GATTI&MISFATTI. NIBALI BATTUTO: SCONFITTA O NAUFRAGIO?

GATTI&MISFATTI | 22/05/2016 | 18:43
di Cristiano Gatti    

Ci sono sconfitte che valgono un’enormità. Che superano per dimensioni del disastro ed entità dei danni i normali confini di una giornata storta. Valgono e pesano molto di più, infinitamente di più. Non si chiamano nemmeno sconfitte: si chiamano naufragi. Purtroppo, come si legge nel Conte di Montecristo, i naufragi peggiori sono quelli sulla terra ferma. Perché non basta dormirci sopra una notte. Capita che siano irrimediabili.

Il volto di Vincenzo Nibali è la cartina geografica di quel luogo oscuro che si chiama tristezza. Poco serve attaccarsi alla sfortuna. È un articolo per mediocri. Certo gli ubriaconi del pubblico l’hanno innervosito, certissimamente la catena scesa gli costa secondi e concentrazione. Ma nessuno, tanto meno il campione, potrebbe mai coprire la disfatta sotto questo velo pietoso. C’è dell’altro: c’è ufficialmente un altro Nibali, un Nibali fragile, vulnerabile, affannato. Un nuovo Nibali, potremmo dire. I segnali delle prime due settimane, a partire da Roccaraso, non erano sviste o abbagli: erano annunci di una penosa verità.

Purtroppo, perdere così tanto e così male da Krui e da Chaves, ma possiamo dire da tutti, segna l’inizio della crisi. Possiamo metterci tutto, possiamo metterci una situazione di squadra che farebbe saltare i nervi a un dalai lama, questa Astana in cui vive da sopportato, e possiamo metterci questa futuribile squadra araba che non si decide a nascere. Di più: c’è l’obbligo opprimente di essere sempre Nibali. C’è di tutto, in questo tracollo storico (parametrato a specialità e chilometraggio, mi sembra il peggiore della sua carriera). Ma quand’è sera, oltre al conteggio delle attenuanti, conta solo il risultato: Vincenzo si guarda nello specchio e vede un altro se stesso. Nuovo, diverso, peggiore.

E’ evidente: adesso serve l’impresa. Ma non (solo) in salita o in discesa. Un’impresa interiore, la più impegnativa di sempre: non c’è come invertire una sinistra deriva, non c’è come sbaraccare i fastidiosi segnali di un ipotetico declino, per capire quanta stoffa umana è dentro al campione. A vincere sono capaci quasi tutti. E’ nella fase nera che invece tanti dimostrano i loro limiti.

Nibali riparte da qui, dal fondo, dal punto peggiore della sua parabola. E’ certamente una questione di gambe, non di vecchiaia incipiente (a 31 anni, via, sta nel pieno degli anni). Ma è soprattutto una questione di testa, di spirito, di anima. Da qui a Torino, Vincenzo deve chiarire il mistero più complesso: se la cronoscalata sia solo una semplice sconfitta, capace di generare riscosse, oppure se sia un vero e irrimediabile naufragio.  

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COMMENTI
declin
22 maggio 2016 19:24 michele79
Non sarà finito, per carità, ma a 31 anni può anche manifestarsi il primo step di declino e il non recupero credo sia un indizio. Ciò non gli precluderebbe, cambio squadra permettendo, di poter ancora pensare ai GT, a patto che si prepari solo per quelli (e lasci perdere Oman e Tirreno). Magari anche i suoi tecnici hanno sottovalutato l'assenza di quasi tutti i big, però Kruiswijk e Chaves chi li ha mai sentiti prima del Giro ? E adesso si spera che saltino la terza settimana...

Aspettiamo
22 maggio 2016 19:44 insella
Calma , comunque è sempre terzo in classifica,è sul podio

una corsa credibile
22 maggio 2016 20:21 maurop
Quando tutto lasciava pensare a una vittoria relativamente facile per Nibali ecco che due atleti in ascesa ma non ancora affermati lo mettono in difficoltà... io che tendo a vedere spesso il lato migliore degli eventi interpreto questo fatto come il segnale di una corsa leale e sportivamente aperta, quando molti interessi di vario genere potevano spingere in una direzione favorevole al nostro campione. È anche vero che Vincenzo è un fior di passista-scalatore ma non è uno in grado di dominare gli avversari dall\'alto, né in montagna né a cronometro, e tanto meno può farlo ora che evidentemente non è al meglio. Vediamo l\'ultima settimana se questi due ragazzi sono in grado di tenere, se un Giro lo ha vinto il canadese possono ben vincerlo anche loro...dipende molto da quanto l\'Astana é disposta, in tutti i sensi, a far sentire il proprio peso in gruppo. Forza Vincenzo, comunque, un altro Giro un campione come lui se lo mwriterebbe.

TUTTA LA VERITA'
22 maggio 2016 20:31 ewiwa
Nibali ha 31 anni e L'olandese Krui 29 non tanta differenza e mentre Nibali è un campione L'olandese è un buon corridore tanto è vero che non ha vinto mai nulla ( vabbè che nel ciclismo si diventa campioni irresistibile a 43 anni e si stravince una Vuelta poi a danno proprio di Nibali e nessuno dice una parola e nessuno si meraviglia)non parliamo di Valverde che a 36 anni dice ancora la sua e reagisce come oggi.Quindi mi rifiuto di pensare che Nibali sia sul viale del tramonto, c'è qualcosa che lo sta consumando ed un campione con i pensieri è un campione a metà.Probabilmente la sua situazione nella squadra che dal Tour dell'anno scorso lo sta trattando " a pesci in faccia"?....purtroppo ci sono contratti ricchissimi e non è che uno può fare come vuole.....non sarebbe il caso di tirare, però, fuori tutta la verità?

nessun declino
22 maggio 2016 21:26 pianezze
mah..mi pare esagerato parlare di declino,oggi probabilmente non ha recuperato lo sforzo di ieri dove è rimasto solo x molti km a differenza dei primi in classifica generale,parlare di declino è esagerato,una giornata brutta ci può stare e sono sicuro nelle prossime tappe ci farà divertire xchè non dimentichiamo che vincenzo è uno dei pochi ciclisti di oggi di attaccare anche da lontano...spero ci faccia divertire nelle prossime tappe..VAI VINCENZO

Non c'era nessun motivo...
22 maggio 2016 23:15 Romanofrigo
...per cui stamattina dovessi piantarmi sulla prima salitella e poi arrivare stremato sulla seconda con crampi alle gambe che non ho mai avuto.
E io andavo a 24 di media, ma con pianura e discesa incorporate. È accaduto, senza una ragione.
Può capitare anche a Super Vincenzo, può accadere, e non sarà un dramma. Un giorno i Kazaki si leveranno il disturbo di questo italiano mediocre (pensano loro), e lui rifiorirà, alla faccia loro.
Quel giorno ci divertiremo.

Il declino non é iniziato oggi
22 maggio 2016 23:39 pickett
è iniziato già l'anno scorso;per vincere una tappa al Tour dové attaccare da lontano,sapeva che arrivando nel finale con Froom e Quintana sarebbe stato staccato.In classifica era ormai lontano e lo lasciarono andare.Forse la strizza mostruosa che deve aver preso ai campionati italiani di Torino c'entra qualcosa col suo calo di rendimento.Ricordiamoci il brusco,improvviso e apparentemente inspiegabile crollo di Cunego tra il 2011 e il 2012.P.S.Ieri Nibali è stato salvato dalle moto,che l'hanno letteralmente trainato fino in cima al Falzarego,non se n'è accorto nessuno?Riguardati i filmati.

Nessun declino
23 maggio 2016 06:35 franck
La terza settimana i veri valore saranno presente , Chavez e la maglia rosa di oggi rimane per loro solo un bellissimo ricordo la classifica finale sarà cambiata con grande sorprese, non solo da Nibali.
Forza campione che il giro e tuo !!!

una cosa è certa...
23 maggio 2016 08:21 palo
Forse il Giro di Vincenzo è compromesso ma una cosa è certa: quest\'ultima settimana lo Squalo dello Stretto ci farà divertire come sa fare (solo) lui!

Squadra
23 maggio 2016 10:28 Ruggero
Interessante il discorso sulla squadra, quella araba............boh
Ma da quel che si legge ci sarebbe la Trek che magari sgancerebbe meno soldini.......ma garantirebbe serietà e professionalità di un certo tipo, dipende sempre da cosa uno vuole !!!

pickett
23 maggio 2016 14:54 noodles
può darsi che Vincenzo abbia iniziato la sua fase calante (infatti la continuità di rendimento è la prima cosa che perdono gli sportivi di alto livello), e può darsi che a Torino si sia preso una bella strizza...ma occhio che la stessa strizza non la facciano prendere all'olandese o a froome. Torneresti a vederli salire insieme ad haussler...

@ewwiwa
23 maggio 2016 18:17 Monti1970
Come nessuno dice nulla? Io l\'ho sempre detto che Horner ha fatto una grandissima impresa . Anzi penso che per i prossimi 50anni forse più nessuno vincerà un grande giro a quel l\'età

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