3 GIORNI OROBICA. Patrizio Lussana guarda al futuro

JUNIORES | 16/06/2016 | 17:52

Il Team 2003 avrà una parte importante nel prossimo Campionato Italiano a Comonte di Seriate dove darà una mano fondamentale al Team Colpack nell'organizzazione, ma la sua “creatura” la 3 Giorni Orobica-Gran Premio LVF Valve Solutions è dietro l'angolo... Si partirà giovedì 14 per chiudere domenica 17 luglio; la presentazione ufficiale è fissata per mercoledì 29 giugno all'Abbazia di San Paolo d'Argon.

A Patrizio Lussana, direttore di organizzazione, chiediamo le novità tecniche dell'edizione 2016.
“Oramai la nostra è una corsa che più o meno ricalca i tracciati delle stagioni precedenti. A grandi linee i percorsi sono quelli dello scorso anno, di diverso ci sarà la tappa del venerdì con partenza da Casazza e arrivo ad Adro nel Bresciano. Il giorno prima si arriva al Colle Gallo e il giorno dopo al Passo Maniva, quindi serviva una tappa senza troppe difficoltà per dare modo ai corridori di tirare un attimo il fiato. Sicuramente non è una corsa adatta a tutti: per vincere la classifica generale bisogna essere dei corridori veri. Ho già individuato 6 o 7 nomi che possono puntare alla vittoria finale: Covi del Team Giorgi, Monaco della Convertini Junior Team, Bagioli della Cc Canturino, e un paio della veneta Contri. Ci metto magari anche i miei (Lussana è anche il presidente del Team LVF, ndr) Baldaccini e Caiati”.


La tappa del Maniva, introdotta per la prima volta nella scorsa edizione, è stata bellissima e spettacolare con la vittoria di Covi (Cc Cremonese) ma non ha deciso la classifica generale (vinta da Conci del Team LVF); pensi che quest'anno sarà diverso?


“Stiamo parlando di una categoria come quella degli Juniores dove magari metti l'arrivo al Maniva e ti sembra di toccare il cielo con il dito, ma non è sempre così: come si suol dire sono sempre i corridori che fanno la corsa. Lo scorso anno è stata una tappa un po' anomala con un caldo impressionante, poi pronti via è scoppiata subito la bagarre con tanti attacchi e la corsa si è spaccata tutta. Siamo arrivati praticamente ai piedi della salita del Maniva con quasi 6 minuti tra il corridore che era in fuga e l'ultimo: è stato uno sparpaglio di corridori salendo, credo che quest'anno non si ripeterà vista l'esperienza fatta staranno tutti molto più attenti. Quindi penso che il vincitore al Maniva sarà il vincitore della 3Giorni Orobica”.

Tante difficoltà ogni anno ma tu e Antonio Torri, ovvero il Team 2003, avete il vostro motto certificato: Mai mollare!
“Diciamo che le risorse bene o male riusciamo sempre a trovarle. Quello che ci preoccupa di più è la burocrazia che aumenta tutti gli anni. Quando fai uno sport come il ciclismo che va sulle strade, oramai devi chiedere un miliardo di permessi per il transito e visto che non c'è più nessuno che si vuole prendere responsabilità, ecco che tutto diventa sempre più difficile. Diamo anche un po' fastidio nel senso che basta vedere cosa accade alla domenica quando fermare un attimo le auto per far passare la corsa sembra di fare chissà quale torto agli automobilisti. Purtroppo è cresciuta molto qui in Lombardia questa mentalità dove il ciclista è “odiato” da tutti e non si capisce bene perché; secondo me c'è anche qualcosa che non funziona nei media che danno risalto a quanti si lamentano e protestano per essersi fermati qualche minuto. Tutte queste cose hanno portato un clima un po' difficile, però noi ci proviamo sempre. Io ogni anno dico che smetto, prima o poi arriverà quel momento...”

E tanto per non smentirsi Pat Lussana sta già pensando all'edizione del 2017, dove dovrebbero esserci succulenti novità.

“Credo che la 3Giorni Orobica diventerà nuovamente internazionale e cambierà qualcosa. Abbiamo sempre difficoltà con le squadre e chi non corre poi giustamente si lamenta, ma non possiamo accettarle tutte visto che da regolamento ne puoi accontentare 35 è ovvio che qualcuno deve restare a casa. L'idea è di fare nel 2017 una corsa internazionale con 12 nazionali, 4/5 team a invito e le formazioni dei Comitati regionali. Vediamo cosa esce”.

 

Valerio Zeccato

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