Editoriale
NON GIRIAMOCI INTORNO. Criticavano Alfredo Martini e anche Franco Ballerini, che a Madrid, dopo la vittoria di Boonen e il flop di Petacchi, rischiò di essere esonerato seduta stante e fu salvato per il rotto della cuffia dall’allora presidente del Consiglio Professionistico Alcide Cerato, dirigente di comprovate capacità. Criticato Paolo Bettini, non da meno Davide Cassani, che sotto l’aspetto tecnico sta facendo molto con quello che ha, ma ha perlomeno il merito di aver ridato entusiasmo a tutto il giro azzurro, gratificando tecnici e settori, lavorando come forse da tempo non si faceva con la base del ciclismo giovanile. Tra i suoi innumerevoli meriti, oltre al prezioso lavoro di ambasciatore del ciclismo che prosegue nel solco di Martini e Ballerini - due autentici fuoriclasse -, Davide ha il grande merito di riportare sulle strade il Giro d’Italia dilettanti che fin dal prossimo anno tornerà a vivere. Una corsa che per decenni è stata riferimento importante per la categoria: da Moser a Battaglin, da Baronchelli a Corti, da Konyshev e Belli a Casagrande, Pantani e Simoni, ha celebrato la nascita di tanti campioni. L’ultima edizione risale al 2012, con la vittoria dello statunitense Dombrowski davanti a Fabio Aru. Cassani in questi quattro anni ha lavorato sodo per cercare sponsor e stimolare gli organizzatori in un momento in cui gli under 23 italiani hanno rialzato la testa con la generazione vincente di Moscon, Ganna e Consonni. Sarà una versione leggermente ridotta rispetto al passato, ma questo ci interessa fino ad un certo punto, l’importante è che si torni a correre. Partenza intorno alla metà di giugno: 8 giorni e 8 tappe per arrivare al weekend successivo. Il via da Imola e un percorso che si snoderà attraverso tre regioni: Emilia, Marche e Abruzzo. Un Giro Baby liofilizzato, un Giro mini, ma non giriamoci tanto attorno: Cassani è stato bravo.

VIGILE URBANO. Controlla, spulcia, guarda e progetta. Urbano Cairo è il nuovo numero uno di Rcs Mediagroup, quindi anche di Gazzetta dello Sport e del Giro d’Italia che la rosea organizza da sempre. È stato chiaro il nuovo numero uno: crede nel ciclismo, crede nel Giro e vuole che il gap con il Tour de France si riduca sensibilmente nei prossimi anni. Credo che Enzo Ghigo, il presidente della Lega, abbia ragione: Cairo per il ciclismo italiano è una grande opportunità. «Non mi capacito di quanto sia alta la differenza di fatturato tra il Giro e il Tour», ha detto senza tanti giri di parole, parlando del Giro, il nuovo gran capo di Rcs. Cairo controlla, valuta e spulcia: soprattutto immagina e progetta. È vigile Urbano: il ciclismo italiano non può sbagliare strada.

NEGATIVO. Come si dice: chiedere è lecito, rispondere è cortesia. Questo antico adagio che ci accompagna da tempo vale anche per la WADA - World Anti-Doping Agency - che tutto muove in materia di lotta al doping. Se è per questo è anche depositaria della legge antidoping: una regolamentazione costituita dal codice antidoping (196 pagine), da quattro standard internazionali (261 pagine), dall’elenco delle sostanze proibite (9 pagine), dall’elenco delle persone di supporto agli atleti squalificati (5 pagine), per un totale di 471 pagine. In questo pesante faldone è racchiuso il sapere dell’antidoping tutto e sappiamo anche che, in presenza di risultati anomali e di nuove metodologie di controllo e analisi,  i campioni prelevati agli atleti possono essere riesaminati anche a distanza di diversi anni. 
Tutto questo è possibile finché non sia stato comunicato all’atleta l’esito del suo controllo. Perché è bene ricordarlo, andrebbe comunicato, anche se l’esito dell’esame fosse NEGATIVO.
Insomma, lo stratagemma adottato dalla WADA e dalle organizzazioni che hanno il compito di gestire materialmente controlli e risultati, è semplice quanto banale: basta non dire niente all’atleta e l’organizzazione dell’antidoping procede in default e in  completa autonomia. Ma l’antidoping non si ferma a questo escamotage, arriva anche a chiedere all’atleta NEGATIVO il consenso per analizzare nuovamente i campioni.  Ma quale è l’atleta che si oppone? Nessuno. E con questo ennesimo stratagemma la Wada non solo ottiene il lasciapassare per rianalizzare tutto quello che vuole, ma ha anche la possibilità di dare a queste ampolle anonime, un nome, un cognome e un’identità.
La domanda in ogni caso è una e una sola: perché mai la WADA deve chiedere il permesso all’atleta per rianalizzare i suoi campioni? Se per regolamento ne avesse davvero facoltà, non avrebbe alcun motivo per farlo.

Pier Augusto Stagi
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
La maglia azzurra si rinnova negli sponsor e nelle cromie. Oggi in Regione Lombardia, alla presenza dei vertici federali nazionali e regionali, dei commissari tecnici e di rappresentanti di Coni Lombardia, Polstrada e sponsor tecnici, è stata svelata la maglia...


POC presenta oggi il nuovissimo Amidal, un casco dedicato ai chi pratica ciclismo su strada e gravel. Cosa cambia rispetto ai modelli storici POC? Semplice, troviamo in questo caso un nuovo approccio e forme inedite, ma resta evidente la priorità...


Arriva oggi la nuovissima C72, la bici con cui Colnago dà seguito alla leggendaria Serie C,  quella in cui il marchio imprime come firma assoluta la propria filosofia. Artigianalità, prestazioni e design si compongono in questo prestigioso modello prendendo forma dall’unione di diversi elementi, ognuno...


Carlos Canal ha vinto la seconda tappa del 5° O Gran Camiño - The Historical Route, la Vilalba  - Barreiros  di 148, 6 km caratterizzata dalla salita all’Alto de Noceda (2, 6 km all’8, 4%) ad una ventina di chilometri...


Compirà 36 anni il prossimo 27 giugno, ha concluso la sua carriera agonistica alla fine del 2019, si è dato all'arte come pittore, alla musica come dj e al gravel come ciclista pronto a divertirsi. Ora però Taylor Phinney ha...


Dal 20 al 24 aprile, il Tour of the Alps tornerà a raccontare la magia del grande ciclismo e della montagna in cinque giornate elettrizzanti tra Tirolo, Alto Adige e Trentino. Ma a correre assieme ai campioni sono anche le...


Domenica 19 aprile in diretta esclusiva su Eurosport 1, HBO Max e discovery+, disponibile anche su DAZN, TimVision e Prime Video, la 60ª edizione dell’Amstel Gold Race segna il passaggio dalle Monumento del pavé alla settimana delle Ardenne, rinnovando sul...


E Napoli allora, città degli alunni del sole, stavolta si inventa per il Giro prossimo di maggio un traguardo diverso clamorosamente da via Caracciolo. Mirabolante e geniale, anche grazie ad una sua planimetria fascinosa per il ciclismo agonistico, Napoli rimuove...


È stata una prima giornata all’insegna della velocità e del grande caldo quella vissuta dai corridori impegnati al Tour of Hainan 2026. Sin dalla partenza, infatti, le alte temperature l’hanno fatta da padrone rendendo più impegnativi di quello che...


RCS Sport comunica l'elenco delle 21 squadre che saranno al via del Giro d'Italia Women, in programma dal 30 maggio al 7 giugno. 14 UCI WorldTeam AG INSURANCE - SOUDAL TEAM CANYON//SRAM ZONDACRYPTO EF EDUCATION - OATLY FDJ...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024