LE STORIE DEL FIGIO. GUIDONE IN SELLA

STORIA | 03/11/2016 | 07:04
E’ un nome di specifico spessore e rilievo nell’ambito del ciclismo, a livello internazionale, quello del bresciano Guido “Guidone” Bontempi, nato a Gussago il 12 gennaio 1960.
Era – ed è - dotato di un fisico possente che gli consentiva di possedere una volata lunga, di potenza non disdegnando, comunque, quando necessario, un rush finale di sprinter puro. Guido Bontempi appariva un predestinato già nella trafila delle varie categorie giovanili, dove ha fatto incetta di titoli, di tutte le qualità, sia su strada, sia su pista. Un eclettico e versatile che passava con facilità dalla strada ai tondini dei velodromi.

Da dilettante, nella Passerini Gomme di Milano, formazione di vertice per la categoria del vulcanico Carletto Passerini, fucina di corridori come si soleva dire, esercita con successo le prove generali di quello che sarà il suo futuro fra i professionisti con molti dei suoi compagni della Passerini che pure loro approderanno alla massima categoria. E’ azzurro della pista alle Olimpiadi di Mosca del 1980 dove stabilisce il record olimpico del chilometro da fermo ma resta giù dal podio, classificandosi quarto nella specialità. Il medesimo piazzamento è ripetuto nell’inseguimento a squadre con Pierangelo Bincoletto, Ivano Maffei e Silvestro Milani. Sempre in pista, fra i professionisti, ha ottenuto due argenti ai campionati mondiali, il primo nel keirin a Brno nel 1981 e l’altro nella corsa a punti nel 1983 a Zurigo.

Guido Bontempi, pur essendo un pezzo di marcantonio, “digeriva” bene gli strappi, anche duri, a condizione che fossero brevi. Invece le lunghe salite dei tapponi dei giri a tappe le superava come uno dei capi più ascoltati e autorevoli dell’autobus, della rete o del gruppetto (“grupetto” alla francese) che dir si voglia che curavano, al secondo, il “risparmio energetico” per rimanere nel tempo massimo e salvare la gamba.

E’ di Gussago, paese attaccato a Brescia, sulla strada per la Val Trompia e il lago d’Iseo, al limitare della Franciacorta, luogo ad alta densità ciclistica dove sono nati pure Paolo Rosola, nel 1957, professionista di lungo corso dal 1978 al 1990, vincitore di dodici tappe al Giro d’Italia dove ha rivestito anche la maglia rosa per due giorni e poi precursore della mountain bike, Piergiorgio Angeli, coetaneo di Guido Bontempi con il quale ha condiviso alcuni anni nella Passerini e poi professionista per tre anni e l’omonimo Fabrizio Bontempi, classe 1966, “Bontempino”, giusto la metà della stazza di “Bontempone”, dieci anni di professionismo pedalato seguiti da molti altri  in ammiraglia.

A proposito di ammiraglia, Guido Bontempi, appena smesso di correre, era il 1996, collabora con Emanuele Bombini nella Gewiss e nella Batik, passa poi alla Saeco nel 1998, confluita quindi nella Lampre dove rimane fino al 2008. Segue una breve esperienza con l’Amica Chips e quindi tre anni all’Astana.

Solo per elencare nel dettaglio la metà dei successi di “Guidone” nella sua lunga carriera fra i professionisti, dal 1981 al 1995, non basterebbe il doppio dello spazio a disposizione. Riassumiamo: 16 tappe al Giro d’Italia con la soddisfazione di un giorno in rosa e vincitore pure di una maglia ciclamino della classifica a punti nel 1986, 5 al Tour de France, 4 frazioni alla Vuelta. Questo è riferito ai grandi giri mentre conta due successi nella Gand-Wevelgem, tre al Giro del Friuli, due Tre Valli Varesine, la Coppa Bernocchi, oltre a innumerevoli piazzamenti.

E’ passato fra i “prof” nel 1981 all’Inoxpran, la squadra di casa in un certo senso, poi diventata Carrera, sempre con la guida del conterraneo e amico Davide Boifava, fino al 1993. Era il bresciano, con le sue inflessioni gutturali, la lingua ufficiale dell’Inoxpran e della Carrera. Non c’era comunque bisogno di lunghi discorsi fra il d.s. di Nuvolento e “Ciclone” Bontempi per intendersi e capirsi. Un corridore prezioso, forte, scaltro che, se richiesto, non esitava a mettere da parte le aspirazioni personali per armonizzarle nelle esigenze di squadra. E di esigenze collettive se ne sono prospettate molteplici nella lunga storia della Carrera, per molti anni l’unica squadra italiana che disputava il Tour, e dei suoi campioni di vario genere e provenienze.

Erano duelli al calore bianco, all’ultimo respiro, che Guido Bontempi ingaggiava, soprattutto nella prima metà della carriera, con i suoi rivali allo sprint. Fra questi il baffuto svizzero Urs Freuler, il suo compaesano Paolo “Paolone” Rosola, amico ma antagonista in bicicletta e gli altri specialisti – soprattutto gli agguerriti marpioni veloci dell’area fiamminga e olandese - degli sprint dell’epoca ciclistica attraversata da Guido Bontempi.
Con il passare del tempo e l’acquisizione di esperienza c’è una sorta di mutazione genetica nelle sue caratteristiche. La potenza esplosiva nelle volate – inevitabilmente – si appanna e Guido Bontempi, capisce e, soprattutto, è capace di ricercare il successo con fughe da lontano e assottigliare così la concorrenza dei velocisti, vecchi e soprattutto nuovi, che sgomitano negli arrivi di gruppo. E’ sempre più un avveduto e disponibile uomo-squadra.

Guido Bontempi, a cavallo dei cinquantacinque anni (ma non li dimostra…), ritorna in sella, in senso proprio, non figurato. Infatti, rientra nel gruppo, in sella a una motocicletta però, collaborando assiduamente con Radioinformazioni e mette la sua lunga, articolata esperienza al servizio dell’apparato che garantisce, oltre alle informazioni, anche la sicurezza nelle corse. Con il suo carattere socievole, aperto, è sempre disponibile alle varie incombenze anche nelle fasi pre e post gara, con il sole, con la pioggia o con il vento.

E si applica con rinnovata passione e competenza, sempre sorridendo, a vivere questa sua “terza età”, ciclistica ovviamente, per quella biologica c’è ancora molto tempo, nel gruppo del quale si sente sempre parte, con orgoglio e riconoscenza.

Giuseppe Figini
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Si chiude con il successo di Matteo Fiorin e Niccolò Galli la rassegna tricolore di San Francesco al Campo, dove la coppia più attesa della Madison Elite ha confermato il pronostico dominando l’ultimo traguardo della manifestazione. Fiorin – per lui...


Con un arrivo deciso solamente dal fotofinish è stato Wout van Aert (Visma Lease a Bike) ad aggiudicarsi la prima volata di gruppo al PostNord Tour of Denmark 2026. Accreditato inizialmente del secondo posto dietro a Jensen Plowright,  il belga si è visto...


Ultimi lampi tricolori ai Campionati Italiani Assoluti di San Francesco al Campo: la Madison juniores maschile incorona il Veneto, grazie al tandem formato da Nicola Padovan (Accademia Ciclistica Caneva) e Lorenzo Ceccarello (Autozai Contri). La coppia veneta costruisce una prova...


Il Veneto brinda di nuovo nella Madison: dopo il successo maschile, arriva anche quello femminile nella prova riservata alle juniores donne. A conquistare la maglia tricolore sono Bianca Luisotto e Maddalena Pascut, portacolori del Team Wilier Breganze, protagoniste di una...


Pronostico rispettato: Renato Favero si conferma il più forte e conquista il titolo italiano dell’inseguimento individuale Elite al velodromo Francone di San Francesco al Campo. Il vicentino della Biesse Carrera Premac, reduce da due ori agli Europei (tra cui quello...


Axel Mariault ha conquistato la terza e ultima tappa del Tour de l'Ain. Il 28enne atleta della equipe trasalpina CIC Pro Cycling Academy ha battuto sul traguardo di Lélex Monts-Jura il leader della generale Markel Beloki (Ef) e il connazionale Brieuc Rolland...


Seconda maglia tricolore e conferma di una superiorità netta: Maria Acuti conquista anche il titolo dell’inseguimento individuale donne juniores, aggiungendo un nuovo oro a quello ottenuto nell’Eliminazione. La mantovana della Biesse Carrera Zambelli domina i 3000 metri, chiusi in 3’48”979,...


Il titolo europeo non gli basta: Ruben Ferrari si conferma anche in campo nazionale e conquista il tricolore dell’inseguimento individuale juniores ai Campionati Italiani su pista. Il bergamasco di Stezzano, portacolori del Pool Cantù GB Junior, ha dominato la prova...


Matteo Bianchi e Miriam Vece sono i nuovi campioni italiani del KM da fermo categoria elite ai Campionati Assoluti di San Francesco al Campo. Nel settore maschile, il bolzanino del Centro Sportivo Esercito firma la miglior prestazione con un brillante...


Le abbiamo fatto il tifo più e più volte, ma oggi più che mai tutto il mondo del ciclismo deve stringersi a Chiara Teocchi. La biker bergamasca, azzurra a Parigi 2024 e tra le atlete più interessanti della mountain bike...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra