Nicoletta Savio, figlia di Gianni, ci ha scritto una breve lettera per ricordare Mario Androni. Ci è sembrato giusto proporla alla vostra attenzione.
Quando è mancato il mio papà, Mario Androni scrisse una lettera colma di affetto, amicizia, stima e nostalgia. Una frase, più di tutte, mi è rimasta nel cuore: disse di “essere dispiaciuto di non averlo salutato come avrebbe voluto, ma che forse era meglio così, perché i sogni belli devono restare tali, come una pista per biglie dei ciclisti costruita su una spiaggia calda e luminosa”.
Con la sua passione immensa, la sua generosità, visione, lungimiranza, intelligenza, la sua sua energia, i suoi sacrifici, Mario Androni ha permesso a tantissime persone di realizzare i propri sogni. Ma il vero sognatore era lui, capace di trasformare le passioni in opportunità per gli altri. Non l’ha fatto solo dando forma ai giocattoli, ma anche permettendo a tanti corridori di esprimersi, di correre, di rialzarsi, di vincere, di scrivere pagine di storia.
Il ciclismo perde un uomo che non ha soltanto sostenuto dei sogni, ma li ha resi possibili.
Oggi mi piace immaginare Mario Androni lassù, insieme al mio papà, mentre parlano ancora “dei loro ragazzi”, di tutti quelli che hanno indossato con orgoglio la maglia Androni Giocattoli.