Red Bull Bora Hansgrohe: «Puntiamo al top»

di Francesca Monzone

Quello della Red Bull - Bora Han­sgrohe è uno dei progetti più am­biziosi nel mondo del ciclismo, un progetto che nasce da idee chiare a cominciare da Primoz Roglic che sarà la punta di diamante al Giro d’Italia e al Tour de France.
Lo sloveno che punta a disputare una delle migliori stagioni della sua carriera, sarà affiancato nei grandi giri da Daniel Martinez, Jai Hindley, e Alek­sandr Vlasov. Lo scorso 14 dicembre, in Spagna sono stati resi noti non solo i programmi dei corridori, ma è stata raccontata nei dettagli la storia di come il numero uno della Bora-Hansgrohe Ralph Denk ha iniziato la sua avventura con il CEO di Red Bull Dietrich Mateschitz, dando vita a quella che og­gi è una delle squadre più attese del 2025. 
La Red Bull - Bora Hansgrohe è una realtà forte dal punto di vista economico con un gruppo di corridori capaci di poter vincere sia nei grandi giri che nel­le corse di un giorno. Proprio Denk ha parlato di come è nata la collaborazione tra il colosso Red Bull e la sua squadra: «Questa unione è il frutto di diversi anni di conoscenza tra noi e di una politica di piccoli passi. Il primo contatto è avvenuto con una mia lettera a Mateschitz in cui dicevo che avevo una squadra a soli 45 minuti di macchina dalla sede centrale della Red Bull a Fuschl. La Red Bull all’epoca non era ancora coinvolta nel ciclismo su strada e gli ho detto che mi sarebbe piaciuto unirmi a loro e mostrare cosa sarebbe stato possibile fare insieme». 
Il progetto era piaciuto a Mateschitz, che all’epoca era considerato uno degli uomini più ricchi d’Austria: dopo il pri­mo approccio, sono state gettate le basi per rendere la Red Bull - Bora Hans­grohe una realtà forte e capace di essere un riferimento importante nel World Tour. 
I contatti risalgono al 2021 ma nell’ottobre del 2022 Mateschitz è scomparso senza mai incontrare di persona Denk. Questo però non ha minimamente rallentato il processo di conoscenza e crescita comune tra le due realtà. In questo modo, come ha spiegato Denk, dall’unione tra una multinazionale po­tente e un’azienda fa­miliare, è nato il progetto di sfidare il mon­do del ciclismo per arrivare a vincere i più im­por­tanti eventi sportivi. 
Primoz Ro­glic è il fulcro di questo progetto e avrà il compito non solo di vincere, ma anche di insegnare ai giovani come diventare i migliori corridori del World Tour. 
Il trentacinquenne sloveno punta al Giro d’Italia e al Tour de France nella sua seconda stagione con la Red Bull - Bora Hansgrohe e al suo fianco ci sa­ranno corridori importanti, che lo supporteranno cercando di arrivare al mi­glior risultato possibile. 
Sia al Giro che al Tour, Roglic potrà contare sul secondo classificato della corsa rosa del 2024, il colombiano Da­ni Martinez, che sarà il suo uomo di fi­ducia. Anche Jai Hindley, vincitore del Giro 2022, prenderà parte alla corsa rosa mentre il russo Aleksandr Vlasov sarà al via del Tour.
Al momento non è previsto che Roglic, quattro volte vincitore della Vuelta di Spagna, difenda il titolo nel 2025.
Uno dei fattori decisivi che ha fatto pendere l’ago della bilancia verso il Giro d’Italia, è stata la scelta da parte degli organizzatori della corsa rosa di inserire delle tappe in Slovenia. 
«È stato facile scegliere di correre il Gi­ro, ma anche quella del Tour è stata una scelta tutt’altro che difficile - ha detto Roglic in Spagna -: penso di po­ter fare bene in entrambe le corse, ma soprattutto al Giro che potrebbe avere un buon percorso per me (la presentazione ufficiale è in programma a Roma il prossimo 13 gennaio, ndr). Questa volta penso che sia meglio iniziare su­bito con un grande giro e non allungare troppo la stagione con la Vuelta. Vo­glio raggiungere la mia forma ideale ed essere il miglior Primoz di sempre. Poi vedremo quale risultato riuscirò ad ot­tenere». 
Lo sloveno non ha dei buoni ricordi alla corsa gialla e nelle sue due partecipazioni ha ottenuto un quarto posto nel 2018 e un secondo nel 2020 alle spalle di Tadej Pogacar. Poi, nelle altre partecipazioni, ad eccezione dell’esordio nel 2017 quando è finito lontano dal gruppo dei mi­gliori, è sempre stato costretto al ritiro per infortuni. Lo sloveno ha un conto in so­speso con la Grande Boucle, il suo sogno è quello di vincerla per battere anche la sfortuna, ma se questo non dovesse accadere, come più volte ha detto, non avrebbe dei rimpianti. 
«Sarebbe un peccato se non corressi anche quest’anno al Tour, è una corsa alla quale tengo veramente molto». 
La stagione di Roglic, inizierà alla Volta ao Algarve a febbraio, poi proseguirà con la Volta a Catalunya a marzo in preparazione del Giro.
È vero che nei suoi programmi non ci sarà la Vuel­ta, ma lo sloveno nella sua testa ha già l’idea di poter conquistare una quinta ma­glia rossa, scrivendo in questo modo un nuovo record per la corsa spagnola. «Vincere una quinta Vuel­ta è una sfida che mi affascina e naturalmente sono motivato a tentare di riuscirci. Quest’anno i piani sono diversi e ho messo il Giro e il Tour al primo posto. La Vuelta ri­mane nella mia mente, ma ora ho altre priorità».
Per quanto riguarda gli altri corridori di punta della Red Bull - Bora Hansgrohe, alla prossima Vuelta di Spagna Hindley e Vlasov condivideranno il ruolo di capitano. E con il nuovo arrivato Maxim Van Gils la squadra tedesca vuole fare la differenza anche nelle corse da un giorno, in particolare nelle classiche delle Ardenne. Per le corse di una settimana, Florian Lipowitz, settimo all’ultima Vuelta, dovrebbe avere un ruolo di spicco per puntare poi a fare il passo successivo verso il Tour o la Vuelta.

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