REGIONI | 13/12/2016 | 12:51 Nel pomeriggio di sabato 17 dicembre all'Hotel Congress Center Piroga di Selvazzano Dentro, in provincia di Padova, il ciclismo veneto sarà chiamato alle urne per eleggere il nuovo Consiglio Regionale della Federciclismo che rimarrà in carica nel quadriennio olimpico 2017-2020. Un'elezione che si preannuncia piuttosto difficile ed incerta perché a contendersi la presidenza di una delle regioni che rappresentano un baluardo dello sport delle due ruote nazionale, ci saranno il padovano e presidente uscente Raffaele Carlesso ed il veneziano e consigliere nazionale nel corrente quadriennio, Igino Michieletto. Per l'occasione saranno eletti anche due vice e quattro consiglieri.
Sono elezioni che sulla carta sembrano davvero incerte e che hanno diviso in due tronconi la regione. in quanto per la prima volta nella storia della Federciclismo Veneto a contendere la presidenza all'uscente e 82enne carismatico Carlesso ci sarà un veneziano, ovvero il 68enne ex sindaco di Scorzè e consigliere della Regione Veneto, Michieletto. Della squadra di quest'ultimo fanno parte i vice presidenti Ivano Corbanese (Treviso) e Gialuca Liber (Verona) ed i consiglieri Vittorino Gasparetto (Rovigo), Manuel Bortolotto (Vicenza), Mirco Barattin (Treviso) e Riccardo Donato (Padova).
Come è noto, però, la Commissione Nazionale Elettorale della Fci ha valutato non ammissibile la candidatura di Bortolotto alla carica di consigliere "in quanto - è rilevato nella nota della Commissione - non pervenuta secondo le modalità previste dalla normativa vigente" e che a tale proposito "è ammesso il ricorso avverso al Tribunale Federale 2^ sezione".
Quella proposta da Carlesso, invece, prevede i vice Giuseppe Clementi (Venezia) e Martino Puppetti (Treviso) ed i consiglieri Giuseppe Soldà (Padova), Sergio Bianchetto (Verona), Rino Piccoli (Vicenza), Anna Romina Agliuzzo (Vicenza) ed Adriano Malacarne (Belluno). Al di fuori dei due schieramenti e quindi come indipendente si è candidato consigliere il trevigiano Ivano Camatta.
A votare sabato saranno i rappresentanti di 331 società aventi diritto al voto (delle 449 affiliate) con 452 preferenze: 13 sono della provincia di Belluno (8 società votanti); 60 di Padova (43); 13 di Rovigo (13); 145 di Treviso (109); 57 Venezia (48); 72 Vicenza (50) e 92 Verona (60).
Tutti si augurano che per queste elezioni non avvenga quanto accadde quattro anni fa e precisamente il 15 dicembre a Sarmeola di Rubano, sempre nel padovano, che per la parità dei voti (194 a 194) ottenuti da i due candidati (lo stesso Carlesso ed il trevigiano Sergio Zanchetta) non si ritorni nuovamente alle urne e nella sfida del 5 febbraio successivo si imposte lo stesso Carlesso con 212 voti davanti a Zanchetta (197). Un evento che segnò una tappa storica per il ciclismo e che ora sulla carta si preannuncia davvero impossibile. " Prima di illustrare i programmi che ci siamo proposti per il futuro - ha detto Carlesso - sento il dovere, nei confronti di chi ha fiducia nei nostri confronti di riassumere brevemente quelle che sono state le tappe essenziali del nostro mandato negli ultimi quattro anni. Un quadriennio che, dal punto di vista dei risultati per la Federciclismo del Veneto, è stato davvero sensazionale. Ad affermarlo sono soprattutto i numeri che rappresentano il termometro della situazione ed evidenziano la realtà. Basta solo considerare che di tutti i titoli che l'Italia si è fregiata nel quadriennio nelle varie specialità in occasione dei Campionati Mondiali, Europei e delle Olimpiadi, una buona parte di loro portano la firma dei corridori della nostra regione".
"La proverbiale 'ciliegina sulla torta' – ha concluso - l'ha posta il nostro Elia Viviani nell'Omnium a Rio. Senza considerare la moltitudine di titoli italiani che si è susseguita dal 2013 ad oggi tanto da far perdere letteralmente il conto. Come numeri di tesserati e di gare organizzate, nonostante le difficoltà economiche che abbiamo vissuto e stiamo vivendo, siamo rimasti sempre a livelli standard e questo ci dimostra come il nostro Veneto continui ad essere un modello per il ciclismo italiano. E se continua ad esserlo è soprattutto merito delle società, degli atleti e dei loro dirigenti che credono in quello che fanno per il bene di tutto il movimento".
"Il 17 dicembre ci sarà l'assemblea per eleggere la nuova dirigenza veneta della Federazione Ciclistica Italiana - ha osservato dal canto suo Igino Michieletto - . Un appuntamento quadriennale che va vissuto con la massima tranquillità e serenità, sapendo che, qualunque sarà l'esito delle votazioni, siamo tutti poi chiamati alla massima collaborazione per il bene del nostro sport e in particolare per l'esempio che dobbiamo dare ai nostri atleti. Lo voglio ripetere che la mia candidatura, la disponibilità della nostra squadra non è in contrapposizione con nessuno è solo un'offerta generosa per offrire al movimento ciclistico veneto una proposta che possa portare un necessario rinnovamento che proprio una alternanza delle cariche può favorire. Ritengo che il compito fondamentale per i prossimi quattro anni sia quello di costruire un nuovo gruppo dirigente: io non sono certamente l'uomo del futuro, il mio impegno sarà quello di traghettare, di lanciare per il Veneto e per il nazionale una dirigenza che dia prospettiva per il futuro".
"Questo dovrà avvenire coinvolgendo nelle commissioni, nei gruppi di lavoro, nelle iniziative della Federazione - ha concluso - persone giovani che dimostrino prima di tutto passione e che siano disponibili ad un cammino di formazione. Quest'ultima intesa non come qualcosa di occasionale e sporadico, ma il clima che vorrei è quello di una formazione permanente e non solo tecnica e regolamentare, ma anche morale e educativa. Quando si lavora con i ragazzi e le ragazze adolescenti, si assume gioco forza un ruolo educativo e ogni dirigente, direttore sportivo, accompagnatore ecc... deve essere cosciente di questo formidabile compito e responsabilità. Il consenso che chiedo allora alle società è un consenso impegnativo che punti diritto ad un ciclismo di grande agonismo unito ad uno stile di amicizia, lealtà e rispetto". Il successivo appuntamento elettivo sarà quello nazionale stabilito il 14 gennaio a Rovereto (Trento). Servizio e foto di Francesco Coppola
Non conosco i contendenti ma, candidarsi ad 82 anni, che senso ha? Di certo non è un gesto di affetto verso il settore ma, pare più un gesto di affetto verso la poltrona.
Con tutto il rispetto possibile per Carlesso ma, forse è ora che il ciclismo lo segua da tifoso e che, se ha consigli da dare, li dia restando un tifoso più esperto di organizzazione ma, nulla di più.
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