LOCATELLI. «Rosa, una vittoria che deve far riflettere»

DILETTANTI | 01/10/2015 | 18:41
È felicissimo il direttore sportivo del Team Palazzago, Olivano Locatelli, per la vittoria alla Milano -Torino la più antica classica dei professionisti del "suo" corridore Diego Rosa. Vittoria conquistata grazie al l'intelligenza tattica di altri due corridori targati Palazzago, Fabio Aru recente vincitore alla Vuelta e Paolo Tiralongo.
«Quella di Diego è una vittoria che deve far riflettere soprattutto i giovani e i corridori che la momento non sono ancora vincenti - spiega Locatelli -.. Aru e Rosa da junior non erano corridori vincenti. Nessuno ha dato loro fiducia o solo dopo qualche tempo. Dobbiamo quindi imparare ad aver più pazienza con i ragazzi. È necessario farli crescere da under23 almeno per quattro anni per capire se effettivamente hanno delle possibilità per poter far qualcosa di buono nella massima serie. Non bisogna guardare al numero delle vittorie nell'immediato, mettere pressione ai giovani ma farli crescere in serenità. Diego Rosa è uno di quei ragazzi arrivati da me che era già elite e arrivava dalla mountain bike. Con zero esperienza nel difficile mondo della strada. Oggi, dopo la sua bellissima vittoria a Superga nella Milano-Torino, abbiamo tutti potuto vedere che razza di corridore è e potrà diventare. E pensare che c'è chi sostiene che la categoria elite andrebbe buttata al macero. Vogliamo poi parlare di Fabio Aru? i risultati sono sotto gli occhi di tutti e la multidisciplinarietà da lui sostenuta è sotto gli occhi di tutti: serve eccome. Ai miei ragazzi faccio fare molto il fuoristrada e pure la pista».
 
E Olivano Locatelli, considerato ormai uno dei grandi punti di riferimento del ciclismo dilettantistico italiano, conclude con un'altra importante riflessione: «Un consiglio a tutti i ragazzi e ai loro genitori: abbiate pazienza. Non è detto che un corridore di 18 anni ultra vincente diventi un campione a 25. Nessuno può conoscere a fondo le proprie potenzialità e bisogna crederci sempre».
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COMMENTI
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1 ottobre 2015 19:37 arex
Come non condividere questa intervista!
Parole sagge di uno tra i più intelligenti ds italiani.

Grande Locatelli
1 ottobre 2015 19:43 SERMONETAN
chi parla e\' il numero 1 del ciclismo mondiale per le categorie dei dilettanti,troppo facile dare i meriti a ds di appartenenza da prof.
dietro ce\' un vero lavoro per farli diventare ciclisti professionisti,e il vero mentore e\' il sig Olivano Locatelli li fa passare e restano prof.per anni,al contrario di altri tecnici che li spremano e passano finiti

Olivano Locatelli, la competenza ed il rammarico.
1 ottobre 2015 20:05 Bartoli64
Dico la verità,
a me i metodi di Locatelli (ed ancor meno tanti dei suoi poco limpidi trascorsi) sono sempre piaciuti poco, però nulla si può dire a riguardo della passione che ha per il suo lavoro, l’applicazione che ci mette e che giustamente pretende dai suoi corridori, alla quale segue la sua lunghissima esperienza nonché l’indubbia competenza che vanta nel settore del ciclismo dilettantistico.

Competenza che poi traspare tutta da queste sue ultime dichiarazioni sulla crescita dei giovani corridori e sul modo di gestirli correttamente.

A mio avviso Olivano Locatelli avrebbe però potuto ambire ad ammiraglie di ben altra importanza (nei Prof.), ma poi così non è stato a causa di un carattere che, almeno in gioventù, era oltremodo autoritario e scontroso e che mal si sarebbe conciliato con professionisti già affermati (e da cui i “vaffa” si sarebbero sprecati).

Anche Locatelli, al pari di Ferretti, era soprannominato “sergente di ferro” per via dei modi spicci, della dialettica diretta e dei modi autoritari ma, a differenza di “Ferròn”, mancava di quell’autorevolezza che il grado di D.S. da solo non ti dà, ma che lui pretendeva gli fosse comunque riconosciuta con comportamenti talvolta isterici e repressioni al limite del paradossale.

Diciamo che ha fatto una sua scelta di professionale e di vita rimanendo tra i Dilettanti (e come lui lo hanno fatto anche tanti bravi tecnici), scelta che è comunque rispettabile anche se ad un appassionato vero e competente di questo sport sarebbe piaciuto davvero vedere tanta capacità tecnica su prosceni di tutt’altra visibilità.

Ma non è mai detta l’ultima…

Bartoli64

Bravo Locatelli
1 ottobre 2015 20:48 pasto
Buonasera,sign. Locatelli,magari ce ne fossero tanti come lei nello sport. Purtroppo troppi dirigenti e genitori non lo capiscono.
Complimenti per tutto quello che fa per il nostro sport!
Giorgio Gasperi

1 ottobre 2015 21:20 LampoJet
Olivano Locatelli....

Verissimo
1 ottobre 2015 23:51 Ruggero
Spiegatelo anche a quelle due o tre squadre che attualmente mettono in piedi quel "reality show" chiamato cattegoria Under 23..............

Popovich
2 ottobre 2015 09:46 Alfonso
Locatelli dice cose giuste, ma a bocce ferme. Se non ricordo male Popovich correva per lui quando era dilettante, stravinceva dappertutto e poi tra i prof. poco o nulla. Magari si è adagiato o magari lo hanno spremuto troppo, chissà... comunque mi fà piacere che predica prudenza, detto da lui.....

Caro Olivano
2 ottobre 2015 13:40 FrancoPersico
Premesso che condivido quello che lei dice.
Deve però ammettere che ogni anno ne prende 30 di ragazzi e ne restano a galla 10 (forse). E tra questi qualcuno emerge. Merito della sua passione sicuramente. Se non ricordo male un certo Fabio Aru ha vinto il secondo Giro della Valle d'Aosta come unico obiettivo importante di quell'anno. E per lei vincere quel giro è qualcosa di speciale. Quasi un amore.
Non credo che lei non cerchi le vittorie dai giovani e non metta loro quindi delle pressioni.
Cosa dire dei vari Popovich, Pirazzi, ecc. Tanto vincenti da giovani e poi meno dopo...

Nascondino...........
3 ottobre 2015 15:55 9colli
.............non ho capito se è stato cancellato o per qualche altro motivo non è stato pubblicato, quindi lo riprongo:
A volte,per sapere di stiamo parlando, basterebbe scrivere nome e cognome su Google e Ti appare tutto.............nek bene e nel male..........Provare per credere !

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