LIEGI. 8. Dopo la Sanremo si dirà che bisogna cambiare anche la Liegi; troppo banale e prevedibile? Probabilmente troppo maledettamente dura, e come tutte le corse piene zeppe di salite, ci si pensa su due volte prima di dare gas, prima di dare un colpo di pedale in più. Poi oggi il gelo e il freddo hanno fatto il resto, condizionando non poco una gara che non ha tanto bisogno di ragionamenti e tattiche: la selezione avviene in modo naturale. Sono andati forte, è mancata un po’ di agonismo e forse di coraggio, ma correre oggi non era assolutamente facile. Quindi, per quanto mi riguarda, onore al merito: a tutti. Non ha vinto il più forte, ma il meno debole. Il più resistente. Il più solido. Oggi non c’è stato il superuomo, e forse questo è un bene.
Kristof VANDEWALLE. 8. Il belga era il delegato del sindacato mondiale dei corridori (CPA) ed era chiamato a decidere per i corridori con organizzatori e giuria. Il protocollo meteo non è stato adottato, per me giustamente. Al km 45 è stato fatto dagli organizzatori un "taglio" per rientrare sul percorso al km 75, ai piedi della côte de La Roche-en-Ardenne. Tutto bene, tutto giusto. Che si tenga conto di questa Liegi che farà “giurisprudenza”. Che se lo ricordino anche i corridori, però. Non che al primo refolo di vento ci si ferma.
Wout POELS. 10. Per l’olandese del team SKY quinta vittoria stagionale. Quarto alla Freccia Vallone, si porta a casa la Liegi-Bastogne-Liegi che sarà ricordata per la sua durezza. Chi la dura la vince e l’olandese è quello che dura di più.
Michael ALBASINI. 9. Cosa si può dire al turgoviese? Nulla. Bisogna solo applaudirlo, anche se probabilmente questa volata se la ricorderà per la vita. Che occasione…
Alberto RUI COSTA. 8. Un terzo posto che vale quanto una vittoria, perché ottenuta più di testa che di gambe. Appare sfinito, ma resta a galla. Tanto da salire sul podio.
Chris FROOME. 5. Ad un certo punto un fuori programma con un pericolosissimo fuoristrada. Poi più nulla, come per tanti le sue ambizioni sono congelate.
Rafal MAJKA. S.V. Sfortunatissimo, resta coinvolto in una caduta ad una trentina di chilometri dal traguardo. Brutta botta, in tutti i sensi.
Pavel BRUTT. 6,5. È uno dei più attivi e dopo solo 7 chilometri di corsa anima la fuga che contraddistingue questa Liegi edizione numero 102. Poi, ad una quarantina di chilometri dal traguardo è tra i primi a doversi arrendere. Ma che attaccante!
Paolo TIRALONGO. 6,5. Se c’è da lottare lui c’è. La fatica è uno stato dell’anima nel quale il siciliano si trova in perfetta sintonia.
Cesare BENEDETTI. 6,5. Il trentino lotta come un vero gladiatore in una giornata dura e difficile che esalta la battaglia. E lui non si risparmia dando vita alla fuga degli otto.
Alessandro DE MARCHI. 7. Sulla Redoute - con Nicolas Edet - è il migliore. Lotta come è solito fare ed è l’ultimo ad arrendersi.
Thomas DE GENDT. 6,5. L’uomo della Lotto-Soudal prova in tutti i modi a restare nel finale attaccato da De Marchi e ad Edet, ma si deve arrendere alla reazione del gruppo.
Nicolas EDET. 7. Sempre nel vivo di una corsa che è dura da morire.
Thomas VOECKLER. 4. Forse avrebbe fatto bene a cercare di entrare nella fuga di mattina, ma si fa sorprendere. Poi cerca di rimediare con un allungo dal gruppo quando mancano circa 40 km al traguardo, ma anche in questa occasione si fa notare solo per le sue proverbiali facce: e ci rimette la faccia.
Carlos BETANCUR. 6,5. Valverde lo sollecita e lui, il colombiano della Movistar, scatta sulla Roche-aux-Faucons. Lui scatta e la mia mente vola a Franco Gini, un caro amico che ci ha lasciato troppo presto e di questo ragazzo me ne parlava di continuo. Ne era letteralmente innamorato, come della vita e del ciclismo del resto. Che piacere rivedere lì davanti Carlos. Che nostalgia Franco…
Enrico GASPAROTTO. 7. Ad un certo punto ho anche sperato, perché era lì, bello e pimpante. Poi il gelo si fa sentire, e all’improvviso la luce si spegne. Ma porta a casa un 12° posto, che non è proprio niente. Soprattutto dopo la vittoria all’Amstel e il 5° alla Freccia.
Ilnur ZAKARIN. 7,5. Nel finale è lì, a lottare per un piazzamento con lo spirito dell’uomo che non si dà mai per vinto. Tenace come pochi.
Vincenzo NIBALI. 5,5. Lo sapevamo, non è ancora a posto. Viene da un grande lavoro in altura e questo importante carico di fatica non l’ha ancora smaltito. Si arrende quando a 7 km - sulla cote di Saint Nicolas - accelerano. Ma non è il caso di farne un dramma. In chiave Giro c’è ancora tempo.
Diego ROSA. 8,5. Alla sua prima partecipazione si porta a casa un bellissimo 10° posto. Ci fa venire il cuore in gola quando molla una botta decisa sulla cote di Saint-Nicolas. Solo Zakarin gli resiste, poi i migliori lo riassorbono. Ma resta lì, con i big. Fino alla fine, fin sul traguardo. Questo non è un buon corridore. Questo diventerà grande.
Alejandro VALVERDE. 5. Ha una squadra super, che oggi lavora come poche. Poi quando arriva il suo momento, non c’è. Capita anche ai fuoriclasse.
Manuele MORI. 7. Arriva 23° a 40” dai primi. Nel finale ci prova anche, per vedere l’effetto che fa. E fa effetto vederlo lì.
Julian ALAPHILIPPE. 5. Nel finale i suoi uomini si muovono per lui, ma il francesino rimane di ghiaccio.
Samuel SANCHEZ. 7. Per il cuore che ci mette, per le gambe che faticano a girare, meriterebbe anche lui il podio. Ci arriva lì vicino, appena sotto. Un quarto da applausi.
Domenico POZZOVIVO. 5. La sua Liegi finisce sulla Roche aux Faucons.
Vegard Stake LAENGEN. 6,5. Il 27 enne norvegese della IAM lotta come pochi, mulinando lunghissimi rapporti. È l’ultimo a rientrare sul gruppetto di testa dei sette (Brutt, Tiralongo, Edet, De Gendt, Benedetti, De Marchi e Jérémy Roy), poi resta per lungo tempo nel vivo della corsa.
Premesso che in una giornata simile ogni corridore meriterebbe 10, perchè correre con 3 gradi e sotto la neve è una cosa davvero dura! Ma leggere il 4 a Voeckler è proprio la ciliegina Stagiana!! Ha fatto uno scatto (se vuoi da fagiano), ma è stato un po' in fuga, si è fatto un po' vedere, e gli viene dato 4 perchè non è entrato nella prima fuga?? Stagi, ma lei perchè non è al New York Times?
E Ulissi???
24 aprile 2016 23:18lupin3
Come sempre manca il voto per Ulissi... Fosse stato Pozzato un bel 4 non glielo levava nessuno
Ulissi zero
25 aprile 2016 09:20IngZanatta
Diego Ulissi per l'ennesima volta non si è visto, dopo lo stop per doping non è più tornato ai livelli precedenti
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