GATTI&MISFATTI. GIRO BELLO O GIRO BRUTTO? ȠUN TIPO.

GATTI&MISFATTI | 16/05/2016 | 16:34
di Cristiano Gatti       

È un bel Giro un Giro che racchiude nel Giro di un minuto e cinquanta i primi dieci della classifica, dopo nove tappe? È un bel Giro un Giro che colloca quattro outsider ai primi quattro posti della classifica generale, sempre dopo nove tappe?
È un bel Giro un Giro aggrappato a una sola salita, peraltro falsa (Roccaraso), in nove tappe? È un bel Giro un Giro che nel settore dello sprint ha già perso Kittel per oltraggiosa diserzione (e lasciarlo dov’è, l’anno prossimo?), ha perso Viviani fuori tempo massimo, ha visto gli italiani ogni volta suonati come campane?
È un bel Giro un Giro che segna la guerra fredda in casa Astana, spaccata in due tra fronte italiano-nibaliano e fronte kazako-sheferiano, così da mettere il nostro campione migliore nelle condizioni peggiori? È un bel Giro un Giro in cui il glorioso attacco di Cancellara alla maglia rosa si tramuta subito in un penoso attacco virale?

Mentre si riparte per il Giro vero, la domanda più gettonata è proprio questa, nel segno della più sincera e più pulita passione: è un Giro bello o è un Giro brutto?
Come davanti ai libri, ai quadri, ai film, alle canzoni, agli articoli, alla pizza, al vino, alle donne (agli uomini), ciascuno ha i propri canoni estetici e ovviamente tira conclusioni di conseguenza. Bisognerebbe imparare davvero a pensare e a parlare in modo diverso, come insegnavano le vecchie maestre elementari, ma prima ancora i grandi saggi antichi. Non si dice «è bello», si dice «mi piace». Non si dice «è brutto», si dice «non mi piace».

Dato che sono pagato anche per dire la mia, non esito a dirla. Rispetto alle domande che ho buttato lì all’inizio, come semplici stimoli alla riflessione, trovo alcuni elementi che decisamente mi piacciono. Mi piace per esempio che tutti i big siano comunque ancora in classifica: se qualcuno manca, è soltanto perché si sbaglia a considerarlo big (chi ha perso il Giro finora significa che è ben poca cosa, diciamolo onestamente). Mi piace molto l’idea di inserire una tappa con lo sterrato, terreno sul quale è ancora possibile inventarsi belle azioni e scatenare emozioni forti. Mi piace, anche, l’idea che Dumoulin non abbia ammazzato subito il Giro, come qualche ipertecnico si era affrettato a ipotizzare, questo è fortissimo, nella crono li ammazza, poi vediamo in montagna chi gli recupera tanto svantaggio. Mi piace invece che un nostro sciur Bambilla si sia preso la briga di sconvolgere e sconfessare tutte le analisi dei sapienti, riportando il ciclismo alla sua naturale dimensione di imprevedibilità e di tutto è possibile. Ovviamente, mi piace che Nibali, nonostante i bastoni tra le ruote di Shefer (mandante Vinokourov), sia in evidente ripresa e lasci sperare un grande finale alpino…

Come si sarà intuito, molte cose mi piacciono. Altre decisamente meno. Troppa democrazia in classifica, ad esempio, mi sembra un brutto segno, più che altro segno di una corsa finora troppo facile.

Alla fine dei conti, non cadrò nell’errore di dire che il Giro è bello o è brutto. Dico che personalmente non ho ancora ben chiara la situazione. Non riesco a dire mi piace, nemmeno riesco a dire non mi piace. Se fosse una donna, questo Giro mi ricorda quel genere di donna piuttosto interessante, senza essere uno schianto, per la quale tutti useremmo una famosa scappatoia: non si può dire sia bella, però è un tipo.
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COMMENTI
fa soffrire
16 maggio 2016 18:39 Daschi
........ e come tutte le donne fa soffrire tenendoti in sospeso!!!!

Misfatti
16 maggio 2016 19:59 Piccio
A proposito della oltraggiosa diserzione di Kittel,
Egregio signor Gatti ha dimenticato che i grandi Cipollini e Petacchi hanno fatto scuola di diserzioni per anni al Tour de France?

Giro d'Italia
16 maggio 2016 21:01 Massimoge
Giro bello, giro brutto? Atroce dilemma. A mio avviso, avanzo un pronostico, una corsa già segnata alla vigilia dalla vittoria di Vincenzo Nibali. Per cercare di rendere la gara più interessante si è cercato e si cerca di inventare possibili antagonisti. Alla viglia qualcuno accreditava di possibilità di successo persino il russo Sergei Firsanov. Con tutto il rispetto per l'atleta parliamo di uno che è arrivato all'età di 34 anni senza aver mai partecipato ad una grande corsa a tappe. Poi, via via, abbiamo cercato di accreditare Tom Doumolin e Mikel Landa. Ora è la volta di Alejandro Valverde, un campione per carità, nulla da eccepire, ma pur sempre uno che è arrivato a 36 anni senza mai vincere una grande corsa a tappe. Capisco, bisogna tenere alto l'interesse. Ma da domani in poi assisteremo ad un noiosissimo Giro d'Italia dove Nibali, pur non essendo quello dei tempi migliori, la farà da padrone. Se poi la previsione sarà errata i lettori di Tuttobiciweb potranno sempre rivolgermi la mitica frase di Emilio Fede: “Che figura.........”

16 maggio 2016 21:19 froome
Visto che la pagano per dire la sua, penso siano soldi buttati via.

kittel e valverde
17 maggio 2016 07:08 bertu
Sig. Gatti le comunico che il suo invito a non far correre Kittel in futuro (\"e lasciarlo dov%u2019è, l%u2019anno prossimo?\") non è praticabile, forse dovrebbe ripassare le regole del World Tour.
Faccio poi presente al Sig. Massimoge che Valverde, di cui NON sono un fan, un grande giro l\'ha vinto (Vuelta 2009); vista la sua conoscenza e la sua preparazione la figura da lei evocata potrebbe essere dietro l\'angolo.
Alberto Vico

@massimoge
17 maggio 2016 08:15 Monti1970
Per la precisione Valverde un grande giro l\'ha visto. La Vuelta

Gatti e misfatti
17 maggio 2016 11:20 fulvio54
Gia' purtroppo i velocisti si arrendono un po' troppo presto nei grandi giri non tutti comunque ad esempio penso che Greipel il Giro lo finisca e magari vincendo a Torino. Per quanto riguarda Cipollini, e mi riallaccio a Piccio,
di Giri rosa ne ha concluso ben pochi....ma comunque, se ricordo bene, almeno le prime due settimane le correva e non una toccata e fuga cone Kittel.

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