MINUETTO IPOCRITA

TUTTOBICI | 18/12/2016 | 07:30
Forse non è un problema che meriti le attenzioni e la riflessione di un editoriale, ma visto che si fa un gran parlare di nuovi regolamenti e riforme per svecchiare il nostro beneamato sport e soprattutto ci si perde in alti discorsi di marketing e comunicazione, è bene dire qualcosa in merito. Il ciclismo ha vecchie abitudini che col tempo sono diventare semplicemente anacronistiche. Siamo incatenati a vecchi stereotipi che costringono - in questo periodo dell’anno - gli atleti a non vestire le nuove maglie che possono essere indossate solo dal primo giorno dell’anno. Lo stesso, come è logico, vale anche per le biciclette. Nella MotoGp non è così. Sul circuito Ricardo Tormo, dove a metà novembre si è chiuso il campionato (vittoria in gara di Lorenzo, titolo a Marquez), per due giorni i piloti hanno potuto sottoporsi ad una serie di test e prove in vista della prossima stagione. E l’hanno fatto con le nuove moto. È vero, i piloti non possono fare commenti e le loro tute oltre alle scocche delle loro moto sono neutre, ma i media, chiamati a parlare di ciò che verrà, hanno abbinato senza alcun problema Jorge Lorenzo - pilota della Yamaha - alla nuova scuderia: la Ducati. È un modo per creare subito interesse, avviare un discorso che verrà. Sarebbe bello che questo modo di pensare e operare fosse recepito anche dal ciclismo. Che male ci sarebbe se Nibali si presentasse al primo raduno in sella alla sua nuova Merida e con la maglia del Bahrein? Basterebbe cambiare il regolamento. Il corridore, e a catena tutti gli altri, firmano un contratto che va da ottobre a ottobre dell’anno successivo e avanti così. Questo minuetto ipocrita è sconveniente e mortificante per gli atleti, ma anche e soprattutto per le aziende che nel nostro sport investono fior di quattrini.  

BASTA POCO, CHE CE VO’? Due giorni a parlare di allenamenti, lotta al doping, medicina dello sport e le nuove responsabilità dei camici bianchi. Due giorni a Faenza per celebrare il XXV convegno dell’Associazione italiana medici del ciclismo (Aimec). Il filo rosso di questo appuntamento è stato “Il ruolo determinante del medico dello sport nel ciclismo del presente e del futuro”, ma si è parlato anche di normative internazionali ed utili strumenti per la tutela della salute e la lotta al doping; di alterazioni biomeccaniche e nuove acquisizioni sui tessuti utilizzati in competizione. E interessante è risultata anche la tavola rotonda col professor Giuseppe D’Onofrio, ematologo di chiara fama nonchè uno dei nove saggi della Wada per il passaporto biologico, e tanti addetti ai lavori come Mario Chiesa, Marco Bonarrigo, Luca Gialanella, Roberto Amadio, Filippo Pozzato, Leonardo Piepoli e l’avvocato Alessandro Lovato. Nel complesso, una due giorni davvero interessante e piena di contenuti e spunti, pensata dal presidente uscente Roberto Corsetti, che queste giornate ha fortemente voluto per festeggiare i 25 anni di un’Associazione che meriterebbe ben altre attenzioni, a cominciare da quelle della Federazione. Anche quest’anno niente, non un rappresentante e nemmeno un marchietto a sancirne il patrocinio. Ed è un peccato che questa Associazione non goda della considerazione della mamma del nostro movimento. È un peccato che l’Uci e tutte le altre componenti del ciclismo di vertice considerino invece l’Aimec e questa due giorni una risorsa e un’occasione di dialogo, mentre la nostra Federazione fa finta di non vedere. Spero che in questo clima natalizio qualcosa possa cambiare per il prossimo anno. Questa due giorni non solo merita considerazione, ma andrebbe allargata a un contesto più ampio, magari a Salsomaggiore Terme, assieme all’associazione dei corridori e a quella dei direttori sportivi. Un confronto franco, aperto e diretto farebbe davvero bene a tutte le componenti, soprattutto al ciclismo. E per dirla con Giobbe Covatta: basta poco, che ce vo’?

PAGA & CORRI.
Si risolve con un’assoluzione generale il processo sportivo “Paga e corri” che si è svolto davanti alla Commissione disciplinare della Federciclismo, presieduta da Salvatore Minardi (il 9 gennaio ci sarà il processo d'appello). La Procura generale del Coni aveva chiesto l’inibizione di due anni per Bruno Reverberi; di un anno e sei mesi per Gianni Savio; di un anno per Angelo Citracca. Assolto anche il professionista Marco Coledan per il quale erano stati chiesti tre mesi di squalifica. L’inchiesta era partita dalle colonne del Corriere della Sera il 16 settembre scorso, e riguardava anche il mondo del calcio, tanto è vero che l’inchiesta ha per occhiello: «Chi paga per giocare e correre». E il titolo non dà adito a dubbi: «Gol e bici, quando decide il portafoglio». Poi, come d’incanto, l’inchiesta prosegue solo per il mondo delle due ruote, mentre del futbol non si sa più nulla. Sul banco degli imputati solo il mondo della bicicletta, con un’accusa fastidiosa quanto difficilmente dimostrabile. Un piccolo esempio per far capire che la linea di confine è davvero sottile: Peter Sagan va alla Bora portando con se in dote le biciclette Specialized, azienda che verserà nelle casse del team tedesco la bella somma di 7 milioni di euro, di cui cinque andranno al campione del mondo. Anche Sagan, quindi, paga per correre? Auguri!

Pier Augusto Stagi, editoriale da tuttoBICI di dicembre
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COMMENTI
Chissà
18 dicembre 2016 15:41 Fra74
se il Sig. PAOLO BROGGI riterrà anche questo mio commento non adatto alla pubblicazione, ma tant'è...
Allora, Dott. Stagi, giusta la sua "vena" polemica, dato che per "emergere" bisogna essere non conformisti al sistema, ma l'esempio che Lei porta in merito al rapporto commerciale e contrattuale PETER SAGAN-SPECIALIZED nulla ci azzecca con l'inchiesta che ha coinvolto i Sig.ri Gianni Savio, Bruno Reverberi ed Angelo Citracca. Ci pensi bene, e magari non rettificherà il suo commento, ma, forse, rivedrà il suo pensiero. Anche perchè l'inchiesta, ancora oggi, non si è conclusa.
Precisato ciò, mi permetta pure di scriverLe che, magari avendo "puntato" il dito in una certa direzione, a livello giornalistico, poi Le sarebbe stato difficile, magari, partecipare a qualche riunione o presentazione dei vari team senza che alcuno, a sua volta, Le puntasse contro il dito. Vero, ci vuole coraggio professionale e trasparenza di informazione, cose che a Lei non mancano, ma che non sempre affonda nel SISTEMA-AMBIENTE di cui, comunque, suo malgrado, fa parte. Auguri.
Francesco Conti-Jesi (AN).

ma che miserie di polemiche inutili...
19 dicembre 2016 09:06 plus
se hai un contratto fino al 31/12/20xx è giusto che indossi gli sponsor che ti hanno PAGATO fino alla scadenza del regolare contratto...
ma dov'è il problema?

Conti, allora spieghi lei
19 dicembre 2016 13:18 fuser
gentile Francesco da Jesi, nel suo accorato attacco al direttore Stagi si è dimenticato di spiegare perchè l'esempio Sagan-Specialized (che potrebbe essere anche corridori giapponesi-Nippo, oppure il taiwanese che correva per la Lampre, oppure il cinese della Giant...) nulla ci azzecca...

ipocrisia latente
20 dicembre 2016 11:04 siluro1946
Pagano i piloti di F.1, pagano i piloti di Moto GP, pagano i tennisti, e sono certo che anche qualche giornalista abbia pagato o abbia prestato la sua opera pagata una miseria, e soprattutto pagano i giovani ed anche i meno giovani per avere un lavoro, nessuno si scandalizza e nessuno denuncia, solo nell'ambiente ciclistico succedono certe cose, che sia anche per questo che il movimento sta sparendo?

Chiedo scusa
20 dicembre 2016 19:20 Fra74
per il ritardo nel rispondere: chiarisco al Sig. Fuser ed altri, il mio ragionamento. Non ho letto, e non è possibile, i documenti relativi alla vicenda squadre-ciclisti professionisti, in particolar modo a quanto dichiarato dal Sig. Marco Coledan, ma sicuramente qui non si tratta di verificare un regolare contratto di sponsorizzazione, come quello di SPECIALIZED o altro marchio che poi contribuisce con l'introito versato a remunerare lo stipendio di uno o più ciclisti. Da quanto appreso via internet, dall'articolo del Corriere della Sera, che invito a rileggerVi, si analizza altra ben e più diversa situazione che, per carità, ad oggi non ha portato/sortito alcun effetto, a rigor della prima sentenza, nei confronti dei vari soggetti interessati.
Questo è ciò che puntualizzo in base al mio, seppur sbagliato, approccio e pensiero.
Francesco Conti-Jesi (AN).

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