Il ct Scotti: stiamo lavorando per il futuro del ciclocross

| 06/11/2006 | 00:00
C’era una volta il cross azzurro che faceva fatica a superare i confini nazionali ed a ritrovarsi in collegiale. Budget risicato, veterani epurati (Pontoni e Bramati). Ceruti era padre-padrone della Fci. Oggi quasi d’incanto, le risorse per la specialità sono ritornate disponibili. Ed all’estero l’Italia ci va, anche se più come armata Brancaleone, a far numero con comprimari, alla disperata ricerca di nuove vocazioni. Pare spirare un nuovo vento, nonostante la fuga di talenti appena iniziata: Derik Zampedri e Stefano Basso hanno messo da parte il cross, Franzoi sente le sirene della strada, Davide Malacarne e Cristian Cominelli iniziano la stagione invernale più tardi per smaltire meglio le fatiche della strada. «Il movimento del cross in questi due anni - sottolinea il citì Fausto Scotti, romano ex crossista - è cresciuto moltissimo grazie anche alla componente politica di questa nuova Federazione che ci sta sostenendo, alle società, agli organizzatori ed ai Comitati regionali. Stiamo facendo tanti stage e ritiri proprio per fare crescere questa specialità. E qualche risultato già ci premia. Alle Bandie, con gli juniores, abbiamo dominato la gara e per un soffio non è stata centrata la vittoria. L’Italia è salita nel ranking internazionale sino al quinto posto». Va bene, il trend è descritto in crescita anche se i risultati, quelli che più contano, latitano. Ma gli atleti più rappresentativi, quelli che dovrebbero essere di esempio e traino per la base si disimpegnano. Mai prima d’ora s’era registrata tale tendenza. «Siamo di fronte a scelte personali. Io non posso certo forzare nessuno. Franzoi resterà fermo solo 8 giorni (vacanza a Sharm el Sheikh, ndr). È giusto perché è un anno e mezzo che non rifiata. Zampedri ha deciso autonomamente, anche se ci siamo sentiti a lungo nei mesi scorsi e spero che vedendo i colleghi ottenere risultati possa ritornare sui suoi passi. Malacarne è pronto per rientrare tra due settimane. Il primo impegno internazionale sarà l’europeo (sempre se si disputerà, ndr). Lo stesso farà Cominelli. Quindi stiamo già reinserendo quegli atleti del giro azzurro che in estete hanno svolto parecchia attività su strada ed è giusto che abbiano rispettato un periodo di riposo per non essere troppo sfruttati». Così però Coppa del Mondo e Superprestige restano un miraggio. L’ultimo italiano a vincere una prova di Coppa resta Pontoni: 16 gennaio 2000 Nommay, Francia. Su chi deve puntare allora il cross italiano? «Dedichiamo più tempo alle corse italiane privilegiando i grandi appuntamenti all’estero come Coppa del Mondo, Europei e Mondiali. Tra gli Elite Bianco sta già facendo ottima attività all’estero. Poi stiamo lavorando e investendo tantissimo sul settore giovanile e nei prossimi due anni possiamo raccogliere davvero parecchio. Sono state aperte tante scuole di fuoristrada e anche in campo femminile c’è gran fermento. Qualche nome? Ne potrei fare tanti. Tra gli junior abbiamo 7-8 elementi che possono competere per il successo, lo abbiamo visto alle Bandie. Tra gli Under 23 invece abbiamo parecchi atleti del primo anno che sono impegnati a scuola. Cerco quindi di non spremerli». Massimo Bolognini
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