GIRO. BERLATO, FRAILE E TJALLINGII ANIMANO LA PRIMA FUGA. LIVE

PROFESSIONISTI | 07/05/2016 | 07:26
E’ la prima tappa in linea del Giro d’Italia 2016 prevista sulla distanza di 190 chilometri. La partenza è da Arnhem e l’arrivo a Nijmegen, in italiano Nimega. Il profilo altimetrico è veramente, continuamente, piatto ma lo spunto per il GPM di 4^ categoria, è dato da uno “zampellotto” a quota m. 96 – ribadiamo in lettere: novantasei metri – che s’incontra prima del circuito finale e che i documenti ufficiali della corsa prospettano con pendenze fino all’11%. Lo riferiamo, così com’è scritto, facendo notare che Berg en Dal, così si chiama il luogo del GPM, in un precedente passaggio è anche TV (Traguardo Volante).

Dopo il GPM, prima dell’arrivo, è previsto un circuito finale che sviluppa km. 8,600, da percorrere due volte, nell’abitato di Nijemegen. E’ un tracciato prospettato con andamento sinuoso ma senza curve accentuate.

In maglia rosa, rosa su rosa verrebbe da dire, visto il colore predominante nel Gelderland in occasione delle fasi d’avvio del Giro d’Italia, per la gioia accentuata dei suoi connazionali, è l’olandese Tom Dumoulin che per un autentico soffio, neanche un battito di ciglia, un centesimo di secondo, praticamente nulla, ha prevalso sulla sorpresa rappresentata dallo sloveno Promoz Roglic, terzo Amador a 6”. Di buon auspicio è stata la prova di Moreno Moser, sesto a 12”, così come quella di Vincenzo Nibali in rapporto, soprattutto, a quella dei corridori suoi diretti avversari nel novero dei pretendenti al successo finale.

Da Arnhem a Nijmegen il tracciato proposto si sviluppa nelle zone adiacenti alle due città, nel cuore della regione della Gheldria, con un brevissimo sconfinamento in quella di Utrecht nella prima parte e pure in Germania, nel Nord Reno-Westfalia, a una quarantina di chilometri dalla conclusione, nella zona compresa nel doppio passaggio da Berg en Dal, il già richiamato traguardo volante e pure GPM al secondo passaggio.

Le due città formano una quasi unica entità concentrazione urbana ed entrambe sono caratterizzate da una lunga storia con importanti riferimenti. Per la loro posizione geografica, strategicamente importante prossima al Reno, sono state – purtroppo – anche teatro di duri combattimenti verso la fine del secondo conflitto mondiale ricordate in romanzi e trasposizioni cinematografiche.

Sono due città di specifica valenza monumentale con forti connotazioni di modernità in diversi ambiti produttivi, economici e culturali. E pure lungo il percorso non mancano i motivi di rilievo paesaggistico in un’ambientazione sempre e comunque piatta e ben curata, sia nei centri abitati, sia nelle verdeggianti campagne e nei boschi che accompagnano la corsa.

Le caratteristiche della tappa, il genere di strade percorse, piatte ma con le abituali insidie che tali tracciati riservano alle gare ciclistiche (isole spartitraffico, rotatorie, improvvisi restringimenti carreggiata e via discorrendo) e il probabile spirare del vento, elemento pressoché costante e con mutevole andamento a queste latitudini, indicano comunque la frazione come riserva di caccia esclusiva per gli uomini-sprint.
E qui l’elenco potrebbe essere lungo, molto lungo. Aspettiamo il verdetto della strada con il pronostico aperto.

E un facile pronostico, per nulla profetico, è quello riferibile all’entusiasmo che questa parte del Gelderland, o Gheldria per definirla in italiano, saprà riservare al Giro d’Italia e ai suoi interpreti.

Giuseppe Figini

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COMMENTI
Vedo...
7 maggio 2016 15:03 scorpions
....con piacere in televisione che stanno correndo il giro d\'italia su strade che sembrano veri biliardi...peccato che tra un po di giorni torneranno a correrein mezzo alle buche....

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