SINCERITA' PER SINCERITA'

TUTTOBICI | 26/03/2016 | 08:05
Tempo fa mi sono occupato sul Corriere del caso Totti. Lui che si apre al Tg1 raccontando tutto il malessere di questo malinconico tramonto, Spalletti che sfrutta l’occasione per una plateale prova di forza, cacciando il mi­to dalla sua - del mito - seconda casa. In quella occasione, restando ri­gorosamente all’episodio, mi sono sentito in dovere di difendere Totti, colpito da spropositata rappresaglia per il solo fatto di avere detto la pu­ra verità. Colpevole di sincerità. E giù la ghigliottina sul papa laico di Roma.

I duri e puri del ciclismo, che non vogliono perdere tempo dietro alle frattaglie del calcio, già avranno pomodori e uova marce pronte al lancio su di me, facile bersaglio per il reato di premeditata con­taminazione. Chiedo solo un at­timo di pietà, prima di partire col tiro al piccione. Vorrei convincere tutti quanti che Totti è soltanto lo strumento, l’occasione, l’espediente, per discutere qui tra noi di un tema molto più universale, quello sì davvero incombente anche sul ciclismo. Come intitolerei questo tema? Più o meno, così: la verità, la vogliamo davvero o facciamo solo finta di vo­lerla?

Abbandonando Totti alle sue tribolazioni, buttiamoci a capofitto sulla nobile questione. Da quando frequento il mondo dello sport - ma in fondo non solo quello - sento dire da giornalisti e tifosi che i personaggi sono noiosi, prevedibili, ruffiani, opportunisti. Mai che nelle interviste e nel­le uscite pubbliche si lascino un po’ andare con qualche parola sincera. Altro che sincerità: pesano l’aggettivo, saccheggiano il libro dei luo­ghi comuni, coniugano per intero quello delle frasi fatte. Non dicono quello che pensano e che hanno dentro: dicono quello che bisogna dire. Quello che conviene dire. Quel­lo che immaginano gli altri vogliano sentirsi dire. Da qui, l’aridità, la prevedibilità, il piattume delle interviste. Un format omologato buono per tutti. Per la serie vo­­glio farmi trovare pronto dal mister, il percorso è duro e il Giro è ancora lungo…

In platea, il malumore diffuso. Che barba, questi campioni so­no una vera pizza, anonimi e slavati, anche un po’ para, mai uno che si decida a dire qualcosa di vero e di sentito. E buttati, una buona volta. Dicci qualcosa, una buona vol­ta. Poi, quando improvvisamente sbarca da Marte un alieno che per qualche motivo preferisca dire la semplice verità, ciò che pensa e ciò che sente, apriti cielo. Ma cosa gli salta in mente? Ma come si permette? E via con i pistolotti sul bon ton e sul galateo del bravo atleta: i panni sporchi si lavano nello spogliatoio, le proprie macerazioni non vanno portate in pubblico, dovrebbe vergognarsi a sputare nel piatto dove mangia.

Ci si capisce. Come minimo siamo un po’ tutti dissociati mentali. Per non dire schizofrenici. Quando sono ruffiani li vo­gliamo aperti e sinceri, quando sono aperti e sinceri gliene facciamo una colpa. Ma come li vogliamo, al­lora? A me pare di capire che li vo­gliamo sinceri, però incapaci d’intendere e di volere, cioè totalmente amorfi, acefali, innocui. Dicano pu­re ciò che pensano, purchè non pensino. È per questo che Totti finisce fuori da Trigoria come un imbucato ai matrimoni, con la sagoma della suola disegnata sul didietro: non può dire al Tg1 che sta soffrendo, che non immaginava un finale così per la sua carriera, che non ci si può ridurre al buongiorno-buonasera con l’allenatore. Niente di dinamitardo, niente di spaventoso, niente di vigliacco: la pura e semplice ve­ri­tà. Terribile. Imperdonabile. Fuori dalle scatole, qui hai chiuso.

Dalle nostre parti, nel no­stro recinto, abbiamo un be­stiario piuttosto conforme al modello generale. E quando un personaggio esce dal coro, è su­bito investito di rimproveri. Al mo­mento mi piacciono molto il maturo Nibali e il giovane Formolo: ciascuno a modo proprio, hanno il pregio fuori dal comune di dire ciò che pensano. Emergono per personalità e franchezza. Essere sinceri, aprirsi, persino sbilanciarsi non significa sparare la prima pirlata che passa per il cervello. Quello si chiama da­re aria ai denti. Ma evitare di mettersi la maschera ogni volta è già un bel segno di libertà, in fondo il be­ne più prezioso che ci è concesso. Cer­to i Nibali e i Formolo, ma po­trei aggiungerne qualcun altro (non tantissimi, per la verità), non spifferano in piazza i fatti loro più privati, certo usano la prudenza del gar­bo, ma mediamente esprimono giudizi, pareri, opinioni senza tanto cal­colare se convenga, se sia redditizio, se possa piacere alle masse. Da questo punto di vista, per esempio, trovo invece che Aru sia ancora un po’ troppo contratto, un po’ succube del suo personaggio di bravo ragazzo, sempre pronto a dire la cosa giusta, senza mai una parola di troppo. Spero che acquisendo maturità, pos­sa finalmente liberare anche l’altro Aru, cioè l’uomo che ha masticato tanta fatica e tanti sacrifici nello studio e in bicicletta, dunque sicuramente più ricco di quanto voglia apparire.

Detto questo, si sarà compreso come li vorrei io, i personaggi pubblici: sempre e inguaribilmente se stessi. La sincerità, la verità, la libertà hanno sicuramente un loro prezzo, come minimo rendono la vita più complicata e riducono la cerchia dei servi sciocchi. Ma è uno di quei prezzi che non bisogna pagare col braccino. Mai badare alle spese, per usare la propria testa.

Cristiano Gatti, da tuttoBICI di marzo
Copyright © TBW
COMMENTI
Perfetto
26 marzo 2016 10:14 ewiwa
Sono daccordo anche con le virgole e con le pause....semplicemente perfetto!!!!!!solo ipocrisia ma a quintalate

post vittoria di tappa
26 marzo 2016 10:22 Pietr88
"MAh guarda sono molto contento, ci tengo a ringraziare i miei compagni di squadra, sono stati formidabili, senza di loro non ce l'avrei fatta...comunque il giro è ancora lungo e vediamo giorno per giorno.."

BASSO
26 marzo 2016 13:25 azalai
Il fuoriclasse, il fenomeno, di tutti i tempi.... nel nel ciclismo è stato ivan Basso ,secondo me... formidabile equilibrista delle parole e imparagonabile campione del non dire un caxxxx.

critiche
27 marzo 2016 10:52 siluro1946
L'articolo non spiega perché i ciclisti non dovrebbero essere "conformi al bestiario generale", e da chi eventualmente prendere esempio, dai politici, dai giornalisti, dal clero?

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Per la prima volta nel suo albo d'oro, la Classic Velox Adélie de Vitré parla spagnolo. Grazie a una volata che l'ha visto concludere alle spalle di Pierre Gautherat (poi declassato al sedicesimo posto per aver deviato la sua traiettoria nei metri...


Mathieu van der Poel è pronto per il Giro delle Fiandre e nella sua testa c’è un solo obiettivo: vincere la sua quarta Ronde, dopo i successi del 2020, 2022 e 2024. Se l’olandese dovesse riuscire in questa impresa, diventerebbe...


Tra gli oltre 170 corridori che domenica 5 aprile prenderanno parte al Trofeo Piva 2026, Matteo Scalco è probabilmente quello che, più di tutti, conosce insidie e segreti del tracciato. Per lui sarà infatti la quarta partecipazione alla classica internazionale...


Un casco speciale per conquistare il Fiandre. È stato consegnato a Wout Van Aert al pullman della Visma-Lease a Bike ed è un regalo che alcuni atleti belgi, sponsorizzati dalla Red Bull, hanno voluto fare al fiammingo.  Van Aert in...


Una grande notizia per il Team Solution Tech–NIPPO–Rali, che annuncia il ritorno alle competizioni di Domenico Pozzovivo. Dopo un periodo lontano dalle corse, il corridore lucano si rimetterà in gioco ai massimi livelli con  la formazione guidata da Serge Parsani. ...


Negli occhi dei tanti appassionati che prendono d'assalto le strade di Villa di Cordignano (TV) a Pasquetta restano indelebili le immagini e le sensazioni provate al Giro del Belvedere 2025. Quelle di aver assistito a qualcosa di speciale. Alla recita...


Che Peter Sagan non le mandasse di certo a dire lo sappiamo più bene e anche questa volta il campione slovacco ha usato il suo pensiero diretto e tagliente esprimendo la sua opinione riguardo al ciclismo attuale. L'occasione è stata...


Avvicinandoci al Giro delle Fiandre di domenica, una delle corse più amate al mondo, abbiamo pensato che fosse interessante entrare in quel mondo del ciclismo belga che si vede solo in televisione e guardarlo con gli occhi dei giornalisti fiamminghi, per...


La puntata di Velò andata in onda ieri sera su Rete8 è stata particolarmente interessante: si è parlato di Fiandre, di Catalunya, del ritorno di Pozzovivo e di tanto altro ancora con Luciano Rabottini, Riccardo Magrini,  Domenico Pozzovivo e Moreno Di Biase. Come sempre a...


Per la prima volta in una Classica Monumento avremo insieme i 4 migliori corridori di Classiche del World Tour: si tratta di Tadej Pogacar, Mathieu van der Poel, Wout van Aert e Remco Evenepoel. Quest’ultimo  solo mercoledì ha annunciato la sua...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024