GATTI & MISFATTI. CICCONE SI MERITA LA SECONDA POSSIBILITA’

GIRO D'ITALIA | 12/05/2026 | 18:22
di Cristiano Gatti

E' già un altro ragionare. Il Giro rialza la testa e con un bellissimo finale consegna la maglia rosa a Ciccone, nome adeguato al prestigio, non perchè sia italiano (via, non siamo così meschini), ma perchè è comunque un signor corridore del circuito mondiale (i più sentiti saluti a Silva e all'Uruguay, che facevano colore e calore, ma non proprio un enorme prestigio).


Così, si ricomincia con la solita suonata. Mettiamoci il cuore il pace e prepariamoci al rinnovo del tormentone: Ciccone pensi alla classifica, Ciccone dimentichi la classifica e punti le tappe. Ce lo stiamo tirando dietro da anni questo dilemma, lui primo degli altri, senza mai trovare una risposta. E intanto si sono fatti i 31 anni (e mezzo). Ma non c'è come questa maglia rosa, la prima della vita, per rimettere legna sul fuoco. Subito sale alto il domandone, quanto meno dall'Italia nazional-popolare: se non ora, quando? Complice la fame disperata del Paese ciclista, vedere il Cicco in testa alla classifica generale è avvenimento troppo invitante per non cadere in tentazione. La tentazione di dirgli Cicco, adesso o mai più, insisti e portala a Roma, perchè no. Mai mortificare i sogni, mai mettere il limitatore di velocità all'ambizione. Devo dire che lui al momento veste in rosa con la postura più giusta: “Ho sognato già da bambino questa maglia, sognavo di vestirla anche solo per un giorno. L'ho sognata già dal mio primo Giro, nel 2016. Ci sono voluti dieci anni, potete immaginare quanto valga adesso per me. E' un momento che voglio godermi fino in fondo, al resto penserò da domani...”.


Da domani bisognerà decidere di nuovo cosa fare da grande: rassegnarsi alla mancanza di tenuta sulle tre settimane, come è puntualmente successo, e inseguire buoni risultati alla giornata (vedi Liegi, vedi Lombardia), oppure cogliere questa palla al balzo e ripartire da capo con la carriera dei grandi giri. L'occasione è decisamente propizia: se aveva la fissa prima, al tempo delle puntuali musate, molto legittimo è rifarsela adesso, con la maglia rosa addosso. Chiamo a soccorso anche il lessico storico del Giro, quella famosa idea più volte confermata da tante maglie rosa improvvise, “questa maglia mette le ali”. Perchè no, allora. Perchè tirarsi indietro. Ripartendo da numero uno, senza Pogacar tra i piedi, può davvero uscirne il grande Giro di Ciccone. Se dio vuole. Il primo a crederci deve essere lui. E' una tentazione che si porta dietro innegabili venature di follia, ma è una tentazione irresistibile. E come diceva Oscar Wilde, "L'unico modo per liberarsi di una tentazione è cedervi".

Reggerà – reggerebbe – le incombenze e le pressioni del leader braccato da tutti, il Ciccone della piena maturità? Ha la statura adeguata al compito? Poche storie: non c'è come questa maglia rosa per metterlo definitivamente alla prova. Certo serve accortezza, con una manciata di adeguate contromisure prudenziali. La prima, la più importante: sopportare una giornata alla volta. Cominciando da Potenza, per poi cercare conferme e rassicurazioni soprattutto giovedì sul (suo) Blockhaus. Come premessa, il Cicco fa giustamente il democristiano alla Remo Gaspari, dicendo che la squadra è tutta per Milan, che Gee vuole il suo spazio, che Vingegaard proprio giovedì sparerà le prime cartucce, eccetera eccetera. Tutto secondo liturgia ortodossa. Tutto esemplare per uno che deve evitare le sbruffonate di gioventù e concentrarsi sulla saggia gestione di se stesso. Tutto vero e tutto giusto. C'è davvero una possibilità su cento di vincere, con Vingegaard in Giro. Doveroso, come dice lui, “essere realisti”. E' il momento di parlare bene e pensare giusto.

Però qualcosa possiamo dirla tutti noi, italiani affamati con la fame arretrata: la squadra non può buttare via un'occasione così, un Ciccone così. Anche se è un investimento della follia, è uno degli investimenti che meritano follia. Quando mai ci ricapita un Ciccone così. Se poi sarà ancora musata, sarà almeno una musata senza rimpianti. Sempre meglio avere un rimorso che un rimpianto.


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COMMENTI
Gatti
12 maggio 2026 19:19 Stef83
Oggi condivido tutto.....

Silva
12 maggio 2026 19:19 michele79
I più sentiti saluti? Mi pare che dall'analisi tecnica si sconfini un pochino nello scherno. E allora i più titolati ganna bettiol o garofoli per dirne solo alcuni hanno proprio fatto un figurone oggi in una tappa che potevano cerchiarsi in rosso? E allora alla maglia rosa ciccone fortissimo ma eternamente incompiuto tra tappe classifica o classiche che vogliamo dire?

Viva Ciccone ma anche l'uruguaiano
12 maggio 2026 19:25 apprendista passista
1) non ho condiviso (e non condivido nemmeno adesso) considerare l'uruguaiano corridore di serie B e non meritevole della Rosa 2) per Ciccone stravedo, sono abruzzese e suo fan, è fortissimo, ma c'è una cronometro di oltre 30 km, decisamente non il suo terreno 3) ottimo lavoro Rosa, ma io continuo a ritenere ottimo corridore da tappe e da maglia miglior scalatore. Opinione personale. E comunque bravo, bravo, bravo Ciccone...

Ciccone
12 maggio 2026 19:28 Eli2001
ok io sogni ma a Roma in maglia rosa ci arriva nel mondo dei matti dove Vingegaard davvero é qui per allenarsi qualche giorno e poi si ritira come aveva detto il buon Craven giorni fa (a proposito Craven, sei ancora della stessa idea?).

Pogacar????
12 maggio 2026 19:43 Frank46
Il problema di Ciccone è che nel migliore dei casi gli sono arrivati almeno una decina di corridori davanti a lui e lui è stato l'ultimo corridore di quelli che hanno tentato di fare classifica nel ranking finale..... Successe al Tour di due anni fa dove sprecò la sua buona gamba per ottenere nulla... fù il suo miglior risultato nella generale di un GT, 11° su 11 corridori che hanno tentato di fare classifica e dietro a Buitrago (uno dei tanti fenomeni delle top 10 del Tour) e ad oltre mezz'ora dal vincitore.

Nessuno mette in dubbio che sia un gran bel corridore, ma sta storia di Ciccone uomo da classifica che può puntare al podio, o persino alla vittoria (perchè non c'è Pogacar) ... direi basta anche sentire sta storia.

Ha fatto un bell'inizio di Giro conquistando due terzi posti di tappa e un terzo posto in una volata del km Red Bull.

Ci sono 25 corridori in 10s e tanti altri in circa un minuto perchè montagna ancora non ce n'è stata.

Il Giro d'Italia ideale per Ciccone sarebbe quello di staccarsi volontariamente nella tappa del Blockhaus perdendo una quindicina di minuti per poi avere via libera già dalla tappa successiva.

Ovvio e giusto che se starà ancora in rosa all'inizio della 7a tappa dovrà onorarla..
Se anche dovesse perderla prima però sono sicuro che come a sempre continuerà a restare in classifica fino a che non sprofonderà quando si inizierà davvero a fare sul serio.

Non dico che non sia possibile una top 5 se tutto va perfetto e ha la forma della sua vita, ma una top 5 sarebbe difficile, mentre vincere anche più di una tappa e magari anche la classifica dei GPM sarebbe sia meno difficile e più compatibile con le sue caratteristiche tecniche, sia più gratificante.

Si parli dei presenti !!
12 maggio 2026 19:55 CarloBike
'Ripartendo da numero uno, senza Pogacar tra i piedi, può davvero uscirne il grande Giro di Ciccone'.
Pogacar non partecipa, direi che è ora di farsene una ragione.
Forza Giulio

Bene
12 maggio 2026 21:50 Craven
Meno male che c'è Gatti che ne capisce di ciclismo. Alla prima salita ci sarà altro di cui parlare.

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di Cristiano Gatti
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