ARMSTRONG. «Sì, nel 1993 comprammo la Million Dollar Race»
GIUSTIZIA | 03/11/2015 | 16:54 Non solo doping per se stesso e per i compagni di squadra, ma anche per le corse. In che modo? Comprando gli avversari... Nuovi guai in arrivo per Lance Armstrong che davanti al procuratore federale è stato costretto ad ammettere la clamorosa combine inscenata per vincere la Million Dollar Race, come ha scritto ieri Marco Bonarrgo sul Corriere della Sera. Nel 1993 la Federazione statunitense aveva messo in palio un milione di dollari per il corridore che fosse riuscito a vincere tre prove, la Thrift Drug Classic e la CoreState in linea e la K.Mart a tappe. Armstrong, che pochi mesi più tardi sarebbe diventato campione del mondo a Oslo, ha ammesso la combine che lo ha portato a versare 100.000 dollari a Roberto Gaggioli e ai suoi compagni di squadra della allora Mercatone Uno, come ha raccontato il Corriere della Sera nel dicembre 2013. Con quell'articolo in mano, il legale di Landis, Paul Scott - scrive Bonarrigo, ha spinto Armstrong a confessare sotto giuramento, anche se il texano ha cercato di far scivolare le colpe su Jim Ochowitz, allora manager del suo team e oggi presidente della BMC Racing Team. «Credo sia stato Jim, con Phil Anderson, a chiedere alla Coors Light, una delle nostre avversarie, di non fare la corsa» sostiene Lance.
Interpellato a riguardo, Ochowiz nega qualsiasi coinvolgimento e respinge le accuse. Intanto il processo contro Armstrong procede: se l'accusa di frode contro lo stato federale verrà provata, il texano rischia di dover pagare un risarcimento compreso frea 35 e 100 milioni di dollari.
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