Tadej POGACAR. 10 e lode. Affronta avversari e muri di petto, ma deve sputare l’anima. Decide di aprire il gas a 100 chilometri dal traguardo, portandosi via il meglio del meglio, quindici corridori dal pedigree elevato. Per molti avrebbe vinto a mani basse, senza se e senza ma, invece deve faticare e anche parecchio. Vince di forza, con una condotta di gara che va contro ogni tatticismo, ma questo ragazzo, questi ragazzi, lasciano i direttori sportivi dove sono: sull’ammiraglia. In bici ci sono loro, e fanno come pare a loro, al grido di: chi ne ha di più vince. La tattica l’è morta: il talento è esaltazione in purezza, meglio della grappa. Questo ciclismo fa girare la testa, ma non temiamo controlli etilici a sorpresa. questo ragazzo va conservato negli annali e nei libri di storia. Vince nello stesso anno Sanremo e Fiandre, prima di lui solo Eddy Merckx: non è opinione, ma statistica. Dodicesimo Monumento, meno sette dal Cannibale. Dal Mondiale in poi le ha vinte tutte. Non è solo statistica, ma storia. Gli ultimi tre Fiandre disputati tutti e tre vinti. Dimenticavo: gli ultimi tre campioni del mondo oggi sul podio, che noia…
Mathieu VAN DER POEL. 9. Ha ragione Moreno Moser (voto 10), tatticamente poteva anche non dare cambi, non scendere sul piano del campione del mondo, ma Mathieu è un campione anche lui, un fuoriclasse assoluto, un pari grado e come tale si è mosso e ha corso. Per questo lo considero immenso: ha provato a vincere da pari grado, non da furbo.
Remco EVENEPOEL. 6,5. Gioca a nascondersi preparando la “Ronde” in segreto, ma poi quando Tadej si mostra al mondo e apre il gas, lui è il primo a cedergli il passo. È lì, al suo fianco, si gira per non guardare Tadej, e spera che qualcuno vada a chiudere. Lo farà Van der Poel, non lui che da quel momento in poi fa solo una cronometro, per il terzo gradino. Non può dire di essere nemmeno il primo dei mortali, perché è secondo. Per Luca Gregorio, apprezzatissima voce di Eurosport, è il vincitore morale per essere alla sua prima partecipazione: francamente, non sono d’accordo. Remco Evenepoel non è un esordiente, è un corridore di prima grandezza che ha vinto quello che ha vinto e questo lo pone tra i grandissimi di questa generazione. Piuttosto direi che le vittorie più prestigiose conquistate in carriera dal belga sono state tutte ottenute senza Tadej in corsa, questo è bene ricordarlo.
Wout VAN AERT. 5,5. Ha gamba, ha condizione, ma non ha posizione: si fa sorprendere troppo dietro quando Tadej apre il gas. In questo Fiandre da collezione, dove le figurine più preziose sono tutte lì, lui era tra le più ricercate, ma poi si perde un po’.
Mads PEDERSEN. 6. È un lottatore, ma è anche quello che ha il ruolo di guastatore dietro i fantastici quattro, difatti arriva quinto.
Jasper STUYVEN. 5. È il migliore tra quelli che praticano, con la bicicletta, un altro sport. Ma per vederlo bisogna aspettarlo un po’.
Florian VERMEERSCH. 8. Fa il suo, prepara il terreno a Taddeo, poi chiude la sua fatica al 7° posto: già che c’è, resta.
Matej MOHORIC. 6. Non ti aspetti nulla di particolare, ma fa una buona corsa.
Christophe LAPORTE. 7. Anche la Visma di Van Aert fa un grande lavoro, e in questo scontro tra titani lui ha il merito di non farsi schiacciare.
Gianni VERMEERSCH. 7. Fedele scudiero di Remco, una volta rimasto lì con i migliori resta lì, come del resto un superlativo Tim Van Dijke.
Matteo TRENTIN. 7. È in giornata, ma non è giornata. Resta lì con il gruppetto dei migliori inseguitori, con Mohoric e compagnia, ma nel finale finisce per le terre. Brutto finale.
Michael VALGREN. 4. Si fa sorprendere dalla progressione degli Uae. Mai in corsa. Cola a picco.
Edoardo ZAMPERINI. 7. Il 23enne veneto della Cofidis entra nella fuga di giornata con grande tempismo. Assieme a lui Silvan Dillier (Alpecin Premier Tech), Kamil Gradek (Bahrain Victorious), Luke Lamperti (Education First), Connor Swift (Ineos), Luca Van Boven (Lotto Intermarché), Dries De Pooter (Jayco AlUla), Julius Van den Berg (Picnic PostNL), Frederik Frison (Pinarello Q36.5), Victor Vercouillie (Flanders Baloise), Hartthijs De Vries (Unibet Rockets), Eric Fagundez e Jambaljamts Sainbayar (Burgos Burpellet). Corsa d’avanguardia, corsa con il vento in faccia nella corsa che esalta gli attaccanti. Vanno come un treno lanciato a tutta velocità e passano prima che le sbarre scendano e blocchino il gruppo alle loro spalle. Incidente tecnico, recita il regolamento. Il presidente di giuria lascia tutto immutato: tanto è il Fiandre che decide, la corsa la fanno i corridori.