Due su cinque. Dopo aver conquistato la Sanremo, Tadej Pogacar riconquista il Giro delle Fiandre e tiene aperta la possibilità di inanellare tutte le maggiori classiche in un anno solo! Completando uno dei Fiandre più lunghi di sempre (278,2 chilometri da Anversa a Oudenaarde) in 6 ore e 20, il bicampione del Mondo della UAE rifila mezzo minuto a Mathieu Van Der Poel (Alpecin Premier Tech) e a completare il podio è Remco Evenepoel (Red Bull Bora) che ha contribuito a una grande giornata fiamminga nella sua prima partecipazione. A completare il lotto dei big al via per la prima volta tutti insieme in una monumento, si piazza 4° Wout Van Aert (Visma Lease a Bike) e la ciliegina sulla torta è il 5° posto di Mads Pedersen (Lidl Trek) mentre a completare la top-10 sono Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Florian Vermeersch (oggi "gregario principe" del vincitore), Matej Mohoric (Bahrain Victorious), Christophe Laporte ("gregario principe" di Van Aert) e Gianni Vermeersch (solo omonimo di Florian) "gregario principe" di Evenepoel al fianco di Tim Van Djke che termina appena dietro in undicesima posizione.
CRONACA
Su un terreno a tratti umido ma quasi mai bagnato, in un'atmosfera raffreddata dal vento ma scaldata dall'entusiasmo belga ai passaggi nelle numerose cittadine, la fuga si forma al km 28, in uscita da Sint-Niklaas che fu per anni sede di partenza. Sono in 13: Silvan Dillier (Alpecin Premier Tech), Kamil Gradek (Bahrain Victorious), Luke Lamperti (Education First), Connor Swift (Ineos), Luca Van Boven (Lotto Intermarché), Dries De Pooter (Jayco AlUla), Julius Van den Berg (Picnic PostNL), Edoardo Zamperini (Cofidis), Frederik Frison (Pinarello Q36.5), Victor Vercouillie (Flanders Baloise), Hartthijs De Vries (Unibet Rockets), Eric Fagundez e Jambaljamts Sainbayar (Burgos Burpellet) con Vercouillie che riesce ad andare in avanscoperta dopo essere stato il primo a provarci allo start ufficiale, mentre il duo della Burgos mette in luce il primo atleta dell'Uruguay al Fiandre e il primo atleta della Mongolia in una classica monumento.
La UAE fa subito l'andatura in cima al plotone con Bjerg, Politt e Morgado. Alla loro ruota per un po' si vede la Total Energies, che essendo rimasta fuori dalla fuga mette i suoi uomini alla frusta. Dopodiché si accodano Visma Lease a Bike, Lidl Trek e Red Bull Bora. Il vantaggio dei battistrada si attesta sui tre minuti, che diventano cinque quando un passaggio a livello rallenta il gruppo e non vengono scalfiti dai primi pavè. Mentre una caduta mette fuori gioco Jarrad Drizners, togliendo un compagno a Evenepoel, il plotone deve badare soprattutto a ricompattarsi dopo un ventaglio.
Il "vero Fiandre" comincia con la seconda metà di gara. Di muro in muro il distacco si assottiglia, il gruppo viene allungato anche da un paio di tentativi solitari (Axel Huens della Groupama FDJ, Tomas Kopecky della Unibet Rockets) e in fuga Swift riprende la marcia dopo un tonfo che lo costringe a cambiare la scarpa destra assistito dall'ammiraglia. A 102 km dal traguardo, sul quarto dei sedici muri ovvero il Molenberg, momento topico: mentre Sainbayar perde le ruote dei compagni d'avventura e a scappare rimangono in 12, un'accelerata potente di Politt e Vermeersch porta via un drappello di 16 inseguitori. I migliori ci sono tutti: con Tadej Pogacar e Florian Vermeersch (UAE) ci sono Mathieu Van der Poel (Alpecin Premier Tech), Mads Pedersen (Lidl Trek), Stan Dewulf (Decathlon CMA CGM), Matej Mohoric (Bahrain Victorious), Jasper Stuyven (Soudal Quick-Step), Magnus Sheffield e Sam Watson (Ineos), Matteo Trentin e Rick Pluimers (Tudor), Christophe Laporte e Wout Van Aert (Visma Lease a Bike), Remco Evenepoel, Gianni Vermeersch e Tim Van Dijke (Red Bull Bora).
Esattamente dopo duecento chilometri di corsa, ai piedi del Berg Ten Houte avviene il ricongiungimento e progressivo sorpasso dei super-inseguitori ai danni dei fuggitivi della prima ora. Una situazione che regala attimi d'iconicità ciclistica, come vedere inquadrati insieme nelle prime posizioni Pogacar, Van Der Poel, Van Aert ed Evenepoel. Ci si aspetta che i fuochi d'artificio definitivi scoppino sul Kwaremont come lo scorso anno. Così avviene, ancor prima della parte in pavè: ai -57, quando la strada asfaltata pende appena all'insù, Tadej sfiamma e si porta dietro gli altri tre. Sullo scollinamento tuttavia Van Aert perde terreno e aspetta Mads Pedersen, gli altri si disperdono in gruppetti dietro.
Restano al comando il fenomeno sloveno, VDP e Remco, che però perde metri ai -51 sul Paterberg. Ai -44 nella discesa dopo il Koppenberg, intanto, cade nel fosso a bordo strada Matteo Trentin insieme a Sam Watson e Magnus Sheffield.
Rimasti dunque da soli, Pogacar e Van Der Poel vanno via a braccetto e mantengono Evenepoel a una distanza breve ma costante, dandogli l'illusione di rientrare per poi negargliela di continuo. L'illusione che svanisce è pure quella dell'imperatore Mathieu, che ai -18 sull'ultimo Kwaremont vede l'iridato della UAE andar via di "semplice" progressione verso la sua terza Ronde, la seconda consecutiva. Ora i "trivincitori" sono otto: Pogacar raggiunge lo stesso VDP, Cancellara, Boonen, Museeuw, Leman, Buysse e il nostro Magni, unico a riuscirci in tre anni di fila.
Miglior italiano, in un gruppo a quasi sei minuti e mezzo da Pogacar, è il 24° Alberto Bettiol (XDS Astana) ma la menzione è anche per Zamperini, Oscar tuttoBICI Under 23 nel 2024, che da neoprofessionista ha rappresentanto la bandierina tricolore in fuga. Attendiamo invece aggiornamenti per quando riguarda Trentin, rimasto giù in seguito alla caduta.
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