PROFESSIONISTI | 05/01/2017 | 13:22 Ha solo 24 anni ma alle spalle ha già sei stagione da professionista, quattro delle quali nel WorldTour. Carlos Verona, madrileno che ora vive ad Andorra, è pronto ad un'altra sfida da affrontare con la maglia della Orica Scott, con l'ambizione di diventare un uomo fidato per Esteban Chaves e i fratelli Adam e Simon Yates.
Dopo il passaggio in estate dalla Etixx alla Orica, come è stato il suo inverno? «Ho lavorato con maggior calma rispetto al passato, ho trascorso un buon inverno. Ad Andorra ho fatto sci, ginnastica e un po' meno bici del solito».
Ad Andorra c'è una vera e propria colonia della Orica Scott… «Siamo in sei, c'è anche un allenatore e quando serve arriva anche un massaggiatore. E il resto della squadra ha base a Girona, che in fondo non è lontano da qui».
Quale sarà il suo calendario? «Inizierò ad Abu Dhabi il 23 febbraio, poi penso di disputare le corse del calendario spagnolo, anche se attendo ancora la conferma da parte della squadra. Nel parleremo nei ritiri che svolgeremo prima a Valencia, dal 10 al 24 gennaio, e poi in Sudafrica nel mese di febbraio. Mi piacerebbe seguire il calendario previsto per l'anno scorso, con Giro d'Italia e poi la Vuelta, sì mi piacerebbe affrontare due grandi giri per la prima volta in una stagione».
Quali sono i suoi obiettivi? «Diventare un uomo di riferimento per la squadra, essere un uno fidato per Chaves e i fratelli Yates, dimostrare il mio valore e se possibile togliermi qualche bella soddisfazione».
Perché ha scelto la Orica? «Spevo che è una squadra con ambizioni per i grandi giri e credo che presto arriverà a vincerle tutte e tre. C'è un buon ambiente, ci sono campioni forti, è una grande squadra. Lo scorso anno mi sono trovato di fronte ad un bivio: o restare fermo dal Giro fino a fine stagione oppure cambiare subito squadra. La Orica mi ha aperto le porte, anche se ovviamente la seconda parte di stagione non ha potuto essere come l'avrei desiderata».
Ha lanciato anche VeronaVlog… «È un modo diverso di raccontare il ciclismo, un modo che mi piace e che non mi occupa molto tempo. E poi mi aiuta la mia fidanzata Esther. Penso che sia un modo divertente di raccontare il ciclismo agli appassionati».
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