CANYON. Aeroad CF SLX 9.0, pura velocità tedesca

BICICLETTE | 28/08/2015 | 09:30
Risultati alla mano, penso che il telaio Aeroad CF SLX  9.0 sia uno dei più vincenti della stagione, portato sui gradini più alti del podio al Tour o al Giro delle Fiandre, l’Aeroad è stata una vera arma in più nelle mani degli atleti dei Team Movistar e Katusha.
Il segreto di questo progetto sta certamente nell’aerodinamicità dei tubi Trident2.0 e nella geometria Pro che fornisce una posizione ideale per guadagnare più velocità possibile.
Se posso dire la mia, questa Aeroad non è una bici da passeggio, è un vero martello che vi incita a pestare sui pedali come matti, come se il traguardo fosse sempre più vicino. Veloce, composta e bilanciata, si presenta subito come una macchina da pura competizione, pronta a schizzare via sotto le spinte vigorose dei pedali.

La progettazione dei tecnici Canyon ha saputo mixare le carte fabbricando di fatto un telaio certamente idoneo a fendere l’aria, ma anche pronto a donare la giusta rigidità senza mai essere eccessivo. Certamente, questa sensazione di rigidità è smorzata da una posizione in sella che vi spinge a stare sulle prese basse, ma senza spaccarvi la schiena. Anche tenendo le mani sulle leve, il risultato non cambia, una bella posizione raccolta vi fa essere veloci ma pronti in caso di manovre repentine. Tante volte si guidano bici veloci, questo forse è alla portata di molte case, ma renderle anche belle da guidare non è alla portata di tutti. Canyon, in questo caso merita la lode piena, forcella e telaio sono in perfetta simbiosi, merito anche di un manubrio Aero chiamato H11 Aerocockpit completamente integrato che continua a meraviglia la linea del tubo orizzontale.

Toccando queste linee, ad occhi chiusi, si avverte la stretta parentela con le forme della Speedmax, soprattutto per il tagli dei tubi nella zona posteriore, margini quasi piatti che eliminano ogni turbolenza, continuando la superficie sul performante reggisella Canyon S27 Aero VCLS Cf.
Quello che mi stupisce di Canyon è la continua ricerca verso non solo il telaio perfetto, ma anche e soprattutto verso l’accessorio perfetto per le proprie bici. Non è la prima volta che rimango impressionato dai reggisella e dai manubri prodotti internamente da Canyon e come si dice in questi casi, tanto di cappello!

La scelta del gruppo completo Dura-Ace è una assoluta certezza, soprattutto nella decisione di montare le corone 52-36, la perfetta via di mezzo che accontenta tutti, soprattutto con un bel 11-28 al posteriore.
La sella Fizik Arione R5 è ottima per tenere una posizione molto aerodinamica e vista la sua lunghezza è molto facile trovare una buona seduta, mentre le ruote Mavic Cosmic Pro Carbon montate con copertoni Mavic Yksion Pro Griplink sono di buon livello e seppure un po’ datate permettono di girare veramente forte.

Questa bici emoziona da qualsiasi parte voi la guardiate, anche gli spessori sagomati per alzare o abbassare il manubrio sono curati e la colorazione giocata sul lucido e l’opaco è un tocco di gran classe.
Il tubo sterzo è stretto e offre poca resistenza all’aria, come del resto accade per tutti i tubi, compreso l’obliquo.
Il movimento centrale e i foderi inferiori sono massicci, mentre il tubo verticale carena in parte la ruota e gli stessi foderi dando l’idea di fungere quasi da sparti acque.
I cavi hanno passaggio interno e il freno posteriore è posizionato alto in maniera tradizionale e non dietro il movimento centrale. Questo sistema frenante dual pivot con perni simmetrici, potente e modulabile, consente  staccate violentissime quanto un sistema frenante a dischi.

Bassa e un po’ più lunga della Ultimate, nonché più pesante di quasi 200 grammi per il solo telaio, l’Aeroad ha anche i forcellini interni regolabili in due posizioni nella forcella anteriore, dato che la dice lunga anche sulla personalizzazione raggiungibile nell’assetto.
In gruppo è facile da condurre e si sente a suo agio alle alte velocità, che sia il passo o uno sprint, l’Aeroad fila alla grande. Nei percorsi misti collinari con un medio profilo e i suoi 7 kg compresi di pedali tutto fila via liscio come l’olio. Nei rilanci e nelle discese è facile raggiungere alte velocità ed essere nella miglior posizione per gestirla.
Non è un modello da alta montagna, anche se riesce a cavarsela bene sulle salite corte e nervose dove la sua rigidità la aiuta a mettere a terra senza dispersioni tutta la forza espressa sui pedali.
Canyon Aeroad, una bici veloce e prestante, una sorta di BMW M5 pronta a divorare l’asfalto!

Giorgio Perugini
Copyright © TBW
COMMENTI
Hai dimenticato i tuoi dati, clicca qui.
Se non sei registrato clicca qui.
TBRADIO

00:00
00:00
Ha vinto più di Eddy Merckx. Se le vittorie del Cannibale arrivano a 525, le sue toccano quota 700, e chi si affida più alle leggende che alle statistiche giura che sarebbero addirittura mille. D’accordo, nessun Giro d’Italia e nessun...


È l’arrivo del Trofeo Senza Fine, simbolo del Giro d’Italia, a segnare ufficialmente l’inizio degli eventi collaterali che accompagneranno la Corsa Rosa ad Alessandria e in tutta la provincia. Il Trofeo, quello speciale dell’edizione 100, legato al Secolo del Giro,...


Per la sesta volta nella sua carriera, Safiya Alsayegh si è aggiudicata la vittoria nella cronometro individuale ai Campionati Nazionali di ciclismo degli Emirati Arabi Uniti. Sul percorso di 17, 7 chilometri a Sharjah, l'atleta dell'UAE Development Team ha difeso...


Uma Triathlon Team, organizza Il 20 giugno la terza edizione della randonée ciclistica “RANDOSAWANA” sulle colline dell’Oltrepò Pavese, che porterà appassionati delle due ruote sulle suggestive strade e colline dell’Oltrepò Pavese. Un appuntamento che negli anni è diventato non solo...


Nel rispetto della tradizione “Pasqualando” ha voluto dedicare spazio anche quest’anno alla gara di handbike presenti 42 concorrenti. Sul circuito della zona industriale di Ponte a Egola in provincia di Pisa le gare di questi appassionati che hanno dato vita...


Il trentasettesimo memorial intitolato a Vincenzo Mantovani consacra vincitore Manuel Dovesi. Il portacolori della Goodshop Yoyogurt si è aggiudicato la corsa svoltasi oggi sulle strade di Castel d’Ario con un finale da protagonista assolut, precedendo di pochi secondi Diego Parmigiani...


Al via del Giro delle Fiandre 2026 ci saranno i vincitori di 26 delle 30 Classiche Monumento corse dal 2020 a oggi. Undici di queste sono state conquistate da Tadej Pogacar, otto da Mathieu Van der Poel, due da Remco...


Ion Izagirre firma la sua terza vittoria al Gran Premio Indurain, confermandosi padrone della corsa navarrese. Lo spagnolo della Cofidis ha piazzato l’attacco decisivo sulla rampa finale di Estella-Lizarra, staccando Quinn Simmons (Lidl–Trek) e il figlio d'arte Beloki (EF Education–EasyPost):...


Prima vittoria per Giulio Zunica. Il mantovano di Curtatone, portacolori della Scuola Ciclismo Mincio Chiese, ha conquistato il Trofeo città di Bellaria-Igea Marina per esordienti di secondo anno battendo in volata Alessandro Bellettini della Cotignolese e Marco Verziera del Pedale...


Si è risolta con un avvincente testa a testa fra Tibor Del Grosso (Alpecin-Premier Tech) e Mauro Schmid (Jayco AlUla) la 51ᵃ edizione della NXT Classic. Evasi da un drappello comprendente 21 uomini quando rimanevano da coprire circa...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024