PETACCHI: «A DOHA PARTIAMO SVANTAGGIATI MA NON BATTUTI»

PROFESSIONISTI | 03/09/2016 | 09:19
Sono amici, lo sono da tempo e continueranno ad esserlo, ma tra poco saranno anche vicini di casa. Alessandro Petacchi, l’uomo del mare ha scelto la montagna. «La collina, non esagerate – spiega a tuttobiciweb.it il campione spezzino, l’ultimo grande uomo-jet del ciclismo italiano nel mondo -. Andrò a vivere a Montecarlo di Lucca, vicino a Michele (Bartoli, ndr). Sapete che sono molto amico e stiamo anche vedendo di fare qualcosa assieme. Intanto mi avvicino a lui, e poi vedremo…».

La nuova tenuta l’ha trovata grazie a Bartoli, che questo inverno, quando erano entrambi a Firenze per seguire il corso di terzo livello, gli ha detto: “guarda che dalle mie parti vendono una bella villa, con tanto terreno”. Il Peta non se l’è fatto ripetere due volte ed è andato subito a vedere con Anna Chiara, la moglie. «La casa al mare, quella al Lido di Camaiore, ce la teniamo per le vacanze ma questa è la nostra casa. A noi piace stare nel verde, in tutta tranquillità, con il nostro bimbo (Alessandro junior, che ora ha 8 anni, ndr) e i nostri animali. Non dobbiamo farci grandi lavori, ma qualcosa c’è da fare, soprattutto all’esterno: una bella recinzione, una piscina e poi vediamo: da cosa nasce cosa. Contiamo di entrarci tra un anno in questo periodo. Siamo immersi nel verde, in più ho quattro ettari di uliveto che sono uno spettacolo».

Ale pedala, fa il babbo, il marito e con Anna Chiara manda avanti la sua A.R.A.Onlus (Associazione rispetto animali), che come “mission” ha quella di salvare animali e poi dopo averli accuditi pensa all’adozione. «Sai che è da sempre la mia passione – spiega a tuttobiciweb il Peta -. Con questa nuova abitazione penso e spero anche di poter fare qualcosa di più e di meglio per la nostra associazione, anche se dobbiamo chiarirci bene le idee, perché forse siamo anche fin troppo isolati e quindi poco accessibili. In ogni caso i nostri animali andranno a stare ancora meglio. Non sarà una casa, ma un’Arca. Da 14 anni ho Koky, il mio pappagallo. Gli ho messo recentemente degli specchi attorno, per non farlo sentire solo, ma ora le sto cercando un compagno. Poi abbiamo sei cani: Luna, la padrona di casa. Poi i figli Argo, Stella ed Ettore. Poi due adottati: Maja e Lilli. Ma abbiamo anche una decina di gatti e un bel gruppo di volpi che ogni giorno passano dai noi per rifocillarsi. Insomma, non soffriamo di solitudine e abbiamo anche il nostro bel da fare».

E con il ciclismo? «Vado in bicicletta, dispenso consigli a qualche ragazzo della zona in attesa di decidermi a fare qualcosa di più con Michele (Bartoli, ndr). Mi conoscete però: io sono stato costretto ad andare veloce in bicicletta ma a me piace tenere andature più lente. Sono l’elogio della lentezza fatto persona. Una cosa è certa: quando parto e lancio la volata non mi si prende più».

A proposito, in gruppo non ci sono più Petacchi… «Se è per questo non ci sono più neanche i Cipollini. È un momento così, la vita è una ruota che gira ma non ne farei un dramma. Ci sono buoni velocisti, perché Viviani, Nizzolo e Modolo sono bravi, ma contro certi big è dura. Però lo sport è fatto anche di sorprese, e i nostri ragazzi a Doha partiranno svantaggiati ma non battuti. Di questo ne sono sicuro».

Ma se Cassani ti chiedesse di dargli una mano a formare qualche sprinter? «Perché no? Ma con calma».  

a cura della redazione di tuttobiciweb.it
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