Gatti & Misfatti
Televendite
di Cristiano Gatti

Come fanno gli affari i manager della Federazione, non li fa nessuno. È il caso di raccontarne uno, di questi affari: il contratto televisivo con la Rai. Mi sembra il più geniale e il più illuminante. Allora: bisogna risalire un attimo di qualche mese, quando Federazione e rete di Stato intavolano la trattativa per le corse che senza offesa per nessuno chiameremo minori (a concludere sul Giro d’Italia sono capace anch’io). Da una parte i contabili della televisione, dall’altra gli alti vertici (diciamo così) del ciclismo. Questi ultimi portano sul tavolo la solita nenia vittimistica: queste corse sono un patrimonio dello sport italiano, senza le riprese televisive non trovano sponsor, senza sponsor sono destinate a morire, e bla bla e bla bla. Forse farebbero meglio a dire chiaro e tondo che queste corse non interessano più a nessuno, ma interessano ancora a loro perché sono organizzate dalla gente che li elegge. Ma fa lo stesso: mettiamo pure di credere alla finalità umanitaria. È alla Rai che purtroppo questa finalità interessa poco: sono finiti - o quasi - i tempi dell’onorevole di Ragusa o di Vercelli che impone la presenza delle telecamere nel proprio collegio elettorale, ovviamente a spese del popolo. Adesso, stretta nell’angolo da Mediaset (che almeno questo merito ce l’ha) anche l’azienda pubblica deve ragionare con una mentalità vagamente aziendale. Il che vuol dire, nel nostro caso, una cosa sola: le corse poco interessanti non si riprendono.

Siccome però qualche rimasuglio di invadenza politica è rimasta (come l’artrosi: non guarisce mai del tutto), qualcosa si può fare: in fondo il presidente federale è affine (o attiguo, o semplicemente amico) alle forze di governo, un no secco e drastico non glielo si può dare. Non è politically correct, non conviene a nessuno. E allora ecco la soluzione che accontenta tutti. Ad annunciarla è lo stesso presidente Ceruti, che arriva trionfante a spegnere le depressioni degli organizzatori e a tacitare i possibili rigurgiti dell’opposizione: duecento milioni, duecento grassi milioni la Rai verserà nelle casse federali per «ottenere» le corse minori. Messa così sembra una bella vittoria: la televisione pubblica paga per acquistare corse che non vuole. Mai comunque chiedersi troppi perché: e infatti la gente del ciclismo stupidamente non se li chiede, limitandosi a festeggiare l’affarone.
Peccato. Peccato, perché basterebbe un minimo di approfondimento per capire che persino in Rai, dove peraltro si è annidata per anni una vera e propria scuola di babbei, adesso è difficile reperire soggetti capaci di siglare accordi simili. Difatti, col passare del tempo e con l’arrivo delle corse tutti i tasselli dell’operazione finiscono al loro posto, rivelando un puzzle a dir poco demenziale. Per farla breve, l’accordo - vero - è questo: la Rai paga effettivamente duecento milioni, ma trasmette le corse minori sul canale satellitare a pagamento (audience, quattro o cinque cugini dell’organizzatore). Già questo sarebbe abbastanza, perché è come farsi piangere il cuore a sparare sul cavallo vecchio, salvo propinargli una bella dose di cianuro. Magari l’assassino si sente meno crudele, ma al cavallo interessa poco: lui è spacciato. Così le corse minori. Ma c’è di peggio. La clausola più bella, la più innovativa, sicuramente la più acuta, è quella che prevede per gli organizzatori l’onere di riprendersi in proprio la corsa e far pervenire alla Rai la cassetta già pronta. È o non è grande, la nostra Rai? Ma soprattutto: è o non è grande chi ha firmato questo accordo?
Adesso, a stagione praticamente conclusa, la situazione è balcanica. Esplosiva. Non si fa che incontrare organizzatori imbestialiti. Tutti quanti raccontano le loro disgrazie: nessuno ci aveva detto niente, ci siamo trovati la mattina della gara senza le telecamere Rai, abbiamo dovuto ingaggiare sul posto qualche operatore locale, non ti dico la qualità delle immagini. Splendido: la Rai si sciacqua la coscienza con un obolo di duecento milioni, però rientra subito dalle spese obbligando le corse ad autoriprendersi (come se a matrimoni e comunioni facessimo tutto con l’autoscatto). Tutto questo per poi non vedere le corse (salvo canale satellitare, audience cinque cugini). Domande a caso: è così che il ciclismo intende tutelarsi? È così che davvero la Federazione intendeva salvare la corse minori? Di fronte a certi fenomeni, a me non vengono più le parole. Parlano da soli. Cosa vuoi commentare. Al limite, una proposta per il prossimo contratto: aggiungiamo la clausola che gli organizzatori delle corse minori devono essere presi anche a schiaffi. La mattina, subito prima della partenza. Gratis. Se ancora non s’è capito, di soldi non ce ne sono più.

Cristiano Gatti, bergamasco,
inviato de “Il Giornale”
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Nella nona giornata di corsa alla Vuelta di Spagna, la maglia rossa è rimasta sulle spalle di Torstein Træen mentre Jonas Vingegaard con uno straordinario assolo ha conquistato la tappa con arrivo in salita a Valdezcaray. «Mi sono sentito benissimo...


Jonas VINGEGAARD. 10 e lode. Ha trovato il colpo di pedale e quindi l’ispirazione per anticipare ciò che aveva nel cuore e nella mente. Si sentiva bene, come dirà nel dopocorsa, per questo il Re pescatore ha chiamato Matteo Jorgenson...


La domenica ciclistica sulle strade bretoni di Plouay continua e,  dopo la vittoria di Giovanni Lonardi nel  Grand Prix de Plouay, arriva il successo di Arnaud De Lie (Lotto) che in volata - alla conclusione di 261 chilometri di gara - ...


Fabio Segatta rompe il ghiaccio e come prima vittoria in stagione si aggiudica  la decima Medaglia d'Oro Alba Rosa per juniores che si è svolta a Calvagese della Riviera con la regia organizzativa del GS Città di Brescia di patron...


La Freccia dei Vini si consegna nelle mani di Dennis Lock. Il danese della General Store Essegibi F.lli Curia vince la 53sima edizione della classica nazionale per elite e under 23 che si è corsa da Voghera a Rivanazzano Terme...


L'assolo del campione, la firma del fenomeno. Jonas Vingegaard trionfa nella nona tappa della Vuelta a España 2025, la Alfaro-Estacion de Esqui de Valdezcaray di 195, 5 km. Un successo che stravolge la classifica generale e spaventa Torstein Træen: il...


Volata vincente di Lorenzo Cataldo alla prima tappa del Giro di Bulgaria, la Primorsko-Burgas di 122 chilometri. Il pratese della Gragnano Sporting Club si è imposto davanti al greco Nikiforos Arvanitou, del Team United Shipping, e al tedesco Albert Ghatemann...


Dopo una lunga serie di piazzamenti raccolti nell'arco della stagione, Giovanni Lonardi ha rotto il ghiaccio vincendo allo sprint il Grand Prix de Plouay disputato sulle strade della Bretagna sulla distanza di 186, 9 chilometri. Nella prova di categoria UCI...


Assolo del lettone Georgis Tjumins nella 53sima edizione del Trofeo Emilio Paganessi internazionale juniores che si è disputata a Vertova nella Bergamasca. Il portacolori del Team GRENKE Auto Eder ha preceduto di 17" il figlio d'arte Patrik Pezzo Rosola (Petrucci...


Un trentino Pietro Valenti, e un mantovano Marco Casciano hanno messo il proprio sigillo sul traguardo di Cavalgese della Riviera, nel Bresciano, dove gli esordienti si sono confrontati nel Trofeo Riccardo Stanga e nel Trofeo Comune di Calvagese. Dicevamo di...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024