Merckx con la Saunier Duval umanitaria; Simoni ecologista

| 09/02/2007 | 00:00
Per un ciclismo migliore, per un mondo più buono, bello e salutare, per coloro i quali sono meno fortunati di noi «perché lo sport anche a questo deve servire – dice Mauro Gianetti, team manager della Saunier Duval, in occasione dell’incontro con la stampa tenutosi oggi a Milano, per brindare ai 100 anni dell’azienda capitanata da Gilberto Simoni e al milione di alberi che la Saunier Duval vuole piantare a Mali, in una delle zone più depresse e desertificate del pianeta terra -. I nostri ragazzi non sono solo ottimi professionisti o bravi atleti, vogliono essere utili a qualcuno e soprattutto per qualcosa. Questo qualcosa è il progetto 100 anni per un milione di alberi, una sfida umanitaria che si pone un obiettivo importante e ambizioso: contrastare il processo di desertificazione in Mali, uno dei Paesi più poveri dell’Africa. Per ogni chilometro percorso da ciascun componente del Team verrà donato e piantato un nuovo albero in territorio Malese: un aiuto concreto che l’azienda vuole rivolgere ad una popolazione in difficoltà ed un contributo a migliorare e tutelare il nostro ambiente. Siamo già a quota 13 mila piante, Riccardo Riccò, per il momento è quello che ha contribuito a farne piantare di più, ben 850 in un colpo solo grazie alla vittoria ottenuta al Tour di St.Luis (i chilometri della gara, moltiplicato 5)». Mauro Gianetti parla del progetto condiviso da Flavio Borgna, amministratore delegato di Saunier Duval, azienda che fa parte del Gruppo Vaillant (più di 2 miliardi di euro di fatturato nel 2006), con giustificato orgoglio e commozione. «E’ una cosa che sento nel profondo del cuore, e un progetto che si sposa perfettamente con la filosofia del nostro sponsor: passione e innovazione. E quello che più mi rallegra e mi inorgoglisce è che sulla nostra strada, ad accumulare chilometri che si tramuteranno in alberi, ci sono anche personaggi come Eddy Merckx, Miguel Indurain e Vittorio Adorni. Anche loro pedaleranno a nostro fianco». E in questo progetto umanitario ed ecologico, Gilberto Simoni rincara. «Restiamo in ambito ecologico: propongo a tutti i corridori e all’Uci di bandire il lancio della borraccia. Un conto è buttarla quando a bordo strada ci sono i tifosi, che le raccolgono come ricordo, un altro è buttarle, come spesso accade, nei boschi, dove non c’è nessuno. Noi corridori dovremmo pensarci, ma visto che non ci pensiamo, propongo all’Uci di intervenire e produrre una regola in merito. Lo stesso vale per la carta stagnola che viene usata per avvolgere i panini. Basta stagnola, usiamo la carta, è biodegradabile e anche questo è un piccolo passo verso un modo più pulito e responsabile».
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