WILIER TRIESTINA PRIMO NOME PER IL GIRO?

MERCATO | 21/04/2016 | 14:54
Dici Wilier Triestina e pensi alla storia del ciclismo e della bicicletta. Una bella storia, fatta di campioni e vittorie. E come tutte le biciclette che si rispettino ha anche una connotazione forte nell’immaginario collettivo, con un bel marchio e un colore di riferimento: rosso-ramato. Una storia che affonda le proprie radici ad inizio del’900 per un commerciante bassanese, Pietro Dal Molin, che decide di creare questi picoli grandi “cavalli d’acciaio”, costruiti uno per uno sulle rive del Brenta, a Bassano del Grappa. Le bici piacciono, hanno successo e quando c’è  gradimento da parte del pubblico, chi sa fare il proprio mestiere investe e Dal Molin decide di investire in “reclame” decidendo così di varare una squadra professionistica capitanata dal triestino Giordano Cottur, noto per essere succeduto nella Bassano-Monte Grappa per dilettanti nientemeno che a Gino Bartali.
La Wilier diventa poi Triestina, per quel sentimento popolare che vuole che la città giuliana italiana, ma resta anche la Wilier Triestina, eccome che resta.
 
Nel ’69 i fratelli Gastaldello acquistano il marchio e lo rilanciano con vigore e amore. Il resto è storia di oggi, fatta sempre dai Gastaldello, questa volta da Michele, Enrico e Andrea, che hanno avuto il compito di proiettare questa azienda modello nel Terzo Millennio. Da quanto sappiamo, e si mormora qui in gruppo al Giro del Trentino Melinda, al prossimo Giro d’Italia la formazione di Angelo Citracca cambierà denominazione: primo nome sarà proprio Wilier Triestina. Southeast, secondo. Queste sono solo voci, rumors, gossip, ma sono insistenti e quando è così è facile, molto facile che il tutto corrisponda al vero.

da Mezzolombardo Pier Augusto Stagi
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