BARTALI NON FINISCE MAI DI STUPIRE

LIBRI | 17/11/2016 | 07:52
Su Fausto Coppi si contano almeno un centinaio di libri editi prima e dopo la sua scomparsa. Su Bartali saranno appena una trentina, forse qualcuno in più. Ma Gino sta, piano piano, col suo leggendario motore diesel,  rimontando posizioni.
Ultimo, in termini cronologici ma non di importanza, il lavoro di Bruno Cavalieri, modenese, che opera “super partes” avendo messo a disposizione a più riprese, la sua enorme passione e competenza per i due indimenticabili rivali degli anni d’oro del ciclismo italiano. Una mezza dozzina di libri sono già nel palmarès di Bruno che questa volta, come abbiamo detto, ha voluto approfondire alcuni aspetti non secondari della carriera di Gino Bartali.  
164 pagine, formato A4, (numerose foto di cui qualcuna inedita), Gino Bartali, due volte campione sui pedali e nella vita- Edizioni IL FIORINO-Modena, si fa notare per alcune particolarità che mi hanno favorevolmente colpito. La prima singolarità è relativa ad un importante capitolo dedicato all’attività giovanile del futuro Campione toscano con cronache e notizie tratte dai giornali dell’epoca (Il Littoriale). La seconda è un capitolo statisticamente perfetto con TUTTE LE CORSE su strada e relativi piazzamenti in oltre venti anni di carriera. Ma la cosa che mi ha sorpreso per originalità di studio, è l’elenco di TUTTE e ripeto “tutte” le vittorie su pista, cosa che, a mio parere, da solo vale il prezzo di copertina (15 euro).

E così veniamo a scoprire che, non cavandosela per niente male, corse contro il vecchio Frascarelli e il magnifico Olmo; corse anche in copia con Linari e Martano; e poi sù sù fino a gli anni “50 quando “tenne a battesimo” Fornara e addirittura Antonio Maspes. In ogni città e cittadina anche modesta, allora c’era una “pista”, o qualcosa di simile: Castelletto d’Orba, Molinello, Osimo, Lendinara… ingaggiavano i protagonisti del pedale per memorabili sfide da tutto esaurito. Ma ogni cosa è interessante e coinvolgente in questo libro: ad es. il capitolo “Bartali uomo dal cuore grande” ci racconta alcuni aspetti segreti del suo carattere. Le cronache delle corse non lasciano niente al “copia-incolla”come nel Giro di Lombardia del 1940: Gino passa sul Ghisallo alle 15,08’ e piomba al Vigorelli alle 16,34, impiegando quasi lo stesso tempo di oggigiorno in auto…. Notevoli le tabelle riassuntive che riportano di rarissimi ritiri in capo alle oltre 1000 corse disputate. “Un corridore che fa il suo dovere non si ritira mai…”  Anche questo era ed è “Ginettaccio”.

Carlo Delfino
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