TUTTOBICI | 19/11/2015 | 07:46 Per il secondo anno consecutivo Sofia Bertizzolo conquista l'Oscar tuttoBICI Gran Premio Mapei. E la veneta della Wilier Breganze è la quarta atleta nella storia del premio in questa categoria a realizzare l'impresa dopo Marta Bastianelli, Rossella Callovi e Rossella Ratto. Sul podio della classifica stagionale alle spalle della diciottenne di Borso del Grappa (VI) salgono Katia Ragusa ed Elisa Balsamo.
Soddisfatta del tuo 2015? «In generale sì, anche se all'inzio dell'anno lo immaginavo diverso. Ho corso e raccolto in pista molto di più di quanto mi aspettavo e meno al contrario su strada (5 vittorie tra cui il successo a Cittiglio nella Piccola Coppa del Mondo Internazionale) e soprattutto a cronometro. Ho avuto la sfortuna di non stare bene nel momento clou così che non ho potuto disputare la prova contro le lancette valida per il Campionato Italiano e all'Europeo non sono riuscita a esprimermi come volevo. Il ricordo più bello di quest'annata resterà senz'altro il titolo di campionessa continentale e il record del mondo nell'inseguimento a squadre conquistato ad Atene con le mie compagne di quartetto, un'emozione particolare che non capita tutti i giorni di provare».
Cosa significa per te aver riconquistato l'Oscar tuttoBICI? «È una bella soddisfazione. La mia non è stata una stagione tanto regolare, sono partita molto forte e poi sono calata nella seconda parte, nonostante ciò ho mantenuto un buon margine sulle altre ragazze e alla fine l'ho spuntata. Sono felice di questo riconoscimento».
Ricordi la tua prima bici? «Sì, pensate che era di Katia Ragusa (una delle altre azzurrine del CT Salvoldi, ndr). Lei aveva da poco cambiato squadra lasciando quella a cui mi sono iscrittta io, così mi hanno dato il suo mezzo rimasto senza proprietario. Ho iniziato a pedalare a 11 anni nel Team Cassola 2000 grazie a mio fratello Achille che l'anno prossimo passerà junior. Ho praticato ginnastica artistica fino alla quarta elementare e un po' di nuoto, ma vedendo sempre in sella Achille da quando era G2 mi è presa la voglia di provare con il ciclismo così ho iniziato con 3-4 gare da G5».
Con lo studio come procedi? «Sono al 5° anno del Liceo Scientifico di Bassano del Grappa, al termine delle superiori mi iscriverò senz'altro all'università. Non so se specializzarmi in Fisioterapia per restare in ambito sportivo o provare con Architettura, che mi piace da sempre».
Sei entrata nelle Fiamme Oro... «Sì, da giugno. Ringrazio il Gruppo Sportivo per la fiducia, si tratta di un'esperienza nuova per la Polizia di Stato visto che è la prima volta che si apre al ciclismo. Per ora ne facciamo parte solo io, Elisa Longo Borghini e Maria Giulia Confalonieri: spero il GS si apra ad altre atlete così da avere una squadra ancora più forte».
E ora ti aspetta il grande salto all'Astana Acca Due O: cosa ti aspetti dal primo anno da Elite? «In primis di accumulare esperienza. Nella prima parte, essendo ancora impegnata con la scuola, non ho particolari ambizioni, poi da luglio in poi programmeremo meglio gli obiettivi. Sono convinta di aver fatto la scelta giusta. Correre con la maglia dell'Astana è una grande opportunità per me e sono molto felice di aver definito il mio futuro con un team così prestigioso. Il primo anno nella categoria è difficile per tutte le atlete e quindi sarà importante affrontarlo in una squadra che mi dia tranquillità sia in corsa che fuori, in più la sede è vicino a casa mia, un bel vantaggio».
Al tuo fianco ci sarà Sofia Beggin con cui hai formato una coppia che ha regalato molti successi al Team Wilier Breganze. «Siamo molto legate e sono entusiasta all'idea di poter correre ancora assieme: lei è più scalatrice, io vado bene un po' su tutti i terreni ma entrambe sappiamo che tra le Elite sarà tutto molto più difficile. Un altro motivo che mi ha spinto a scegliere l'Astana è il fatto che la squadra mi darà la possibilità di continuare ad essere seguita in allenamento dal mio attuale direttore sportivo Davide Casarotto: a lui e a tutto il Team Wilier Breganze devo molto e questo segno di continuità sarà importante per me e sarà un bel riconoscimento per loro per quanto di buono hanno fatto in questi anni».
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