-20 ALLA GRANFONDO LIVIGNO ALÈ. COLBRELLI: «MICHELE SCARPONI LO CHIAMAVA "IL GIRO BESTIALE"»

GRAN FONDO | 07/06/2026 | 08:22
di comunicato stampa

Sabato 27 giugno andrà in scena la quarta edizione della Granfondo Livigno Alè, corsa amatoriale fra le più iconiche del calendario.


Unicità data da uno paesaggio incantevole di alta montagna e da due percorsi differenti ma ugualmente esigenti e tecnicamente di valore. Il percorso Granfondo è epico, è antologia, è storia del ciclismo. Forcola e Bernina per iniziare ad aprire il cuore per cosa scorgi e per cosa provi attraverso un ritmo sempre più incalzante. Il Passo del Forno, Il Foscagno da Bormio, Eira e il rientro a Livigno.


In mezzo a queste ascese così severe il mito del Passo Umbrail, la salita elvetica che riporta i corridori in Valtellina. Più di 13 chilometri di arrampicata alpina, più di 1100 metri di dislivello. Uno sforzo duraturo e intenso, un serpentone di asfalto verticale che scollina in un paesaggio lunare a 2500 metri di altitudine e appena sotto ecco il sacrario militare dello Stelvio. L’Umbrail è il tratto distintivo della Granfondo: 167 chilometri e 4300 metri di dislivello.

La Mediofondo è tutt’altro che scontata, anche se meno impegnativa. Il dislivello rimane significativo, superando i 2000 metri e i chilometri sono 107. Dopo la prima ascesa della Forcola di Livigno e del suggestivo Bernina con le nevi perenni sempre in vista, si prosegue in Engadina fra falsopiano e discesa. A Zernez si sale ancora fino al bivio del tunnel Munt La Schera. Il passaggio nel tunnel è un’esperienza unica, quel procedere in gruppo in un budello di roccia aperto al transito delle bici solo per la corsa amatoriale livignasca. C’è un punto in comune dei due percorsi: è l’ultima rampa mozzafiato del Mottolino dal Passo Eira. Sono 1700 metri all’11% medio con punte al 20%, quel finale che consacrò il trionfo di Tadej Pogacar al Giro d’Italia in uno degli arrivi più spettacolari di sempre. Un finale come un fendente nei quadricipiti e nei polpacci che bruciano dopo dislivelli così significativi, un procedere verso il traguardo con i polmoni spalancati e il cuore aperto di entusiasmo per aver compiuto un’impresa.

Sonny Colbrelli, vincitore della Parigi Roubaix 2021 e già campione europeo su strada, è un testimonial di Livigno 1816 Bike Zone. Sostiene: «Una granfondo unica, il percorso lungo è davvero mitico, è antologia del ciclismo. Lo conosco benissimo, dal momento che in allenamento durante i raduni facevamo sempre quel giro quando avevamo in programma lunghe distanze. Duro, impegnativo, "il giro bestiale" lo chiamava il povero Scarpa che è mancato (Michele Scarponi n.d.r.). È il massimo per chi vuole fare endurance e pedalarlo in uno scenario pazzesco come Livigno e nei territori circostanti lo rendono ancora più un’impresa. Il fatto che tanti professionisti pedalano a Livigno, la dice lunga su come in estate sia uno dei punti di riferimento per la bicicletta. Livigno è un posto particolare perché a quasi duemila metri offre la possibilità di fare salite di svariata natura ma anche pianura. Conosco ogni metro di Livigno e di tutti i percorsi che si possono intraprendere, dal momento che sia da professionista ma anche oggigiorno per diletto pedalo sempre qua volentieri. Ho Livigno nel cuore, non a caso la bici del trionfo della Parigi-Roubaix è esposta in Aquagranda».

Commenta Luca Moretti, presidente Livigno Next: «Probabilmente lo scenario più affascinante per chi va in bici. Davvero unico, con due percorsi, uno dei quali molto selettivo, ma con un denominatore comune: la maestosità delle nostre montagne. Livigno ogni anno crede sempre di più nella bici in ogni sua sfaccettatura. La strada ma anche la mountain bike nelle sue specificità. La Granfondo Livigno Alè è e sarà sempre più uno dei momenti più rappresentativi di 1816 Bike Zone Livigno, ossia di tutto quello che unisce Livigno e la bici in una proposta sempre più polivalente e variegata»


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