| 29/09/2004 | 00:00 ''Essere al via del mondiale di Verona per me avra' un significato enorme. Premesso che la maglia azzurra me la sono meritata sul campo, questa convocazione in nazionale mi ha comunque sorpreso perche' arriva dopo tutti gli episodi che mi hanno coinvolto, a partire da Lance Armstrong che mi riprende quando sono in fuga al Tour''. Sara' un mondiale dal sapore tutto particolare quello che correra' Filippo Simeoni domenica. In qualche modo lui e' diventato ''il ciclista scomodo'' dopo le sue confessioni sul doping, che sono uno dei pilastri di accusa al processo che vede imputato il dott. Michele Ferrari e che si concludera' venerdi', e dopo gli episodi del Tour, quando Lance Armstrong in persona (lo statunitense vincitore di sei Giri di Francia e' seguito da Ferrari) si mosse per annullare l'azione di Simeoni in fuga con altri. ''Se volete proseguire la fuga disse Armstrong ai compagni dell'italiano dovete mollare Simeoni''. Un gesto che ha portato pure all'apertura di una inchiesta della Procura di Lucca e del Nas di Firenze. La ruggine con Armstrong era nata dopo la confessione di Simeoni su Ferrari: lo statunitense defini' l'azzurro 'bugiardo'. E Simeoni lo querelo'. Simeoni, 33 anni, nato nel milanese ma trapiantato a Sezze (Latina), 7 vittorie da professionista, quest'anno ha vinto una tappa al Giro d'Austria: ''La mia e' stata una stagione regolare, senza acuti, ma sono stato sempre presente negli ordini di arrivo. Devo essere sincero: pensavo che tutti gli episodi che mi hanno coinvolto mi chiudessero ogni porta per l'azzurro. E invece devo riconoscere al Ct Franco Ballerini e alla Federciclismo di essere stati molto corretti e onesti nei miei confronti fornendomi questa possibilita' di essere in nazionale. Credo che trasparenza e correttezza non siano mancati al Ct e alla federazione''. ''Con la mia confessione penso di aver fatto qualcosa di importante per la chiarezza dice Simeoni Pero' ho ancora tanta rabbia dentro, pure perche', come e' successo con l'intervento della difesa del dott. Ferrari, hanno cercato di screditarmi come persona. Questo mi ferisce profondamente. Ma mi fornisce anche la carica per dimostrare il mio valore, sia come uomo che come corridore''. Intanto in nazionale si trovera' accanto a Daniele Nardello, che al Tour si schiero' con Armstrong: ''Con lui sono cresciuto ciclisticamente. Ovviamente il suo comportamento non mi e' piaciuto e il nostro rapporto si e' deteriorato. Ma lo spirito della maglia azzurra, che sento in modo incredibile, mi fara' mettere da parte i rancori. E lo fara' anche lui, per la causa azzurra''. Ma trovera anche chi gli espresse pubblicamente solidarieta', Paolo Bettini: ''Paolo lo stimo come uomo e come atleta e' un'altra categoria. Ha avuto il coraggio di prendersi le proprie responsabilita' e di parlare pubblicamente su quello che mi era successo. Pochi lo hanno fatto. E' un campione in bici e un uomo di valore''. Simeoni ha un solo precedente, sfortunato, in nazionale: convocazione al mondiale '98 ma una indisposizione della vigilia lo mise ko. Non c'erano piu' i tempi per sostituirlo e la nazionale parti' con un azzurro in meno. Questa volta si sta preparando con una meticolosita' particolare: l'ultima giornata prima del raduno azzurro l'ha trascorsa percorrendo otto volte una salita della provincia di Latina simile a quella delle Torricelle, punto decisivo del circuito di Verona.
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