Gianluca BRAMBILLA. 8,5. È dall’inizio dell’anno che va come una saetta. Rapida e fugace doveva essere anche la sua leadership, invece zittisce tutti a colpi di pedale nella crono del Chianti, dove va forte in salita, ma ancor di più lungo i tratti di discesa. Lui è salito lassù e ora si gode il paesaggio e l’effetto che fa. Con l’affetto di tutto il gruppo.
Bob JUNGELS. 8. È ad un secondo dal compagno di squadra, ma lui ha testa e temperamento da primo della classe.
Andrey AMADOR. 7,5. Il costaricano è l’uomo di punta dell’uomo di punta: Alejandro Valverde. Nella strategia di Unzue c’è di avere due uomini lì in classifica, a giocarsi il successo. Andrey è un condizionale ma soprattutto è in condizione: quindi per Nibali e compagni sarà una brutta gatta da pelare.
Steven KRUIJSWIJK. 7. È nel pieno della maturità di atleta, ha tutto per fare il pieno. Va solo verificata la quantità.
Vincenzo NIBALI. 7. Nella crono del Chianti, tra i big, è quello che va più forte in salita, ma in discesa pensa a non rischiare l’osso del collo. Il Nibali di tre anni fa forse non l’avrebbe fatto, quello di oggi sì. Istinto e classe, ma anche tanta esperienza. È all’80% della condizione e il Nibali che conosco, nella terza settimana, va più forte di tutti.
Alejandro VALVERDE. 7. Classe e temperamento. Iniziativa e coraggio. È forte lui ed è forte la sua squadra: un fortino.
Tom DUMOULIN. 6,5. Parte forte, fortissimo. Poi vive sullo sterrato dell’Alpe di Poti una giornata di crisi, che si riverbera e palesa anche nella crono del Chianti, dove in pratica ci dice ciò che ha sempre detto. «Questo Giro non l’ho preparato, vivo alla giornata».
Mikel LANDA. 7. Dà tutto nella crono del Chianti. Va al limite rischiando anche qualcosa, perché sa che lui non può più permettersi di perdere terreno. Ottiene quello che vuole. Nella cronometro è chiaramente migliorato, anche se la pioggia ha livellato i tempi di tutti i big, ma se in salita è quello di un anno fa, allora questo Giro è segnato.
Rafal MAJKA. 5,5. Al momento si è fatto vedere poco, sempre defilato, sempre là dietro. Non fatevi però illusioni, il polacco si giocherà il podio fino alla fine.
Jakob FUGLSANG. 6. Molto bene a Roccaraso, ma troppo spesso fuori dai giochi.
Ilnur ZAKARIN. 5,5. Nella crono del Chianti stramazza al suolo tre volte, sembra ubriaco. Più che non reggere l’alcol, non tiene la bici. Penso che abbia però tutto per poter ambire ad un posto nobile nella top ten.
Domenico POZZOVIVO. 6. Lo sterrato e la crono gli costano molto. Ora bisogna solo capire se ha perso perché quello non è il suo terreno o perché è a terra.
Esteban CHAVEZ. 6. Lo sapeva fin dall’inizio: i primi dieci giorni un calvario. Alla fine ne esce anche meglio del previsto. Ora sul Golgota dovranno andarci tutti, assieme a lui. E non sarà una passeggiata di salute.
Rigoberto URAN. 5. Sfortunato ma anche poco nel vivo della corsa. È sempre in ricorsa e per uno come lui non è un buon segno.
Ryder HESJEDAL. 4. Le sue sono sempre partenze complicate, ma ora complicato è anche l’arrivo.
dopo la crono dove si ipotizzava avrebbe perso almeno un minuto da nibali. (l'anno scorso ne prese molti di più da Aru che non è certo uno specialista). Finalmente si dice quello che tutti pensano: se va come al Trentino o come l'anno scorso al Giro dove staccava contador saranno dolori. Però ad oggi non sembre ci sia nè il miglior Landa (nè il miglior Nibali). alla prima vera salita non ci si potrà nascondere e capiremo chi vincerà il giro.
17 maggio 2016 10:41foxmulder
Direi che i voti sono piuttosto equilibrati ed in linea anche con il mio pensiero. magari un voticino in più a tutti da Zakarin in su non ci stava male...
A questo punto sono curioso di capire cosa succederà (chi chiuderà) se Unzue dovesse "lanciare" Amador.
Landa è forte, ma la Sky non è fortissima. Fuglsang sarebbe l'uomo giusto, ma non so se ha la gamba.
Zakarin di sicuro prova ad andargli dietro. Mah.... Bello! Bello!
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