PEDERSEN VINCE E NON DIMENTICA, VAN AERT FATICA E ASPETTA... UN SECONDO

di Pier Augusto Stagi

Mads PEDERSEN. 10 e lode. Vince per la squadra, vince per Wouter Weylandt. Vince questo ragazzo danese di classe immensa. Atleta tenace e capace, ex campione del mondo, ma oggi campione tutto tondo. Squadra superlativa, Vacek super. Maglia rosa più che meritata, per uno sport, una squadra, una famiglia – quella del ciclismo – che non dimentica, non si scorda. È la prima volta in maglia di leader in un grande giro: anche questo non lo dimenticherà. Anche questo è già nella storia. Come le sue vittorie in tutti e tre i Grandi Giri. Se il buongiorno si vede dal mattino, penso che ci sarà un buon cammino. Non solo penso che sarà un buon Giro, lo credo. Per chi non ci crede, e quindi è ateo, una riflessione dell’inimitabile umorista Marcello Marchesi: l’ateo è uno che crede nell’al di qua. A domani!

 

Wout VAN AERT. 5,5. Fatica, fatica tanto nel finale, a tenere in salita e a tenere le ruote. Sa che c’è solo un uomo da curare, ma un conto e sapere le cose, un altro è farle. Lui le medica con mestiere, ma alla fine tira fuori il solito secondo posto. Domani c’è la crono per tentare di vestirsi di rosa, per provare ad arrivare primo. Calma, non c’è fretta, aspettate un secondo.

 

Orluis AULAR. 6. Il 28enne venezuelano della Movistar tira fuori una volata di livello, anche se con il suo incedere taglia fuori Van Aert.

 

Francesco BUSATTO. 7,5. Il ragazzino della Intermarché fa una grandissima volata. A 22 anni prende le misure con i grandi, e non sfigura.

 

Thomas PIDCOCK. 5,5. Era tra gli uomini più attesi, ma oggi non lo si vede, lo si intravede.

 

Diego ULISSI. 6. Sente il traguardo e prova a vederlo, mirarlo e centrarlo. Le intenzioni sono buone, ma sarà per la prossima volta.

 

Richard CARAPAZ. 6,5. Il vecchio volpone è lì, davanti, con facilità. Ha detto. «Mi è mancato tanto il Giro, non vedevo l’ora di tornare. L’ho chiesto io alla squadra, è la mia corsa, ho sempre una motivazione extra, speciale».

 

Nicola CONCI. 6,5. Il 28enne corridore della XDS Astana Team entra nella centrifuga e non si fa strizzare.

 

Davide PIGANZOLI. 7. Il ragazzino della Polti VisitMalta resta lì e alla fine si butta nella mischia: ottimo 10° posto. Un bel modo di incominciare.

 

Giulio CICCONE. 9. Nel finale fa il domatore, difatti mette tutti alla frusta. Li mette tutti in fila, poi già che c’è resta lì, nelle zone di avanguardia. Inizio sontuoso. Ha detto: «Tante volte mi sono sentito un po' sottovalutato, ma quello che si ottiene in bicicletta non è mai una casualità. Non si arriva sul podio in due corse Monumento per caso. Io non sono sorpreso. Ma non voglio nemmeno pensare di dover fare risultato al Giro a tutti i costi: pedalerei con un peso addosso, e non voglio». (a Gaia Piccardi, Il Corriere della Sera, 9 maggio 2025).

 

Sam BENNETT. 5. Parte il forcing e il 34enne irlandese della Decathlon si stacca. A 36 km dal traguardo la sua corsa è già terminata. Un po’ presto.

 

Olav KOOIJ. 5. Il 23enne olandese della Visma alza praticamente subito il piede dall’acceleratore. Va bene che sei un velocista, ma così sei troppo veloce: ad arrenderti.

 

Derek GEE. 5. Perde quasi un minuto, l’inizio è da rivedere, anche se per risalire deve davvero farsi vedere: a più riprese.

 

Andrea VENDRAME. 5,5. Arriva al Giro con una condizione non al top e in una tappa che gli poteva sorridere, lo adombra.

 

Primoz ROGLIC. 7. Attento come pochi. Ha detto: «Non esiste il tempo giusto per vincere, non è mai né troppo presto né troppo tardi. L'età non è più di un numero e io di anni me ne sento dieci di meno». (a Ciro Scognamiglio, la Gazzetta dello Sport, 9 maggio 2025).

 

Juan AYUSO. 6,5. Cade, si rialza, fa quello che deve fare. Ha detto: «Al Giro vengo per vincere», il suo biglietto da visita.

 

Egan BERNAL. 7. Pedala facile, anche se il difficile deve arrivare. Ha detto: «Ho 28 anni e finora ho corso il Giro, la corsa più bella che ci possa essere, solo una volta. Non so perché». (a Ciro Scognamiglio, La Gazzetta dello Sport, 8 maggio 2025).

 

Antonio TIBERI. 6. Ogni tanto si dimentica di restare nelle posizioni di avanguardia. Ogni tanto lo devono andare a prendere. Ha detto: «Sono pronto, non vedo l’ora di partire». (ad Angelo Costa, Il Resto del Carlino, 7 maggio 2025.

 

Manuele TAROZZI 7. Il ragazzo della VF Group Bardiani CSF Faizané è uomo delle fughe, e va in fuga. Uomo che attacca, e va all’attacco. Uomo che non ha punti di forza ma nemmeno punti deboli, e va a caccia di punti e di secondi: suo il primo traguardo Red Bull km. Per lui 6" di abbuono.

 

Taco VAN DER HOORN. 6. Il 31enne olandese della Intermarché è l’uomo più di peso, se non altro per aver vinto al Giro nel 2021 la tappa di Canale. Pronti via e va, con Alessandro Verre (Arkea - B&B Hotels), Alessandro Tonelli (Team Polti VisitMalta), Sylvain Moniquet (Cofidis) e Manuele Tarozzi (VF Group Bardiani CSF Faizanè). Taco è il primo ad attaccare, ma è anche il primo a staccarsi: troppo veloce.

 

Mikel LANDA. 17. Sogna da tempo il Trofeo Senza Fine, ma ciò che non ha fine è solo la malasorte. Cade nel finale.

 

Wout WEYLANDT. 108. Parte il Giro numero 108, nel ricordo di un figlio del Giro morto tragicamente il 9 maggio del 2011 lungo la discesa del Passo del Bocco. Aveva 26 anni, solo 26 anni. Sono passati 14 anni, ma il mondo del ciclismo ha memoria. Il numero 108 è stato ritirato, non è più in corsa, Wout c’è, sempre. Nei racconti, nella storia, nella sua assenza: la più acuta presenza.

 

 

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