FACCE DA OSCAR. Francesco Calì: mi piace lo stile di Nibali

TUTTOBICI | 14/11/2015 | 07:48
È il più giovane tra i vincitori dell'Oscar tuttoBICI in questo 2015: Francesco Calì, esordiente emiliano della Uc Sozzigalli, è stato sin dall'inizio della stagione in testa alla classifica dell'Oscar tuttoBICI Gran Premio Lampre Merida riservata ai ragazzi nati nel 2002 A cercare di rendergli dura la vita è stato soprattutto il veneto Luca Martellago della Borgo Molino Rinascita Ormelle che ha chiuso al secondo posto. A completare il podio il toscano Lorenzo Peschi della Ciclistica San Miniato.

Iniziamo dalle presentazioni.
«Sono nato il 17 aprile 2002 a Mirandola (MO) e vivo a San Felice sul Panaro con mamma Rosa, che lavora alla Coop, papà Edmondo, cuoco, e i miei due fratelli. Il "grande" Ivan, che frequenta le scuole superiori e il "piccolo" Niccolò, che va alle elementari. In casa sono l'unico che pedala».

Quando hai scoperto il ciclismo?
«Nel 2007. Vidi alcuni ragazzi divertirsi in bici nel parchetto vicino casa e decisi di provare. La bici è diventata una ragione di vita, mi piace perchè mi permette di esprimermi al meglio, di sfogarmi e mi fa sentire libero. Ho mosso le prime pedalate con la divisa della San Felice sul Panaro, la prima biciclettina che ho usato l'abbiamo ancora a casa. Al secondo allenamento ricordo finii a terra, non volevo più andare in bici, ma superai la paura e poco dopo alla prima corsa mi piazzai terzo».

Il campione a cui ti ispiri?
«Vincenzo Nibali perchè è cresciuto non lontano dalle mie parti, ha vinto molto e mi piace il suo stile. Lo apprezzo sia per come si comporta in bici che al di fuori del ciclismo».

Come è andata questa stagione?
«Ho vinto 17 gare quindi direi bene (sorride, ndr). I momenti più belli sono stati senz'altro il successo nella Coppa di Sera, la Tre Sere del Garda vinta con il mio compagno Barbato e il secondo posto al Campionato Italiano che però mi ha lasciato un po' di amaro in bocca».

Sei felice di partecipare alla Notte degli Oscar tuttoBICI?
«Molto. Per un giovane come me è una bellissima occasione e un riconoscimento importante, che ripaga i sacrifici che comporta questo sport anche nelle categorie minori. Conoscere un grande come Aru sarà stupendo».

Oltre ad andare in bici che fai?
«Sto frequentando la terza media, a scuola me la cavo, l'anno prossimo penso di iscrivermi al Liceo Scientifico Sportivo a Modena. Nel tempo libero gioco con gli amici a calcetto nel campetto vicino casa, quello in cui ho mosso le prime pedalate...».

Cosa rappresenta il ciclismo per te?

«Una bella scuola di vita. Insieme allo studio impegna gran parte della mia giornata, tutto l'anno. Insegna molto, soprattutto il rispetto per l'avversario, sia che sia più forte o più debole di te e che i sacrifici vengono sempre ripagati, se non dai risultati dalla soddisfazione di migliorarsi e oltrepassare i propri limiti».

Come ti immagini da grande?
«Spero di diventare un ciclista professionista e se devo sognare, lo faccio in grande, pensando un giorno di vincere un Giro o un Tour».

Giulia De Maio

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