Nel giorno di riposo dopo il trasferimento in Calabria, la rassegna stampa ci ha spinto tra i fiordi ed al sito Feldet.dk, ricco portale sportivo al quale si accede attraverso la pagina del popolare tabloid danese Ekstra Bladet. Il resto lo fa il traduttore automatico, che “depura” il testo di quelle “o” sbarrate come se si riferissero alla linea di un tram. Andiamo al dunque però, ad un titolo che recita: Riis non è d'accordo con Contador: non è preoccupato per Vingegaard.
Di seguito l’estratto di un articolo che riprede le parole del danese vincitore del Tour de France 1996, il quale ha un suo podcast:
Alberto Contador è scettico sulla doppietta Giro-Tour. Bjarne Riis non condivide questa preoccupazione.
Tentare di vincere sia il Giro d'Italia che il Tour de France nella stessa stagione ha spezzato (i sogni di) grandi stelle nel corso della storia.
Alberto Contador è scettico sul fatto che Jonas Vingegaard possa farcela quest'anno, ma Bjarne Riis è convinto che il danese abbia le capacità per riuscire.
Nelle pagine odierne dei quotidiani, in materia di Giro, si va dal titolo alla Patti Pravo di Gazzetta (“Pensiero Stupendo”) a focus del Corsera riguardante l’esplosione dei baby fenomeni, ribattezzati Gen Z con buonapace del copyright di parte della compagine sviluppo emiratina. Repubblica, invece, non ama le miglia chilometriche di volo accumulate dai corridori, anch’essi piuttosto eloquenti (“Siamo un Circo”), con portavoce del calibro di Vingegaard e Caruso, quando si tratta di sottolineare il peso dei trasferimenti nell’economia della corsa rosa. A proposito di roseto, non degli Abruzzi, armato pacificamente di cesoie Mauro Vegni, ora in pensione, consegna al Giornale un intenso racconto nel quale può permettersi il lusso dell’apparente distacco dalla sua ultima creatura, l’edizione numero 109. Se Tuttosport svela il minaccioso, invero innocuo, soprannome dell’uruguagio Silva, suona come un monito non certo pacifico per i rivali quanto dice Paul Magnier a L’Equipe: “Non mi voglio fermare”. Ce n’eravamo accorti.
GAZZETTA DELLO SPORT
PENSIERO STUPENDO
CARICA PELLIZARI: “INSEGUO LA ROSA E SARA’PER L’ITALIA”
E adesso la domanda gira ovunque nella carovana rosa, tra tifosi, addetti ai lavori e semplici curiosi: Giulio Pellizzari può davvero vincere il Giro d’Italia? Dopo la Grande Partenza in Bulgaria, il suo nome è diventato impossibile da ignorare. Perché quando nella seconda tappa Jonas Vingegaard ha acceso la corsa con uno dei suoi attacchi sulla salita di Lyaskoevts Monastery Pass, il primo a reagire senza esitazioni è stato proprio lui. Un segnale forte.
Ora il Giro riparte dalla Calabria e Pellizzari si presenta con la calma di chi sa che il talento, da solo, non basta. Ma anche con la lucidità di chi non vuole nascondersi. (Sergio Arcobelli)
CORRIERE DELLA SERA
GIRO, EMOZIONI E SPRINT DEL BABY FENOMENI, LA CORSA DELA GEN Z
Hanno soltanto 22anni Paul Magnier, che ha conquistato con volate magistrali due delle prime tre tappe del Giro d’italia, e Giulio Pellizzari che ha tenuto testa a Jonas Vingegaard in salita. Lennert Van Eetvelt che non ha mollato la ruota dei due grandi favoriti ne ha 24 mentre Jan Christen, capitano sul campo della Uae Emirates, si ferma a 21. Classe 2001, la maglia rosa Guillermo Silva è il veterano del gruppo. Dalle tappe bulgare del Giro d’italia esce una corsa dominata dai giovanissimi della generazione Z: quando Tadej Pogacar vinse il suo primo Tour, a 21 anni, si parlò di clamorosa (e per qualcuno pericolosa) eccezione alla regola che i corridori debbano aspettare a lungo prima di puntare ai grandi giri per non «bruciarsi», qualunque cosa voglia dire. (Marco Bonarrigo)
REPUBBLICA
I FORZATI DEL GIRO DA SOFIA A CATANZARO; “SIAMO UN CIRCO”
Il Giro riparte oggi da Catanzaro con una tappa assai breve, ma non semplice, che arriva Cosenza.
Saranno appena 138 i km, si partirà alle 14. Le squadre sono atterrate in Calabria domenica sera. Dopo la tappa di Sofia, tutti sui pullman e via in aeroporto, destinazione Lamezia Terme sui voli charter, arrivo intorno alle 22. In tempi difficili per il traffico aereo, il ciclismo e il Giro semvrano vivere in una bolla in cui tutto è possibile, anche due mega-trasferimenti aerei in tre settimane. Il primo è già alle spalle, il secondo avverrà dopo la penultima tappa in Friuli, verso Roma. (Cosimo Cito)
IL GIORNALE
«DAL ROSA ALLE ROSE NEL GIARDINO... IL MIO GRANDE GIRO È FINITIO LÌ»
Ha una lista sterminata di inviti al Giro d’Italia, tanto che Mauro Vegni a questo punto dovrebbe farne uno tutto suo, solo per andare a stringere mani e accontentare quanti lo vogliono a pranzo o a cena. «Se dessi retta a tutti, non arriverei davvero al traguardo: muoio prima» (ride). Mauro Vegni, classe ’59, dal’95 uomo di rifermento di Rcs Sport, prima di diventare nel 2002 “il patron” della corsa rosa, per il momento osserva. Quello che si sta correndo è l’ultimo Giro che ha disegnato, ma da febbraio è formalmente andato in uno stato di quiescenza. «Sono in pensione, lo dica senza tanti timori: non mi offendo».(Pier Augusto Stagi)
L’EQUIPE
MAGNIER; “NON MI VOGLIO FERMARE”
Con la vena del polpaccio ben in vista e in pantaloncini corti, Paul Magnier ci ha ricevuti a fine giornata, dopo un massaggio, nella hall del suo hotel a Catanzaro, in Calabria, da dove oggi partirà la quarta tappa del Giro d'Italia. Il francese è arrivato lì domenica sera, accolto da tutto lo staff della squadra dopo il volo da Sofia. "Avevano apparecchiato un tavolo", racconta lo sprinter della Soudal-Quick Step. "Abbiamo stappato una bottiglia di champagne per brindare". (Julien Chesnais)
TUTTOSPORT
L’URUGUAY VESTE ROSA: “PAZZESCO”
Le sue orgini si perdono nel profondo Uruguay, in una terra remota almeno per le due ruote, lì dove-con ogni probabilità- è germogiato anche il suo controverso soprannome. Già, perché Guillermo Thomas Silva non ha proprio i tratti del “Carro Armato”. E’schivo, abbastanza minuto, sempre sorridente- Eppure: “Carro Armato”. Tant’è: è proprio il ragazzo venuto da Maldonado. 24Anni, storico di professione, il volto del Giro d’Ialia che da oggi si appresta a pedalare sulle nostre strade, dopo la Grande Partenza dalla Bulgaria. (Daniele Galosso)
CORRIERE DELLO SPORT
IL GIRO D’ITALIA PRONTO A RIPARTIRE DA CATANZARO
Il Giro d’Italia ricomincia dalla Calabria. La Grande Partenza in Bulgaria dello scorso fine settimana ha celebrato due volate vinceni di Paul Magnier, la prima maglia rosa uruguaiana di Guillermo Silva, ma è costata cara anche a dversi pretendenti per la classifica generale come il tandem della UAE Team Emirates XRG, Jay Vine e Adam Yates, e Santiago Buitrago. (Alberto Dolfin)
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