Rapporti&Relazioni
Alfonsina a Matera

di Gian Paolo Ormezzano

A fine novembre, in una città del Sud tragica e splendida, Matera, ho capito e apprezzato qualcosa di più del ciclismo, e voglio offrire questa sorta di scoperta, anche perché offrendola non solo non mi privo di nul­la, ma rinvigorisco il mio pa­trimonio di conoscenza e di amo­re per uno sport al quale devo molto. Matera è la città dei sassi, grotte che erano abitazioni. Personaggi grossi e anche grandi l’hanno definita, neanche troppo tempo fa, “ver­gogna dell’umanità”, per via delle condizioni terribili di esistenza degli abitatori ap­punto dei sassi.
L’Unesco l’ha invece eletta “patrimonio dell’umanità”, per la valenza artistica e storica dell’insieme (le abitazioni in grotta sono rigenerate o ab­bandonate). Nel 2019 Matera sarà, su decisione della stessa Unesco, capitale europea della cultura, ma in attesa delle cerimonie ufficiali e di un cumulo di eventi ideati soprattutto da Paolo Verri, che inventò Atrium, il più-che-villaggio dei visitatori di Torino in occasione dei Giochi olimpici invernali 2006.

La designazione, prestigiosa assai, ha già significato turisti specialmente stranieri aumentati in maniera quasi esponenziale, letteratura sui sassi rivitalizzata, insomma soffio forte di vita nuova, materiale e morale. An­che se già nel Sasso Barisano e nel Sasso Cavoso, i due grandi grumi di grotte/case, sono sta­ti girati quaranta film, persino da Pasolini e Mel Gibson, e questo vuol dire che la bellezza tragica di Matera era già no­ta a tanti. Gli inevitabili spa­zi per lo smercio ai visitatori di panini, pizze, kebab, nonché di spettacolari prodotti alimentari locali e per “bed and breakfast” a go-go hanno riguardato la parte nuova della città, senza intaccare il drammatico ed evocativo splendore della zona diciamo archeologica.
Ma cosa c’entra tutto questo con il ciclismo? C’entra perché a Matera è andato in scena un mio fortunato lavoro teatrale, che da un tre annetti sta girando felice un’Italia sensibile a tematiche particolari: otto donne storiche dello sport, le “Campionissimissime”, mo­no­logano sulla loro avventura di competizioni e di vita. Ci sono due italiane: Sara Si­meo­ni prima al mondo a saltare più di due metri e Alfonsina Strada che nel 1924 pedalò contro gli uomini al Giro d’Italia, iscritta dagli organizzatori come Alfonsin per non dire esplicitamente che era femmina, in assenza di regolamento preciso.

Bene, a Matera ho trovato gente, tanta e an­che giovane, esperta di ciclismo e anche di Alfonsina, e bene informata sula sua av­ventu­ra come non a Firenze e Milano, Torino e Padova, Pia­cenza e Carrara, Alassio e Chieti, Cattolica e Susa, Melfi e Tortona…, per dire delle principali località in cui siamo andati in scena. E non solo: a Matera ho trovato donne an­che giovani esperte di ciclismo agonistico, di Giro d’Italia e invidiose del fatto che la corsa rosa ha omaggiato assai più Po­tenza, la città lucana rivale.
E mica è finita: mi hanno portato pure in una scuola dove il fratello di Paolo Borsellino, lui come una mamma di un giovane ucciso dalla mafia ed un commovente detenuto albanese in libertà provvisoria per parlare di illegalità, ha raccontato del suo viaggiare per mi­gliaia di chilometri in tanta Ita­lia, in tanto mio Piemonte, rigorosamente in bicicletta e con tanti pedalatori coinvolti, a portare il ricordo, le parole, addirittura l’agenda rossa del grande magistrato antimafia ucciso poco dopo il suo collega Giovanni Falcone.

Quasi tre giorni a Matera parlando di sport e di ciclismo in specie e di donne senza parlare di calcio e di Belen, senza evocare la Juve e il Toro, e invece narrando Cop­pi e Bartali, Merckx e Hi­nault, Anquetil e Indurain, Gimondi e Pantani, Moser e Sa­ronni e Adorni e Motta e Bugno e Chiappucci…. Da pen­sare, persino con grossa tristezza, a quale patrimonio il mondo italiano delle due ruote sta rinunciando, stregato da tecnologie per me astruse, biciclette fatte di metallo strano, motori ausiliari nascosti. E da gare strane, sempre ecologia ma con contorsionismi.

Bello pure che sul do­ping nessuno di quelli di Matera abbia fatto l’indignato o il saccente: tutti hanno capito che il ciclismo ci ha messo la faccia mentre tanti altri sport hanno scelto l’ipocrisia o la semicecità (ma per fortuna il Cio sta facendo una mezza piazza pulita fuori dal mondo più nostro). E si parla del ciclismo come palestra di volontà forti, di fachirismi no­bili, di eguaglianza di fronte alla fatica che pialla un po’ tutto. E Alfonsina è la pioniera inconsapevole di un vasto mo­vimento femminile che di questi tempi sta conquistando tut­to il mondo in tandem, è il caso di dirlo, con quello ma­schile. Roba da scagliare ma­gari anche fra di noi sassi ad­dosso a chi non ha capito niente, sassi che con quelli di Ma­tera non hanno niente a che spartire.
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Nella finale dell’Inseguimento a Squadre élite femminile non c’è storia: Martina Fidanza, Martina Alzini, Rachele Barbieri e Matilde Cenci dominano la prova dall’inizio alla fine, chiudendo i 4000 metri in 4'39"556 e conquistando il titolo tricolore con autorevolezza. Alle loro...


La finale dell’Inseguimento a Squadre élite maschile regala una sfida di altissimo livello, chiusa con un nuovo titolo tricolore per il quartetto composto da Alessio Magagnotti (già oro nello Scratch), Matteo Fiorin, Christian Fantini ed Etienne Grimod. I quattro firmano...


La finale dell’Inseguimento a Squadre juniores maschile incorona il Veneto, protagonista di una prova solida e tecnicamente ben costruita. Il quartetto Xavier Bordignon, Lorenzo Ceccarello, Nicola Padovan e Jacopo Vendramin vola verso il titolo chiudendo i 4000 metri in 4'24"205,...


La Velocità a Squadre élite assegna i titoli tricolori con due finali di grande spessore tecnico, confermando la qualità dei gruppi più strutturati del panorama nazionale. Finale maschileIl tricolore va al terzetto formato da Pietro Bertagnoli (Saint Brieuc BMX), Mattia...


La Velocità a Squadre juniores incorona Piemonte e Lombardia ai Campionati Italiani, con due finali di alto livello tecnico e un bilancio complessivo che conferma la forza del movimento del Nord.Finale maschileNella prova maschile il titolo va al Piemonte, trascinato...


La nuova campionessa italiana dello Scratch Elite è Linda Sanarini, padovana delle Fiamme Azzurre / Tirol Women Cycling, al primo anno nella categoria ma già capace di prendersi la scena con personalità. La finale al velodromo Francone di San Francesco...


Alessio Magagnotti si prende la scena e la maglia più pesante: quella dello Scratch Elite ai Campionati Italiani su pista al velodromo Francone di San Francesco al Campo. Il trentino della Red Bull Bora Hansgrohe Rookies ha imposto la sua...


Dopo Arnoldi è il turno di Elisa Bianchi che firma la doppietta per la Lombardia. La bresciana della Biesse Carrera Zambelli si prende con autorità lo Scratch donne juniores vincendo la finale con una condotta impeccabile, imponendosi nello sprint conclusivo...


Si aprono nel segno della Lombardia i Campionati Italiani su pista Elite e Juniores al velodromo Francone di San Francesco al Campo (Torino). La prima medaglia d’oro della rassegna giovanile porta la firma del bergamasco Mattia Arnoldi, portacolori del Team...


Si alza il sipario sulla tappa Strambino-Ceresole Reale, in programma mercoledì 26 agosto: dopo due anni, tornerà nel territorio della Città metropolitana di Torino il Tour de l’Avenir, la corsa che da 65 anni segnala agli appassionati di ciclismo di tutto il mondo i talenti emergenti delle...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra