GIRO. IN SALITA, CONTRO IL TEMPO. SEGUI IL LIVE

PROFESSIONISTI | 22/05/2016 | 08:12
Il “tappone” dolomitico ha, infine, riservato un eccellente spettacolo ciclistico nella fase conclusiva del succedersi di passi, salite e discese, in rapida sequenza, a quote elevate, con vari protagonisti che non si sono risparmiati e, come si dice, “ci hanno dato dentro”, a tutta. Non è stata certo una tappa da zero a zero, per rifarsi a una terminologia calcistica, come qualcuno paventava, anzi….

L’arrivo di Corvara ha premiato con la vittoria di tappa il piccolo scalatore colombiano Esteban Chaves, terzo nella generale, che ha prevalso sul gruppetto che comprendeva anche la nuova maglia rosa, l’olandese Steven Kruijswijk, e il terzo, Preidler, una sorpresa. Gioia per Chaves mentre il suo connazionale ed ex compagno di squadra nella Colombia Coldeportes diretta da Claudio Corti, Darwin Atapuma, vive una crisi di vera e propria disperazione per il quarto posto rimediato alla fine, dopo una giornata tutta all’attacco e a lungo all’avanscoperta in solitario, cullando l’idea della vittoria vanificata dal recupero del terzetto dei contro-attaccanti proprio nei pressi del traguardo, a poche pedalate dal concretizzarsi del sogno.

La classifica indica una nuova maglia rosa, il coriaceo e continuo olandese Kruijswijk, seguito da Nibali a 41”, autore comunque di una valida prova con la sua Astana e Chaves al terzo posto con un distacco di 1’32”. Valverde ha pagato, e duramente, con il suo compagno in rosa Amador, la giornata su e giù fra le Dolomiti e ora figura al 4° posto della classifica, a 3’06”.

Queste le posizioni prima della cronoscalata di oggi, che per natura e definizione, è da vedere e vivere come un capitolo importante, anzi importantissimo, del romanzo, in ventuno capitoli, con il quale si può rappresentare il Giro d’Italia. Un po’, ma giusto e solo proprio un po’, nella linea e nel solco del vario e articolato controcanto letterario che affianca il commento televisivo delle dirette tv Rai di questa edizione della corsa rosa.

E’ una frazione specialistica di “ciclismo verticale”, quello che piace maggiormente agli appassionati, con scenario naturale dove è ambientato questo quindicesimo capitolo del romanzo rosa, che è di assoluta e straordinaria bellezza, proprio nel cuore delle Dolomiti, le montagne rosa legate alla leggenda di Re Laurino. E’ un capitolo breve, sono solo 10,800 i chilometri da percorrere, tutti nel comune di Castelrotto, nella provincia di Bolzano, dove è fissata la partenza, a quota m. 1060, per raggiungere il traguardo all’Alpe di Siusi, a quota m. 1844, GPM di 1^ categoria. Le cifre e i numeri di questa prova individuale contro il tempo propongono un tracciato che dopo l’avvio, poco meno di 2 km., in leggero falsopiano, sale con continuità e con pendenza media dell’8,3%. La carreggiata è larga con rettilinei che si alternano ad ampi tornanti, sempre e comunque con lo sfondo d’importanti e suggestive vette che contornano l’Alpe di Siusi, con il tracciato che si snoda fra boschi, prati e tipiche baite. Gli ultimi 6,500 chilometri impegnano la strada a pedaggio (offerta gratis ai corridori nell’occasione ma, qualcuno, il pedaggio, in termini di fatica e distacco certamente lo pagherà) con pendenza costante che oscilla fra l’8 e l’11%, la più accentuata, che si ritrova a circa 2 km. dalla conclusione dove si susseguono dei tornanti. Si sfocia quindi nella vasta e soleggiata conca dell’altopiano dell’Alpe di Siusi, riconosciuto quale l’alpeggio più esteso d’Europa, compreso e delimitato dalla Val Gardena, dal gruppo del Sassolungo e, a nord-est, dall’inconfondibile sagoma del massiccio dello Sciliar. Dall’Alpe di Siusi, località di rinomata valenza del turismo estivo e invernale, ricca d’impianti ben inseriti nel territorio, lo sguardo si può ampliare per ammirare le magnifiche visioni offerte dai gruppi del Sella, del Catinaccio (il Rosengarten “giardino delle rose” del mitologico re Laurino della sempre viva tradizione ladina) e della Marmolada.

Castelrotto trae il suo nome da un vecchio castello romanico. E’ nel parco naturale dello Sciliar-Catinaccio con attività che comprendono un florido turismo, sia in estate, sia in inverno, unito ad altre tradizionali legate alla tradizione del territorio e al commercio.
Denise Karbon e Peter Fill, notissimi e titolati sciatori alpini (e pure cugini), sono originari di Castelvecchio.

In tema ciclistico l’Alpe di Siusi è già stata l’arrivo della 5^ tappa del Giro d’Italia 2009 che partiva da San Martino di Castrozza. La vittoria fu del russo Denis Menchov che fu anche la maglia rosa finale, a Roma, nell’edizione del Centenario.
Non ci saranno testa a testa diretti fra i protagonisti della classifica lungo la salita all’Alpe di Siusi, chiamati ancora ad uno sforzo breve nel tempo ma intenso e violento, misurato dallo scorrere del cronometro, all’indomani di una frazione dispendiosa, e molto, che ha lasciato scorie nei muscoli di molti.

Giuseppe Figini

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