È LA GLOBALIZZAZIONE, BELLEZZA

TUTTOBICI | 19/12/2016 | 07:30
Signor marziano, benvenuto sul pianeta Terra. Ho già capito che certe parole del nostro lessico le suonano un po’ indigeste. Incarta­no la lingua a noialtri, figuriamoci a lei che non è di queste zone. Tranquillo, la colpa è solo nostra, che amiamo coniare sempre nuovi termini, il più possibile orrendi.

Mi chiede della globalizzazione.
Bravo, bel­la domanda. Tutti qui ne parlano, anche a ragion veduta, perché è a tutti gli effetti il fenomeno più rivoluzionario e più sconvolgente dell’era moderna. Ma pochi, tutto sommato, hanno ben presente che cosa comporti, che cosa significhi, quali effetti pratici provochi nella vita di tut­ti i giorni. Certo, tutti mangiano le stesse cose, tutti vestono le stesse cose, tutti vendono, comprano, consumano le stesse cose. Così che una strada di Atlanta e di Pechino, di Oslo e di Bri­sba­ne, ovunque va­dano sempre più somigliandosi in tutto e per tut­to, fino al pun­to estremo del grande processo: l’omologazione.

Ma questo, signor marziano, è - diciamo così - l’effetto sociale della globalizzazione. Entrando nelle singole case del nostro pianeta, ciascuno è in grado di sperimentarlo e di spiegarlo. Eppure c’è dell’altro. Qualcosa che sfugge alla visione generale. Ma che è ancora più incisivo e, soprattutto, definitivamente irreversibile. Per aiutarla a capire meglio, le faccio l’esempio di un settore che mi è molto caro, il ciclismo.
Succede che la globalizzazione abbia come prima condizione un mercato aperto, sovranazionale, senza confini. Che copra l’intero pianeta. Cosa osserviamo, in questa enorme piazza? Osserviamo che paesi - continenti - una volta lontanissimi e irraggiungibili, fuori dall’orbita tradizionale, improvvisamente entrino a far parte del nostro patrimonio economico. Come opportunità, come alternativa. È come se al nostro solito negozio affiancassimo altri locali, più grandi e più vari. Questo ha un grande beneficio, perché allarga quasi infinitamente le pos­sibilità di fare affari. Più clienti, più investitori, più capitali, più guadagni. Ma c’è anche un ma. C’è anche un però.

Negli altri mercati non si trovano solo acquirenti dei nostri prodotti. Ci so­no anche imprenditori che vo­gliono comprare le nostre idee, la nostra conoscenza, le nostre aziende. Vogliono fare quello che facciamo noi. Magari anche me­glio. Così, la faccenda si complica. Oltre ai benefici, si presenta anche un certo conto da pagare.

Se lei adesso comincerà a girare l’Italia, signor mar­ziano, incontrerà stra­ni ti­pi. Sono corridori ciclisti ancora in ottimo stato, qualcuno dalla provata esperienza, altri ancora in piena crescita, ma tutti ugualmente inabissati nello stesso dramma: non trovano più un po­sto. Non ci sono squadre che possano o vogliano ingaggiarli. È un complotto contro di loro? Ma nemmeno per sogno. Il vero com­plotto l’ha ordito la globalizzazione. È successo che lo stesso ciclismo ab­bia dovuto - anche voluto - se­guire la tendenza ge­nerale, fi­nendo per aprirsi a tutti i mercati del mondo. La conseguenza è elementare: ci sono corridori di aree oscure e arretrate che co­munque totalizzano punti validi per arricchire il patrimonio di un team. Magari, in una corsa uno contro uno, questi pionieri di altri mondi non starebbero neanche alla ruota dei no­stri disoccupati, ma non conta proprio niente: il loro bagaglio di punti, capitalizzato in zone di ciclismo primordiale, vale tantissimo per le squadre più evolute. E c’è pure dell’altro.

C’è che i grandi colossi di altri continenti, ar­rivati nel ciclismo con denaro ed entusiasmo freschissimi, abbiano legittime pretese geopolitiche. In altre parole: se la Cina spende un sacco di soldi per una squadra italiana, è normale e scontato che chieda di inserire in quella squadra qualche corridore cinese. È giusto che lo faccia. Chiunque lo farebbe. Non c’è proprio niente di scandaloso. Il problema è che questa evoluzione naturale lascia sul campo le sue vittime innocenti: per un cinese o un coreano che trova posto, c’è un italiano che lo per­de. È aritmetica. Spietata, ma semplice aritmetica.

Signor marziano, adesso che si è chiarito un po’ le idee, può affrontare con maggior disinvoltura il nostro strano mondo. Incontrerà per strada molti di questi strani tipi, che a venticinque o a trent’anni devono inventarsi improvvisamente un nuovo mestiere, quando ancora erano convinti di po­ter esercitare decorosamente quello di ciclista. Sono tristi e de­pressi. Tirano un sacco di conclusioni amare sull’ambiente e sulle sue regole disumane. Qualcuno addirittura si dichiara disposto a pagare, a mezzo sponsor, un po­sto in squadra. Ma la strada è segnata. Non c’è più posto per tutti. La globalizzazione ha le sue regole e i suoi costi sociali. Il ciclista disoccupato, malgrado il suo valore ancora intatto, è una figura nuova, ma­linconica, se vo­gliamo ingiusta. Ma sarà la regola, creda a me: ci piaccia o non ci piaccia, sarà la regola.

Cristiano Gatti, da tuttoBICI di dicembre
Copyright © TBW
COMMENTI
Per esordienti a zero punti bisogna pagarli per averli
19 dicembre 2016 16:56 pagnonce
Questa è la richiesta della società di provenienza,Si parla della stessa provincia ,Milano.Se i genitori non intervengono i ragazzi molto probabilmente non potranno correre.Passaggi liberi speriamo nel nuovo presidente.

buonismo ITALIANO
20 dicembre 2016 07:09 geom54
e\' KAPUT;
chi intende inchinarsi al maometto di turno liberissimo di farlo;
lo squalo mangia ormai anche l\'orso polare con buona pace dei buonpensanti molto piu\' pericolosi che intelligenti o lungimiranti da non capire che la migliore difesa e\' l\'attacco a qualunque costo, in ogni momento;
oppure, la storia non ha insegnato nulla e nelle teste di tanti con massa cerebrale tipo \"sfogliapesce\" e\' servita solo come raccolta del genere PANINI dove ora neppure piu\' si hanno figurine da scambiare, figuriamoci da comprare, sia ormai mai;
te capi car al me bel sciur GATTI , dove peraltro il \"sciur\" si deve intendere di chi invece ha \"la memoria\";
con cio\' passo e chiudo, ma preferendo chiudere certe boccacce a modo mio;
P.S.: ovviamente non sono un ciclista inviperito dentro o illuso fuori e la mia professione e\' da tempo ben altra .

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
A Bruxelles, presso l’Istituto Italiano di Cultura, si è svolta la prima edizione di un evento dedicato alla promozione della filiera italiana del ciclismo, realizzato grazie alla sinergia tra ICE Agenzia – Ufficio di Bruxelles, l’Ambasciata d’Italia in Belgio e...


Oggi alle 19 a Radiocorsa su Raisport si parla di Fiandre: con Fabio Baldato, sull’ammiraglia della UAE quando, l’anno scorso, Tadej Pogacar lo vinse in maniera eclatante; con Michele Bartoli, quando il toscano lo conquistò trent’anni fa, nel 1996. Ma...


Sarà costretto a passare qualche giorno lontano dalla bici e dalle gare Richard Carapaz. L’ecuadoriano della EF Education-Easypost, infatti, è andato nelle scorse ore sotto i ferri per sistemare un problema in zona perineale che lo costringerà momentaneamente ad...


Sono ore di apprensione, quelle che sta vivendo il mondo del ciclismo per le condizioni di Jaume Guardeño, promettente giovane ciclista della Caja Rural RGA Seguros, ricoverato in gravi condizioni in ospedale dopo essere stato vittima di un serio incidente....


Anche il ciclismo e non solo quello toscano piange l’improvvisa scomparsa di Giovanni Birindelli, 66 anni, imprenditore e fondatore della GMG Spa, una delle maggiori concessionarie di automobili della Toscana, avvenuta a seguito di un incidente mentre si trovava su...


La "Attraverso le Fiandre" di ieri ha regalato davvero tante emozioni che meritando di essere riviste e rivissute. Lo facciamo attraverso questa sintesi che ci propone Eurosport: dieci minuti di pura adrenalina con gli attacchi di Van Aert, le risposte...


In un ciclismo in cui ogni dettaglio viene spinto sempre più al limite in termini di prestazioni pure, occorre anticipare i tempi con progettazioni e idee che vanno realmente a sfidare il futuro. Chi non sbaglia un colpo in questa...


Remco Evenepoel debutterà domenica al Giro delle Fiandre, ma il progetto era in cantiere da tempo e la sua preparazione per la Ronde è iniziata già a dicembre. Quindi attenzione: se Remco, fiammingo, si presenta al via di una corsa...


Come già accaduto in più circostanze le scorse stagioni, anche quest’anno stanno nuovamente montando alcune polemiche relative alla troppa vicinanza delle moto in corsa e all’incidenza che queste starebbero avendo in alcune gare. In Belgio, ma anche in Francia...


Nasce Malpensa24 Tv, visibile sul canale 410 del digitale terrestre. Un progetto ambizioso e moderno che segna un ulteriore passo avanti per il Gruppo Iseni Editore, da sempre impegnato a raccontare il territorio con serietà e spirito di servizio. Dopo...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024