di Paolo Broggi
Toro vince, toro perde, toro dà sempre spettacolo. È il destino dei velocisti più forti del mondo: si vince (tanto, e comunque mai quanto si vorrebbe) e si perde (tanto, e comunque sempre troppo).
Jonathan Milan, che è il nostro Toro, ha vissuto un mese di marzo molto intenso, con due vittorie, due piazzamenti di prestigio e una delusione: Toro vince, toro perde, toro dà sempre spettacolo.
UNA TIRRENO COL BRIVIDO. Alla maglia ciclamino Jonathan ci sta facendo l’abitudine e se l’è portata a casa anche dalla Corsa dei due Mari grazie a due successi di tappa. I primi punti per lui sono arrivati con un’ottima crono, chiusa al quinto posto: il gigante friulano non è certo a livello dell’amico Ganna in questa specialità, ma sulle strade della Versilia ha fatto valere la sua potenza di inseguitore provetto.
E l’indomani a Follonica ha sfoderato uno dei suoi numeri migliori precedendo Zijlaard, Penhoet e Kooij, con il resto del gruppo... staccato, visto che quinto è giunto il suo pesce pilota Simone Consonni.
«Conoscevamo bene questo traguardo e il circuito finale per averlo già affrontato lo scorso anno, sapevamo come muoverci e dove era necessario essere davanti compatti. I ragazzi mi hanno pilotato nel miglior modo possibile e sono molto orgoglioso di aver finalizzato il loro lavoro. Solo all’ultima curva ho avuto un attimo di paura perché sono entrato proprio al limite, ma poi sono riuscito ad esprimermi al meglio e a conquistare una grande vittoria. La vittoria la dedico alla squadra che per me è come una seconda famiglia».
C’è spazio anche per una riflessione più ampia: «Dopo le Olimpiadi ho deciso di fare un paio di anni senza pista, o almeno senza gare in pista, visto che tornerò a lavorarci dopo la Roubaix. Senza la pista, comunque, la velocità di punta è calata... In inverno ci siamo allenati di più sulle salite, per cercare di essere ancora più competitivo. Penso di essere migliorato un po’ in tutto, anche a livello mentale sono più calmo».
Poche ore appena e poi, sulla strada verso Colfiorito ecco la grande paura: Jonathan scivola affrontando una curva, finisce a terra trascinando con sé anche Simone Consonni e Gianluca Brambilla della Q36.5. Si rialzano tutti, arrivano acciaccati al traguardo, l’indomani Consonni si ferma e Milan si prende una giornata “da gruppetto” mentre l’olandese Olav Kooij - altro velocista di classe, sarà sfortunato alla Gand-Wevelgem cadendo e fratturandosi una clavicola - va a vincere a Trasacco.
L’occasione per tornare a brillare è quellòa della tappa finale a San Benedetto del Tronto e Milan non sbaglia mettendosi alle spalle Bennett e Kooij: «Sono super contento di questa seconda vittoria alla Tirreno, devo dire sempre grazie ai miei compagni di squadra, hanno fatto un lavoro perfetto. È stata un po’ dura, anche in salita, e devo dire che ho sofferto, ma sono arrivato al traguardo ancora con energie e sono contento. Tutto sommato è stata davvero una buona Tirreno, sono davvero soddisfattio di aver ottenuto questa seconda vittoria dopo la caduta che ho avuto qualche giorno fa, e gli ultimi due giorni che non sono stati così facili per me in salita».
DELUSIONE SANREMO. Il risultato che non c’è è quello della Milano-Sanremo: 81esimo posto a 2’39” da Mathieu Van der Poel. Quando la corsa esplode sulla Cipressa, Jonathan scivola all’indietro: nonostante il grande lavoro dell’inverno, non ha ancora nelle gambe la forza per difendersi dalle terribili accelerate di Pogacar, Van der Poel e Ganna. Si stacca, cerca il recupero in discesa, rientra su un gruppetto ma la corsa ormai è andata e con essa anche i suoi compagni di squadra, con Mads Pedersen che chiude al settimo posto.
Una Classicissima che non è andata come Jonathan sperava - per il suo fisico e le sue attitudini sarebbe stato auspicabile un andamento più classico della corsa - ma che sicuramente Milan saprà archiviare nel cassetto delle “esperienze utili”, quelle dalle quali bisogna imparare per fare meglio in futuro.
BELGIO IN CRESCENDO. Quello delle corse belghe è un mondo a sé: l’atmosfera, il pubblico, le stradine, l’odore di patatine, il tifo, l’adrenalina, tutto è completamente diverso, tutto concorre a fare del “Nord” un momento unico della stagione.
Il primo assaggio Jonathan l’avuto proprio all’inizio del mese con la Kuurne-Bruxelles-Kuurne vinta da Jasper Philipsen: per il friulano un sesto posto che lascia un po’ di amaro in bocca per qualche errore di posizionamento nella volata finale.
Poi, dopo la lunga partensi italiana con la Corsa dei due Mari e la Sanremo, ecco gli appuntamenti più importanti. Si comincia con la Classic Brugge-De Panne che si trasforma nella corsa delle cadute: Jonathan le evita tutte, dimostra di avere una grande gamba, tenta un recupero disperato su Juan Sebastian Molano che aveva sorpreso tutti partendo a più fi 500 metri dal traguardo ma riesce solo a sfiorare la vittoria e chiude al secondo posto.
«Fin dall’inizio della giornata abbiamo contribuito a controllare la gara, quindi non è una bella cosa non essere riuscito a regalare una vittoria alla squadra. Molano è stato super forte, non mi aspettavo che qualcuno partisse da dietro così presto: è stato difficile raggiungerlo ma ho fatto del mio meglio. È stata una finale difficile, uno dei più pericolosi che abbia mai affrontato».
Nell’occasione, Milan si prende un cartellino giallo per aver dato una testata al norvegese Kristoff a circa un chilometro e mezzo dal traguardo. Un gesto non violento, sicuramente da sanzionare, ma dettato da dinamiche di corsa: lo ha spiegato bene Tom Boonen che ha difeso Milan dicendo «A volte non puoi fare altro, è più sicuro usare la testa che togliere la mano dal manubrio».
Il secondo podio per Jonathan arriva alla Gand-Wevelgem ed è un podio speciale perché il friulano, terzo, ci sale insieme al compagno di squadra Mads Pedersen, che vince la corsa dopo aver staccato tutti sul Kemmellberg e aver inscenato una fuga solitaria di 56 chilometri.
«Siamo partiti con l’obiettivo di vivere una grande giornata ed è stato importante avere tante carte da giocare. Sono davvero contento che Mads abbia vinto, io ho cercato di fare del mio meglio nello sprint dietro di lui, ma credo di essere partito un po’ troppo presto, a circa 300 metri dall’arrivo così Merlier mi ha passato. È sempre stata una gara piuttosto dura, con molti ventagli, ma per me è stato bello riuscire a stare sempre con i ragazzi. Avremo una squadra super forte anche per le prossime gare e quindi possiamo guardare con fiducia al futuro».
Quello della Gand-Wevelgem è stato il primo podio di Milan in una classica e non è un risultato banale: il gigante friulano fa un ulteriore passo nel suo cammino di crescita, accumula nuove esperienze e continua ad imparare. E per un ragazzo che ha sempre dimostrato di saper imparare dagli errori commessi, non è cosa da poco.
Toro vince, toro perde, toro dà sempre spettacolo: sedetevi comodi, c’è ancora tanto da vedere.