DI COSTA IN COSTA. Una Nove Colli da Guinness

GRAN FONDO | 05/11/2015 | 07:11
Già nella storia per età e tradizione, la Nove Colli vi ritorna per un primato che strizza l’occhio al Guinness: a raccogliere le prime novemila iscrizioni all’edizione del 2016, in calendario il prossimo 22 maggio, sono bastati quattro minuti appena, forse meno. Potere della tecnologia e dell’era telematica, dove per esserci basta un click: succede abitualmente per i concerti e gli altri grandi eventi sportivi, ma non esiste dato migliore di questo per illustrare il concetto di velocità.

Ai meno introdotti nelle vicende legate allo sport, è doveroso spiegare che la Nove Colli non è semplicemente una gara per chi pedala per passione, i popolarissimi cicloamatori: è la più antica, oltre che la più frequentata. Esiste dal 1971, quando un manipolo di appassionati della bici, nel ritrovo del Bar del Corso sul canale leonardesco a Cesenatico, si inventò una gara che non aveva eguali al mondo. La prima volta partirono in diciassette: fu solo la scintilla di un successo che col tempo è deflagrato e oggi non solo si calcola a migliaia di partecipanti, ma è diventato planetario.

Da ogni angolo del mondo sono piovute le richieste anche ieri mattina, quando alle 10 gli organizzatori hanno aperto il flusso delle prenotazioni: meno di quattro minuti e i novemila pettorali disponibili a 60 euro l’uno avevano già un proprietario. Italiano per la maggior parte, ma in buona percentuale anche straniero: fra sei mesi, per pedalare sulle colline romagnole, arriveranno dalla Germania e dalla Svezia, dall’Australia e dal Canada, dal Cile e dagli Stati Uniti, dall’Argentina e da Santo Domingo, dalla Bielorussia e perfino dal Rwanda. Un pianeta intero radunato nella terra di Pantani sotto il segno della bici.

«È la conferma che l’appassionato non vuol mancare agli appuntamenti più importanti: per un ciclista far la Nove Colli è un po’ come per un podista partecipare alla maratona di New York», racconta Davide Cassani, ct della Nazionale, due volte sulle strade di Romagna per diletto come altri più o meno famosi (qualche anno fa persino Jovanotti la impose alla sua band...). «Questa non è una corsa come le altre: ha aperto una strada, abbina passione e storia ed è cresciuta nel tempo con la stessa cura che ha avuto, volendo scomodare un paragone ingombrante, il Tour de France».
Non più solo un avvenimento: un vero e proprio evento. Capace di raccogliere 37 adesioni al secondo: più del doppio rispetto a quelle registrate in Gran Bretagna nello scorso giugno, in occasione del record dell’ora di Wiggins, quando i 6mila posti del velodromo di Londra furono bruciati in un paio di minuti. Per la Nove Colli, questo è stato solo il primo atto: il prossimo è previsto il 18 novembre, giorno in cui verranno messi in vendita gli ultimi tremila posti, che all’iscrizione alla gran fondo legano un soggiorno minimo di tre giorni in albergo. Un anno fa andarono esauriti in un paio di giorni: viste le premesse, si rischia di far meglio.

Angelo Costa, da Il Resto del Carlino

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COMMENTI
6 novembre 2015 12:57 Tarango
Ecco la verità sta tutta nel fondo: 'gli ultimi tremila posti, che all'iscrizione alla gran fondo legano un soggiorno minimo di tre giorni in albergo'. Un grosso business. Partecipare alla Nove Colle è come fare la maratona di New York. Verissimo. 42 km e 195 metri, grazie al cielo, sono ancora lunghi uguali dappertutto.

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