Leggi l’elenco di quelli che si sono sciaguratamente succeduti nella giostra di iniziative millantate per salvare il Parma del calcio, e sono nomi che non dicono nulla, casomai sanno di avventura, anzi di avventurismo. E in quella che è forse la città più stimolante d’Italia, sul piano della sensibilità culturale, non si è sentita, a proposito di vicende cittadine così grosse e balorde, una sola voce importante, una voce forte e ascoltata legata al mondo intellettuale, quello della intelligenza classica.
Il fatto è che lo sport tutto è in pieno degrado, almeno a livello di vetrina, di impatto grosso e di sue rappresentazioni o controrappresentazioni. Nel migliore dei casi sta evolvendosi (insomma…) in spettacolo estremo grazie (insomma…) alla televisione. Lo sport umilmente praticato, popolare perché di popolo e non - attenzione - popolaresco perché di massa guardona, non interessa se non chi lo pratica. Le gaffes assortite di Tavecchio e di Sacchi e di Lotito e di altri non creano impatto forte un poco perché siamo sotto piena mitridatizzazione, un poco perché trattano pensieracci latenti in tanti di noi, un poco perché sono insite in un una sorta di recita generale incasinatissima sulla scena a calcolatissima, guidatissima dietro le quinte, in una pseudocommedia dell’arte. L’Inter indonesiana fa ridere, la Juventus marchionnesca fa paura perché troppo forte, il Milan berlusconoide è persin patetico, per non dire di Roma e Lazio e Napoli e Palermo pittoresche (eufemismo eccome): ma intanto fallisce il Parma mentre Lotito può dire, pagando quasi nulla in “tribunale”, che le squadre piccole non attirano il denaro dei diritti televisivi, e dunque se non salgono in A è meglio.
Stop col calcio, proprio fisiologicamente non ne possiamo più. Domanda: il ciclismo come guizza o guazza in questo degrado dello sport tutto, almeno a livello di vetrina? Il ciclismo italiano non guizza e non guazza, il ciclismo italiano non è. O quasi. La sua rappresentatività è minima, finiti anzi strafiniti i tempi degli sponsor che segnavano la vita della nazione con industrie e iniziative assortite. È morto anche Michele Ferrero, il signore della Nutella, amava il ciclismo che pure gli ha tolto un figlio, morto per infarto su una strada sudafricana, dove pedalava, non più giovane, da cicloamatore. Finito il flusso degli intellettuali che seguivano le corse. In esaurimento anche le attenzioni dei politici (nostalgia di Prodi sullo Stelvio, e Squinzi è troppo Sassuolo-calcio, peraltro lì facendo bene assai). Nelle redazioni di quello che resta dei giornali d’antan scrive di ciclismo il giovine di studio, l’ultimo arrivato. Va a finire che viene voglia di un Lotito che con le fesserie almeno ci conquisti spazi mediatici. Ma dire fesserie sul ciclismo è assai più difficile che dirle sul calcio, così come dirle su un nobile vero è assai più difficile che dirle su un parvenu.
La scelta forse è drastica: o non esistere, nello sport vetrinistico di adesso, o sperare in un messia salvifico che attiri le attenzioni dicendo, ad esempio che i neri non possono pedalare perché conoscono solo i raggi del sole. Brutta situazione, lo conveniamo. Personalmente, amando lo sport in assoluto non riusciamo neanche a essere contenti di questo calcio che si sfarina. E magari un Lotito nel beneamato ciclismo ci darebbe fastidio anche se ci riportasse fra le attenzioni grosse del popolo sempre più bue e sempre meno toro.
kkkkkkkkk
Una volta il ciclismo era la grande montagna e l’omino che saliva pedalando su una strada sterrata, applaudito da tifosi semialpinisti, tipi caldi che erano tutti noi. Adesso è un gruppone che pedala su una striscia ardente di asfalto ricavata in qualche deserto d’Arabia, spettatori nada de nada, fuorché all’arrivo che avviene all’ombra dei grattacieli, neanche troppo distante da quell’Arabia dove si sgozzano o si bruciano vivi gli ostaggi. La mondializzazione forte e scabrosa di uno sport che in un tempo mica lontano era privilegio soprattutto del villaggio italofrancobelga è un fatto enorme, coinvolge anche l’altro emisfero, meriterebbe, e forse fuori Italia ha, attenzioni variegate, di intellettuali e industriali, seriosi storici dello sport e suoi vispi poeti, lindi filosofi seduti e pedalatori che puzzano di sudore. Da noi nada de nada, non ci fosse Nibali con i suoi agganci internazionali l’inverno sarebbe trascorso senza ricordi a pedali del 2014 che è poi soltanto l’anno scorso.
Sembra che tutto vada bene solo perché non ci sono grane, intanto che il mondo dello sport si è accorto che c’è tanto ma tanto doping in tante parti, senza cercare solo nel ciclismo. Segnaliamo al proposito un libro delle edizioni Gruppo Abele, lo ha scritto Lamberto Gherpelli e si intitola Qualcuno corre troppo e parla, toh, di calcio e di chimica. E i nostri pedalatori alla vecchia amfetamina fanno, al confronto dei supercagliostri del pallone, quasi tenerezza.
L'inizio di stagione di Kimberley Le Court Pienaar è stato tutt'altro che semplice e sicuramente l'opposto di quello che si aspettava. La caduta la Sanremo, ma soprattutto al Fiandre l'hanno messa fuori gioco per oltre due mesi costringendola a seguire...
E sarà un’ altra volta il ‘Campania’, non fittizio non amatoriale non secondario, il Giro della Campania - di ciclismo, manco a dirlo - che invaderà senza colpo ferire le strade della nostra regione domenica 20 settembre. Corrente anno, il...
Si preannuncia una tappa per cuori forti, la numero 5 del Giro Next Gen: partenza e arrivo a Bacoli, 139 chilometri nel cuore dei Campi Flegrei con la salita del Monte di Procida da affrontare 8 volte con l'ultimo scollinamento...
Roma città eterna, Roma città aperta, ma anche verde. Tutte le strade portano a Roma, ma partono anche da Roma. Vacanze romane, purché in bicicletta. Romano Puglisi ribadisce la sua dedizione e devozione a Roma con una nuova e arricchita...
Il successo di Isaac Del Toro al Tour Auvergne-Rhône-Alpes e il giro di Svizzera partito da poche ore ma, soprattutto, l’attesa dell’Abruzzo per le due tappe conclusive del Giro d’Italia Next Gen al centro del quindicesimo appuntamento con Velò, la...
Torna questa sera alle 20.30 sulle frequenze di Teletutto l'appuntamento con Ciclismo Oggi, lo storico appuntamento dedicato al mondo delle due ruote. Una puntata davvero interessante che si divide tra agonismo e approfondimento tecnico. Ad aprire la puntata saranno le immagini degli Juniores...
Il Giappone sarà tra le nazioni protagoniste della 29ª edizione dei Gran Premi Internazionali di Fiorenzuola – 6 Giorni delle Rose bianche, in programma dal 20 al 25 luglio al Velodromo “Attilio Pavesi”. La selezione nipponica torna infatti a Fiorenzuola...
Ieri a Sondrio è stata la grande protagonista di giornata, Arianna Fontana ha accolto le atlete e gli atleti in Valtellina per la prima e storica partenza dal Tour de Suisse dall'Italia. Ormai non ha nemmeno bisogno di presentazioni, con...
Ci siamo. Dal 18 al 21 giugno Viareggio diventerà la capitale del ciclismo giovanile italiano, ospitando il 38° Meeting Nazionale di Società – Memorial Adriano Morelli, il più importante appuntamento della stagione dedicato alla categoria Giovanissimi. Saranno circa 1.500 bambine...
La seconda tappa della 16^ edizione del Giro Handbike si correrà a Cesano Maderno domenica 21 giugno. Tutto è pronto nella bella città brianzola per ospitare la manifestazione, leader di settore anche in Europa, che nel 2026 è interamente a...