però, la dovevo tentare ad ai meno 35, me ne sono andato via da solo». Può darsi adesso che Popovych cerchi più gloria nelle singole tappe e nelle corse in linea, anzichè concentrarsi sui grandi giri. Il corridore ucraino non si sbilancia e preferisce vivere alla giornata. «Anche ieri, come al Tour dello scorso anno, sono riuscito a vincere partendo da lontano. Quando ho atteso le fasi finali, ho sempre trovato qualcuno più fortunato e forse anche più bravo di me. Comunque, vedremo di volta in volta. Il prossimo mese ci saranno le grandi classiche ed anche lì cercherò di far bene. Poi di seguito, il Giro e il Tour, vedremo ...». Un ultimo pensiero alla famiglia. Nel bel rustico di Quarrata, Cindy ed il piccolo Jason, saranno sicuramente felicissimi della vittoria del papà. «Una vittoria che dedico a loro – sottolinea sorridendo Popovych -. Non dimentico però tutti gli amici che aspettavano da tempo una vittoria come questa». Roberto Sardelli
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