Si è spento Luciano Conati

LUTTO | 07/02/2016 | 18:29

Luciano Conati ci ha lasciati. La morte è giunta improvvisa. Aveva concluso la sua consueta giornata di lavoro nel suo negozio di riparazioni bici in via Sant’Alessio, davanti alla chiesa di S. Giorgio a Verona. Lì giungeva ogni giorno, accompagnato dalla moglie Angela, da Ceredo di Sant’Anna d’Alfaedo dove aveva preso casa, alla quale dedicava molto del tempo libero. Era nato il 17 marzo 1950 e il 10 giugno prossimo avrebbe festeggiato i 40 anni dalla vittoria nella 20^ tappa del Giro d’Italia, a Terme di Comano, unico suo successo nei sette anni di professionismo alla Scic «nel giorno più bello - ricordava - della mia carriera».


Era nato in contrada Paverno di Valgatara, frazione del comune di Marano di Valpolicella. Papa Luigi l’aveva portato alle corse sin da giovanissimo e amabilmente l’incitava perché facesse il corridore. Luciano ha esordito con la Borgo Trento, poi ha corso con la Garibaldina dei compianti Morini e Zanca, quindi con l’Uc Veronese. Poi il passaggio alla mantovana Iag Gazoldo, una delle società più in vista in quegli anni, con Parecchini e Castelletti. Ma non si trovò bene e così accettò subito il passaggio al Ponton, che Giuseppe Sorio e Adriano Minotti, con la guida tecnica di Guido Zamperioli, stavano portando ad alti livelli. Ed il Ponton fu la sua rampa di lancio verso il professionismo.


Un commosso Giuseppe Sorio ricorda: «Luciano ci ha dato tante tante soddisfazioni. Era un ragazzo umile, mai spavaldo, sempre corretto, che in corsa sapeva dare spettacolo per la sua combattività, la sua grinta, la sua abilità in salita. Si andava via insieme il sabato e insieme si stava il giorno della corsa. Eravamo un gruppo compatto e la vittoria di uno era la festa di tutti. Luciano ci ha regalato tante belle vittorie. Era buono e, magari, pagava questa qualità in certe azioni di corsa, ma era forte. Luciano c’era, prima di Natale, all’incontro di ogni anno tra gli ex Bencini e Ponton. Da prof, poi, è stato un prezioso gregario dei suoi capitani. Per Saronni, in particolare, credo proprio che Conati sia stato un toccasana».

Conati1

I suoi capitani sono stati Baronchelli, Saronni, Bitossi. Luciano li ha serviti in pianura e in salita, accettando che si attaccassero alle sue braghette. In una tappa del Giro, Bitossi gli aveva dato via libera «ma io non ne avevo più perché l’avevo spinto per tutta la tappa». Ne aveva, però, quel 10 giugno 1976 quando è Tista Baronchelli a dargli via libera e Luciano ne approfitta subito, andando in fuga con Guadrini e battendolo in volata. «A Valgatara - ricorda Giuseppe Degani - era stato fondato il Conati Fans club e si andava a seguirlo al Giro, al "Lombardia", al campionato italiano. Luciano, anche quando, a 15 anni è andato ad abitare in Borgo Trento, è sempre rimasto legato a Valgatara».

Conati (che ha corso 7 volte il Giro e una il Tour) ha smesso giovane, a fine 1979, a nemmeno 30 anni, cogliendo al volo l’occasione di fare il pasticcere. Poi, chiusa l’attività, aveva aperto il negozio di riparazioni biciclette dove era molto amato dai clienti per la sua abilità di meccanico, la capacità di dare consigli, di accudire le bici di piccoli e grandi, da quelle più semplici alle più evolute della tecnica. Padre di una figlia e di Lorenzo, che ha corso sino alla categoria juniores con la Car Diesel di Remo Cordioli.

Nell’ultima intervista, Luciano Conati osservava: «A volte penso che se fossi nel gruppo in questo periodo, sarebbe meglio per me. E penso che se avessi fatto la scelta di correre in una squadra più piccola di quello che era, allora, la Scic dove c’erano tanti capitani, avrei avuto maggiori possibilità di fare risultati». Era scettico sull’utilizzo delle radioline in corsa «perché mi sembra che ora, nel gruppo, siano tutti degli automi, in attesa dei comandi che arrivano dall’ammiraglia; io correvo secondo istinto, non stavo lì a fare tattiche e credo che le radioline impediscano quel pizzico di fantasia che renderebbe più spettacolari le corse». E sul doping osservava: «Io andavo a caffeina. Allora era ammessa. Spero che, con i maggiori controlli che ci sono oggi, si siano un po’ calmati. Importante, però, è che questi controlli siano uguali per tutti, che ci siano regole comuni a tutti».

Lunedì, l’ultimo saluto a Luciano.

Renzo Puliero, da Federciclismo.it

Copyright © TBW
COMMENTI
CIAO LUCIANO!
9 febbraio 2016 12:55 glennpeter
Ciao Luciano, Riposa in Pace.

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Dopo 185 chilometri di gara costellati da cinque GPM Richard Carapaz ha vinto la diciottesima tappa del Tour de France partita da Voiron e conclusasi a Orcières Merlette. L’atleta della EF Education Easypost, tra l'altro nominato super combattivo di giornata,...


Quale futuro per Jonas Vingegaard? Il danese è stato operato in patria per la riduzione della frattura della clavicola riportata al Tour de France ma non ha ancora parlato del prosieguo della sua stagione. Chi lo ha fatto, invece, è...


I cimeli di Toni (Antonio) Bevilacqua risplenderanno anche al Museo del ciclismo Alto Livenza di Portobuffolè (Tv). L’accordo è stato raggiunto in municipio a Spinea dove il figlio maggiore, Franco, è sindaco. All’incontro c’erano anche il primo cittadino del più...


Prima della partenza della diciottesima tappa del Tour de France da Voiron gli organizzatori di Aso hanno voluto celebrare alcuni esponenti della carovana che hanno partecipato ad almeno venti edizioni della corsa francese. Tra loro anche Michele Pallini Head Masseur...


Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault, Miguel Indurain. E da domenica, salvo clamorosi imprevisti, Tadej Pogačar. Lo sloveno della UAE Team Emirates - XRG ha sempre fatto spallucce quando si parlava di record da eguagliare e superare, un modo per...


Mentre la Grande Boucle attira l'attenzione del mondo su strade di Francia, in Turchia il ciclismo si ritrova al centro di una polemica abbastanza insolita. Mehmet Fatih Çiçekli è stato destituito il 18 luglio perché indossava pantaloncini da ciclista durante...


Tre giorni sulle Alpi, tre giorni per dare al Tour de France tutte le risposte che ancora cerca. Si comincia con la tappa numero 18, la Voiron - Orcières-Merlette di 185, 2 km, con 5 gpm, 3.900 metri di dislivello...


Nel 2026 il marchio Nalini ha alzato di molto l’asticella investendo in ricerca e sviluppo, un percorso che ha generato diverse novità tra cui il primo sistema di airbag integrato nel pantaloncino e l’evoluto cycling Kit RAY. Quest’ultimo nasce in collaborazione con CeRiSM (Centro di...


Non è stato certo il debutto al Tour de France che Antonio Tiberi sognava di fare. Il corridore della Bahrain Victorious ha lottato e sofferto fin dal primo giorno, senza però trovare mai quella gamba e quelle sensazioni che sperava....


Numeri, curiosità e statistiche aiutano a rileggere e ad approfondire quel che abbiamo vissuto nella tappa di ieri. Seguiteci: 11: UN NUOVO BOUQUETVincitore allo sprint dopo aver completato l'ultimo chilometro per le strade di Voiron a una velocità media di...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra