Editoriale
Ce l’ho un po’ con tutti: con i corridori, con le squadre, con gli organizzatori francesi, con il governo spagnolo, con quello della bicicletta (Uci) e anche con gli scienziati di Chatenay Malabry e laboratori associati. Questo Tour è stato il peggio che ci potesse accadere.
Ancora una corsa dilaniata dal doping, ancora una farsa con gli spagnoli impuniti e i francesi che controllano chi vogliono loro, ma la cosa peggiore è che all’orizzonte non si vede una via di uscita.
Ci eravamo illusi, mi ero illuso che la ricerca fosse sulla strada giusta, che la lotta al doping per una volta avesse davvero ridotto il gap con quelli che corrono verso il doping. In ventiquattr’ore le macerie sono cadute pesantemente sul mio animo un po’ naif e speranzoso. Perde Evans, l’uomo che più di ogni altro avrebbe incarnato il nuovo che avanza, il corridore senza macchia e senza peccato (fino ad oggi è così), e quel che è peggio ecco la notizia della quarta positività: quella del kazako Dimitri Fofonov.

Sia ben chiaro, di Fofonov ci interessa poco o niente. Ma quel che mi ha gettato nello sconforto sono le date di quella positività. Positivo ad uno stimolante nella tappa di Saint Etienne, la diciottesima. E con ciò? Direte voi. Con questo voglio dire che eravamo rimasti fino a quel momento alle positività di Cholet di Riccardo Riccò e Duenas (quarta tappa). E anche alle ammissioni mai smentite di Leonardo Piepoli, che al suo direttore sportivo avrebbe detto «ho fatto come Riccardo…» e per questo licenziato in tronco dalla Saunier Duval.

Il vero problema è che di questa ammissione non si è mai avuta traccia di una prova di laboratorio. Il decantato laboratorio di Chatenay Malabry, capace di individuare anche l’Epo di terza generazione (CERA) grazie tra l’altro ad una molecola spia, non ha comprovato nulla. E questa non è una bella notizia. Sappiamo per voce propria che dovrebbe esserci un positivo (Piepoli), ma i rinomati e decantati laboratori parigini non riescono a scovarlo. Gli hanno chiaramente detto che c’è, ma non sono in grado di individuare l’inganno. E’ il disastro.

In copertina abbiamo messo Carlos Sastre a capo chino. Il casco gli nasconde il volto. Per noi questa è la foto simbolo del Tour de France 2008. Chi è Carlos Sastre: un angelo o un demone? Possiamo credere a questo corridore che dopo una vita da gregario si scopre campione a 33 anni? Possiamo credere ad un corridore che rimpiange i bei giorni andati alla corte di Manolo Saiz e che da anni corre per un team diretto da uno che ha costruito le proprie verità sulle bugie?

Spagnolo di una Spagna che continua a cantar vittoria, alla faccia di chi invece si è rimboccato le maniche per fare pulizia dopo il ciclone Operacion Puerto e per rendere questo sport almeno un po’ più credibile e accettabile. Probabilmente Sastre questo Tour l’ha vinto da «hombre lindo», ma non possiamo far finta di non vedere delle ombre. Vi dice niente «Operacion Puerto»? Vi dice nulla la Spagna che fa finta di niente mentre in mezza Europa si scatena il finimondo?

Ombre per Sastre, ombre per il Tour, la Francia e l’Uci. A proposito dell’Uci: quando Pat Mc Quaid toglierà il disturbo? Cos’altro deve accadere? Il «ProTour» è morto. Con colpevole ritardo - il 15 luglio scorso - le squadre hanno decretato la sua fine. Ora si spera in qualcosa di più credibile e soprattutto di più sportivo. Ma anche dalla vicenda «certificati», che certificano spesso il doping, la commissione medica dell’Uci deve dare qualche spiegazione e risposta. Il sospetto, tanto per rimanere in argomento, è che questi pezzi di carta venissero dati agli amici degli amici. Vedrete, non passerà troppo tempo e verremo a sapere che quei corridori in possesso di certificati lasciapassare non soffrivano di nulla, e i loro valori sono ben lontani da quelli dichiarati dall’Uci. Valori naturali sopra al 50%? Lo stesso laboratorio dell’Acqua Acetosa sarà in grado tra breve di dimostrare il contrario: dati alla mano.

Insomma, il doping non è il male peggiore del ciclismo. Di peggio c’è chi questo sport dovrebbe governare, e invece fa della lotta al doping solo un’arma di potere e controllo. A questo ricatto il nostro sport deve ribellarsi. Se il ciclismo vuole davvero pulizia deve cominciare da lassù. E mandare una volta per sempre certi dirigenti in soffitta.

Pier Augusto Stagi
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Mathieu van der Poel è tornato. E lo ha fatto nel modo che più gli si addice: davanti, a giocarsi una vittoria fino agli ultimi metri. Al suo debutto stagionale in Coppa del Mondo di mountain bike, l'olandese dell'Alpecin-Premier Tech...


Matthew BRENNAN. 10 e lode. Volevano la vittoria e se la sono presa. Controllano la corsa con grande autorità, i Visma, poi nel finale si giocano la carta Van Aert (stoppato da Pogacar), quindi entra in scena lui, questo ragazzotto...


Andrew Ponomar corona con la vittoria una giornata di forza pura nel 73° Gran Premio Colli Rovescalesi, prova internazionale del Calendario UCI Europa Tour 1.2. L’ucraino della General Store Essegibi F.lli Curia se ne va con decisione, costruisce un vantaggio...


Dopo i due splendidi argenti nel Km e nella Velocità, Maya Ferrante si prende ciò che le mancava: la medaglia d’oro nel Keirin donne juniores. Una vittoria piena, meritata, costruita con lucidità e coraggio dalla trentina di Pergine Valsugana, che...


Anche la Madison juniores maschile si tinge d’azzurro. Nicola Padovan e Jacopo Vendramin firmano un successo di grande spessore tecnico e agonistico, conquistando il titolo mondiale al termine di una gara tirata, nervosa, combattuta fino all’ultimo metro. I due veneti...


Brilla il talento di Matthew Brennan a Manosque, nella seconda tappa della Vuelta a España 2026, la più lunga della corsa coi suoi 214 km e partenza dal Principato di Monaco. Nella volata in salita verso la località francese il...


Agata Campana e Matilde Rossignoli sono le nuove campionesse del mondo della Madison donne juniores. Una prova monumentale, costruita con lucidità, potenza e una tenuta mentale fuori dal comune: nonostante tre cadute della Campana, la coppia azzurra non ha mai...


Paul Magnier mette la firma sulla quarta e ultima tappa del Lidl Deutschland Tour, la Heilbronn - Heilbronn di 156, 5 km. Il velocista francese della Soudal Quick Step si è imposto in un finale convulso nel quale Isaac Del Toro ha tentato...


Colpo doppio di Jasper Philipsen che vince l’ultima tappa e la classifica generale del Renewi Tour 2026. Lo spinter della Alpecin Premier Tech si è imposto in volata sul traguardo di Lovanio al termine dei 183 chilometri in circuito che...


Lorena Wiebes ha vinto anche l'ultima frazione del Tour of Britain sul traguardo di Royal Leamington Spa. Si tratta del quarto successo in cinque giorni, una prova di forza devastante per la velocista più forte al mondo che ha lanciato...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra