Presidenti federali anche per 30 anni. Ecco le nuove regole

POLITICA | 10/10/2015 | 10:36
Un dirigente sportivo è per sempre? Esiste una «casta» dello sport più forte di ogni tentativo di rinnovamento? Di sicuro nelle Federazioni il turnover non va molto di moda: chi è in carica, in genere, riesce a farsi rieleggere. Anche per vent’anni. Spesso, dicono i maligni, riservando più attenzioni (e soldi) alla propria campagna piuttosto che alle attività federali. Con alcuni casi limite finiti dentro inchieste penali: Lucio Felicita, ex padre-padrone del pentathlon, è stato radiato dopo 17 anni ininterrottamente in sella, per aver fondato «associazioni sportive affiliate alla federazione, non effettivamente operative, e utilizzate quale bacino di voti». Insomma un sistema di società fantasma per raccogliere consensi. Alcuni presidenti sono personaggi bizzarri come Ernfried Obrist, numero uno dell’Unione Italiana Tiro a Segno, accusato dai partigiani dell’Anpi (che ne chiesero le dimissioni) di aver posato con uomini in divisa nazista, altri hanno dato vita a sorta di dinastie come Matteo Pellicone, per 32 anni presidente della Federazione judo, lotta, karate, arti marziali, deceduto nel 2013, quando ha preso il suo posto Domenico Falcone, storico segretario della Fijikam dal 1999. Anche se regolarmente eletto, il club dei longevi è comunque ben nutrito: Sabatino Aracu (condannato nel 2013 a quattro anni in primo grado in un’inchiesta sulla sanità) è presidente della Fihp (Federazione hockey e pattinaggio) dal 1993, lo stesso anno in cui sono entrati in carica Romolo Rizzoli (Bocce) e Luciano Rossi (Tiro a volo). E ancora: Carlo Magri guida la pallavolo dal ’95, Vincenzo Iaconianni la motonautica dal ’97, come Francesco Purromuto la pallamano e Siro Zanella lo squash.

Su 45 presidenti di Federazione 27 sono in carica da più di due mandati. Ma ha senso regolare la vita di una Federazione per legge? A metà luglio il Movimento 5 Stelle presentò un emendamento al disegno di legge per porre un limite ai mandati degli organi del Coni e delle Federazioni sportive che rischiava di spazzare via un’intera classe dirigente. La prima firmataria, la senatrice grillina Enza Blundo, parlò di «ventata di democrazia e trasparenza». Dall’estate però il vento della riforma è diventato più una leggera brezza. «Eravamo partiti con l’opposizione del governo e c’è stata una sollevazione contro l’emendamento. All’inizio era un no secco, poi è diventato un nì. Noi le proposte le facciamo, però in commissione cultura siamo tre e non decidiamo da soli. Non era ciò che volevamo, ma è meglio di niente».

Il nodo al quale hanno legato le loro poltrone gran parte dei presidenti federali è quello della retroattività. Anche chi è in carica da oltre vent’anni potrà continuare a occupare il posto almeno per i prossimi otto, ma a conti fatti si tratterà di un decennio. Dal 2004 una norma impone di ottenere almeno il 55% dei voti per poter avere un terzo mandato. La futura legge, se passerà in Parlamento (e nella migliore delle ipotesi entrerà in vigore dall’1 gennaio 2017) ripulirà il curriculum, con un colpo di spugna sul passato. Tutti saranno rieleggibili per altri due mandati. I già citati Aracu, Rizzoli e Rossi potrebbero chiudere (se rivotati) le loro esperienze nel 2025, dopo più di trent’anni. «Rischiavamo una valanga di ricorsi con una legge retroattiva — precisa la Blundo —. Esistono dei casi limite, ma meglio non si poteva fare, il rischio era paralizzare le Federazioni. Almeno abbiamo limitato la piaga dei voti per delega». Nella nuova legge non si potrà rappresentare più di due persone.

Negli ultimi mesi la Commissione Cultura del Senato, prima di licenziare il testo, ha dovuto fronteggiare non poche pressioni. L’esito, però, secondo l’ex presidente Figc e oggi senatore di Forza Italia Franco Carraro, è stato un «pastrocchio indecoroso». «Intanto non c’è nessun Paese omologo all’Italia che pone un limite di mandati alle Federazioni. È vero che ricevono contributi pubblici (comunque infinitesimali rispetto al giro d’affari che muovono), ma i presidenti rappresentano il vertice di una piramide di volontari. Non sono favorevole a un’imposizione dello Stato. Nel caso, comunque, avrebbe senso ispirarci al Cio i cui membri restano in carica 12 anni, quindi tre mandati. In otto anni i presidenti non hanno il tempo di farsi conoscere a livello internazionale. E poi, con la scusa di non fare una norma retroattiva, chi è già in carica da una vita può continuare. Era meglio fissare il limite dei tre mandati: chi era già in carica da due mandati ne avrebbe fatto un altro, chi da uno altri due e tutti, anche i più vecchi, almeno uno per organizzare il ricambio».
Di parere opposto l’ex canoista Josefa Idem, vincitrice di cinque medaglie olimpiche, e presidente della Commissione. «In quel modo si rischiava di finire nel caos invece di semplificare, con la possibilità di ricorsi infiniti per la retroattività della norma. Si è arrivati a una sintesi corretta. Lo so che qualcuno è entrato in Federazione con i brufoli e ora ha i capelli bianchi, ma molto meglio la nuova legge: dopo due mandati si decade. Punto. Chi viene eletto ora si mette già nell’ottica di preparare la propria successione. Si apre una nuova stagione sportiva».

da «Il Corriere della Sera» dell'8 ottobre 2015
a firma Guido De Carolis e Arianna Ravelli
Copyright © TBW
COMMENTI
Questa è l'Italia
10 ottobre 2015 11:27 geo
In un paese normale questi problemi non esistono: la cultura delle poltrone, delle "amicizie", dei collegi nominali comprati, creati ecc. esiste solo in Italia, dove si tollera tutto. Tutti sanno tutto e non parlano, gli interessi indiretti di quello con questo, i favori a quello per quest'altro..... Che tristezza!

10 ottobre 2015 11:49 enrico
Se ho capito bene Di Rocco può fare altri due mandati?

Ma qualcuno di questi ha capito veramente cosa vi é nel disegno di Legge
10 ottobre 2015 12:35 angelofrancini
Nei giorni scorsi, il 30 settembre, nella 7° Commissione "Istruzione pubblica e Beni culturali" del Senato si è giunti alla stesura, pare definitiva, delle modifiche riguardanti l’eleggibilità per il terzo mandato dei presidenti federali. Il disegno di Legge n. 361, datato 02.04.2013 a firma dei senatori Ranucci e Puglisi, dopo aver percorso l’iter parlamentare è stato approvato nel suo testo definitivo che, a causa dei numerosi emendamenti apportati al testo originario, ne esce stravolto.

Con queste modifiche, operanti sul D.L.vo 242/1999 <la Legge Melandri>, si vuol far credere che si è andati a modificare i commi 3 e 4 dell’art. 16 del predetto decreto 242, quando in realtà nulla si cambia in tale ottica: i Presidenti federali in carica potranno infatti ricandidarsi, e lo potranno fare per ulteriori due quadrienni.

Ed allora cosa porta di nuovo questa grande riforma legislativa?
Quanto segue:
a) la regola della non eleggibilità dopo due mandati viene estesa a tutti i componenti l’organo elettivo centrale (quindi non più solo al presidente), e viene estesa agli organi elettivi regionali e provinciali.
Se lo scopo dichiarato di questo disegno di Legge era quello di porre fine ai potentati di alcuni presidenti federali, parlo in generale, tutti si era d’accordo considerando che il potere gestito (sotto l’aspetto economico gestionale) si evidenzia solo nei Consigli di Amministrazione che, nella maggioranza dei casi, (Coni, Fsa, Dsa e Eps) sono riconducibili esclusivamente ai CONSIGLI NAZIONALI, poiché a livello territoriale poco si amministra sul versante economico.

Quindi anziché portare l’unica cosa attesa e auspicata da molti l'unica cosa che, questo disegno di legge, modifica rispetto al passato é quella di allargare l’ineleggibilità ad un terzo mandato a tutti i componenti degli organi elettivi di qualsiasi livello. Ossia se un soggetto ricopre in due mandati la carica di Consigliere gli sarà precluso di candidarsi a ricoprire la carica di Vice o Presidente.

Lo scopo di tali modifiche non risponde a quelle che erano le attese del mondo sportivo, ma agli interessi dei soliti arcinoti soggetti: interesse finirà per portare al comando tanti soggetti privi di quell'esperienza richiesta per gestire uno sport sul piano tecnico/sportivo, prima ancora che sul piano amministrativo.

Ecco il testo del disegno di legge con le modifiche al D.L.vo 242/1999 :

DISEGNO DI LEGGE n. 361 - dopo la seduta n. 220 del 30.09.2015

Art. 1. All’art. 3 del D. L.vo 23 luglio 1999, n. 242, e successive modificazioni, il comma 2 è sostituito dal seguente:

2. Gli organi del CONI restano in carica quattro anni.
I componenti che assumono le funzioni nel corso del quadriennio restano in carica fino alla scadenza degli organi. Il presidente e gli altri componenti della giunta nazionale, ad eccezione di quelli di cui all’articolo 6, comma 1, lettera b), non possono svolgere più di due mandati. Le previsioni di cui al presente comma si applicano anche agli organi direttivi delle strutture territoriali del CONI.
È consentito un terzo mandato consecutivo soltanto nel caso in cui uno dei due mandati precedenti abbia avuto durata inferiore a due anni e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie.
È in ogni caso preclusa la permanenza in carica oltre il termine di otto anni.
2-bis. Il presidente e i componenti della giunta nazionale del CONI e il presidente e i membri degli organi direttivi delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate alla data di entrata in vigore della presente legge, possono svolgere, se eletti, ulteriori due mandati.

Art. 2. All’art. 16 del dec. leg.vo 23 luglio 1999, n. 242, e successive modificazioni, il comma 2 è sostituito dal seguente:

2. Gli statuti delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate prevedono le procedure per l'elezione del Presidente e dei membri degli organi direttivi. Ogni votante, oltre al proprio, può esprimere solo un altro voto per delega. Il voto è segreto. I dirigenti eletti restano in carica quattro anni e non possono svolgere più di due mandati. È consentito un terzo mandato consecutivo soltanto nel caso in cui uno dei due mandati precedenti abbia avuto durata inferiore a due anni e un giorno, per causa diversa dalle dimissioni volontarie. È in ogni caso preclusa la permanenza in carica oltre il termine di otto anni.
Art. 2-bis (Enti di promozione sportiva e organi direttivi delle strutture territoriali)
1. Fatta salva la normativa transitoria di cui all'articolo 3-bis, comma 2, della presente legge, la disciplina di cui all'articolo 2, capoverso 2 della presente legge si applica anche agli enti di promozione sportiva, nonché agli organi direttivi delle strutture territoriali delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate.

Art. 3. (Disposizioni transitorie e finali)
1.Entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Comitato olimpico nazionale italiano (CONI) adegua lo statuto alla disposizione di cui all’articolo 1.
1-bis. Entro quattro mesi dalla data di approvazione delle modifiche statutarie del CONI, le federazioni sportive nazionali e le discipline sportive associate adeguano i loro statuti alle disposizioni di cui all'articolo 2.
2. Decorso il termine di cui al comma 1, l'Autorità di governo competente in materia di sport, con proprio decreto da adottare entro i quindici giorni successivi, dichiara decaduti i componenti degli organi del CONI privi dei requisiti di legge per la permanenza in carica.
2-bis. I limiti di cui all'articolo 1, capoverso 2, quarto periodo e all'articolo 2, capoverso 2, penultimo periodo, della presente legge, non si applicano al presidente e ai componenti della giunta nazionale del CONI e al presidente e ai membri degli organi direttivi delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate che sono in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, i quali possono svolgere, se eletti, ulteriori due mandati.
2-ter. La disciplina transitoria di cui al comma 2-bis, del presente articolo, si applica anche agli organi direttivi delle strutture territoriali del CONI, agli enti di promozione sportiva, nonché agli organi direttivi delle strutture territoriali delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate.
3. Le disposizioni della presente legge entrano in vigore a decorrere dal giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
Art. 3-bis (Disciplina transitoria)
1. I limiti di cui all'articolo 1, capoverso 2, quarto periodo e all'articolo 2, capoverso 2, penultimo periodo, della presente legge, non si applicano al presidente e ai componenti della giunta nazionale del CONI e al presidente e ai membri degli organi direttivi delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate che sono in carica alla data di entrata in vigore della presente legge, i quali possono svolgere, se eletti, ulteriori due mandati.
2. La disciplina transitoria di cui al comma 1, del presente articolo, si applica anche agli organi direttivi delle strutture territoriali del CONI, agli enti di promozione sportiva, nonché agli organi direttivi delle strutture territoriali delle federazioni sportive nazionali e delle discipline sportive associate.

Art. 4. (Abrogazioni)
1. L’articolo 2, comma 6, del decreto legislativo 8 gennaio 2004, n. 15, è abrogato.
2. I commi 3 e 4 dell'articolo 16 del decreto legislativo n. 242 del 1999 sono abrogati.

10 ottobre 2015 18:52 geom54
l'età gli gioca contro.

Valutate prima di usare la penna!
10 ottobre 2015 20:14 Bastiano
Il problema non sono le regole ma, chi va a votare.
In ogni comitato provinciale, ci sono brave persone ma, totalmente incapaci a livello amministrativo, che confonde la missione di elettore, con quella del tifoso di calcio.
Da tifoso il tuo team non lo devi cambiare, da elettore, devi VALUTARE!!!!

Italia
10 ottobre 2015 20:31 Bogaert
semplice....viva l'italiaaaaaaaaaa

Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Juan AYUSO. 10 e lode. Non sente le voci che lo circondano, non sente le critiche, non sente il chiacchericcio continuo, oggi non sente nemmeno la catena: in ventiquattrore dall’inferno al paradiso di Cerler. Estasi allo stato puro. Prima vittoria...


Le 8, 45, Morgex: al cartello del km 0 valdostano arrivano le auto del seguito, una condotta dal sempre presente Bernard Hinault. Il Tour de l'Avenir consuma il suo penultimo atto con la semitappa mattutina che impone ai corridori l'ascesa...


Colpo doppio di Paul Seixas che, vincendo la cronometro conclusiva, brinda anche al successo nella classifica generale e scrive il suo nome nel prestigioso albo d'oro del Tour de l'Avenir. Il 18enne francese ha percorso i 10 chilometri in salita tra Montvalezan...


Juan Ayuso non perde tempo e, dopo essere uscito di classifica ieri tra le polemiche, si riscatta subito vincendo a Cerler Huesca La Magia nella settima tappa della Vuelta a España 2025. Il corridore valenciano è partito subito col piglio...


Un arrivo esplosivo gliel'avevamo visto conquistare di persona al Giro del Veneto di due anni fa, oggi ha dimostrato ancora una volta le sue doti in tali contesti. Dorian Godon (Decathlon Ag2R) fa doppietta dopo la volata vincente dell'altroieri e si aggiudica...


Tutto è pronto per il ritorno del Memorial Marco Pantani, la corsa che celebra il Pirata nella sua terra. La presentazione ufficiale della 22^ edizione si terrà lunedì 8 settembre 2025, alle ore 11.00, presso la Sala Conferenze del Museo della Marineria a...


Lidl-Trek è lieta di annunciare che il velocista tedesco Max Walscheid ha firmato un contratto triennale con la squadra. L'accordo vedrà il 32enne vestire la maglia rosso-blu-gialla della Lidl-Trek fino al 2028. Walscheid entra nella sua decima stagione a livello...


Isabella non si ferma! Holmgren ha vinto la cronometro individuale di 10 chilometri valida come seconda semitappa di oggi e ultimo atto del Tour de l'Avenir Femmes. La 20enne canadese della Lidl Trek, che aveva già fatto suo il cronoprologo...


Come nasce un capolavoro come Colnago C68 Rossa, la bicicletta ufficiale della Vuelta 2025? Ogni bicicletta della serie C è realizzata a mano, ma con la C68 Rossa Colnago ha fatto un ulteriore passo avanti, fondendo tradizione, innovazione e spirito...


Nessuna macchina, nessuna azione politica contro un corridore di un team israeliano, solo e soltanto un errore di Chris Froome, che si è distratto e sbilanciato da uno spartitraffico e finito violentemente contro un palo. Come ricostruito già ieri, il...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024